Serie A, gioie e dolori al rientro dalla sosta


Il weekend della terza giornata di Serie A si concluderà con il monday-night tra Empoli e Crotone e sarà privo dell’esito di Genoa-Fiorentina a causa dell’acquazzone che ha colpito Genova.
Gli spunti per questa “puntata” di “Un calcio al campionato” ce ne sono comunque a volontà e vediamo di trovare quelli più interessanti.

SFIDA A DISTANZA  Juventus e Napoli, già una competizione più accesa di quello che può sembrare.
Le due squadre favorite (sulla carta) della Serie A hanno già intrapreso il duello scudetto.
I bianconeri aprono la terza giornata con una vittoria per 3 a 1 su quel Sassuolo che un anno fa aveva causato ben più di un problema ai torinesi, mentre i partenopei si impongono per 3 a 0 su un Palermo che da qualche tempo annovera problemi legati alla società e allo staff tecnico.
Di questa sfida è interessante sottolineare l’intreccio Higuain-Napoli. La Vecchia Signora – acquisendo le prestazione del Pipita – si è appropriata di un vero e proprio rapace d’area in grado di segnare ad altissime percentuali. Infatti l’argentino contro il Sassuolo in 10′ ha preso la Juventus sulle spalle e ha realizzato ben due gol decisivi per la vittoria finale.
Ci si chiedeva qualche settimana fa: come farà il Napoli a produrre tanti gol quanto l’anno scorso senza Higuain? La risposta è arrivata già in queste prime tre partite: prima una doppietta di Martens, poi una di Milik, poi una di Callejon e contro il Palermo ancora un’altra dello spagnolo.
Il numero 7 azzurro si catapulta così in vetta alla classifica marcatori dando le spalle proprio a quel Gonzalo Higuain che tra Fiorentina, Lazio e Sassuolo ha una media di un gol ogni 39′.

PUNTO DI SVOLTA  È la linea mediana del gioco che deve fare la differenza.
Infatti già nelle prime due uscite di campionato, il centrocampo dei campioni d’Italia – nonostante i due gol di Khedira – ha faticato a trovare il bandolo della matassa.
Contro il Sassuolo però, con l’innesto di Pjanic la musica è cambiata: Lemina in mezzo con ai lati Khedira, il bosniaco e il costante aiuto di Bonucci l’impostazione juventina è migliorata e non di poco.
L’esordio dell’ex Roma è ulteriormente condito dal gol del 3-0 prima del calo fisico e mentale della Juve che ha portato alla rete di Antei su corner.
Per quanto riguarda i rivali campani il fulcro è Marek Hamsik. Oltre al gol che ha sbloccato le marcature, lo slovacco, assieme al piede elegante di Jorginho, il dinamismo di Allan e i movimenti di Zielinski, ha in mano il gioco del Napoli.
Le vittorie si costruiscono da qui e ce ne accorgeremo subito…

OH CAPTAIN, MY CAPTAIN!  Se mai esistesse un sinonimo per la parola “Roma” questo sarebbe sicuramente “Francesco Totti”.
Ci sarebbero da fare varie considerazioni tecniche su Roma-Sampdoria ma dopo l’epilogo queste passano in secondo piano.
Il match dell’Olimpico va diviso in due parti: quella pre diluvio e quella targata Totti.
La partita infatti è stata sospesa per circa un’ora per via della bomba d’acqua che si è abbattuta sulla capitale. Nella prima metà di gioco i giallorossi – dopo il vantaggio di Salah – hanno subito due reti in successione, una di Muriel e una di Quagliarella.
Nella ripresa, Spalletti schiera in campo Totti e Dzeko al posto di Perotti e El Shaarawy.
L’Olimpico è straordinariamente magico: all’ingresso in campo del capitano i fischi si trasformano in cori d’incitamento.
L’effetto che ha sul popolo romanista Francesco Totti è impressionante e ad ogni suo tocco di prima – mostra una visione di gioco esaltante pareggiabile solamente a Pirlo o Iniesta  – dagli spalti piovono applausi.
“Er Pupone” – dopo aver mandato in gol Edin Dzeko – realizza il vantaggio al 93′ su calcio di rigore.
Francesco Totti è alla sua 25esima stagione (come Paolo Maldini) in Serie A ed è da 23 anni che realizza reti: 249 gol in serie A, storico!
Nota statistica (e provocatoria): alla Roma sono stati assegnati 4 rigori in 3 partite. Riuscirà ad ottenere 3 punti senza l’ausilio del calcio dagli 11 metri?

GLI OPPOSTI DI MILANO  Diametralmente opposto l’andamento del match e del risultato finale delle due squadre di Milano.
Il Milan a San Siro perde con l’Udinese a pochi minuti dal 90′ dopo aver attaccato per quasi tutta la partita con un gol di Perica deviato da Abate; l’Inter – salvato più e più volta da un perfetto Samir Handanovic – invece a Pescara soffre e rischia di sprofondare. Dopo il vantaggio targato Bahebeck gli abruzzesi arrivano vicini al raddoppio ma Mauro Icardi sale in cattedra e raddrizza la partita con una doppietta.
Da elogiare il coraggio (quasi obbligato a dire il vero) di De Boer che negli ultimi minuti decide di schierare la bellezza di quattro attaccanti: oltre all’argentino, Eder, Palacio e Jovetic.
Dunque arriva così la prima vittoria interista per il tecnico olandese che nel prossimo weekend dovrà vedersela proprio contro la Juventus già capolista.

Passando ai rossoneri. Non ci siamo proprio. Nessuna scusa per non aver portato a casa i tre punti contro l’Udinese in casa.
Va bene alcune occasioni clamorose (la traversa di Sosa su tutte) ma non è possibile – per una squadra come il Milan – fare prestazioni del genere.
Senza Niang (squalificato) e con un Bacca non al top, la squadra di Montella sembra priva di punti di riferimento.
Una menzione e un imbocca al lupo particolare a Luca Antonelli che è stato portato d’urgenza in ospedale dopo una forte contusione alla testa.

BOTTA E RISPOSTA  Chievo-Lazio e Atalanta-Torino sono stati match ricchi di emozioni.
Entrambe le partite infatti sono state caratterizzate da un botta e risposta degno di nota: al gol di Gamberini risponde quello di De Vrij (nel 1-1 finale) dopo pochi minuti, mentre alla rete di Iago Falque risponde Masiello (prima marcatura dopo la squalifica per il calcioscomesse).

I bergamaschi rovinano l’esordio di Joe Hart – disastroso nell’occasione di Masiello – imponendosi per 2 a 1 con un penalty di Kessie.
Per il centrocampista ivoriano, arriva la quarta gioia in 3 partite: personalità da vendere per il giovane talento ex Cesena che ha il coraggio di “rubare” il calcio dal dischetto ad un signor attaccante come Paloschi e di spiazzare un portiere forte ed esperto come l’inglese.
Franck Kessie ha iniziato come meglio non poteva il campionato di Serie A e se continuerà così non tarderanno ad arrivare offerte interessanti all’Atalanta.

DURA LEGGE DEL DALL’ARA  “Tu sei grande Bologna, tu sei forte Bologna, tu sei bella Bologna, bella davvero!” recita l’inno della società emiliana.
Bella indubbiamente si, grande e forte ancora tutto da dimostrare.
Sicuramente mister Donadoni in due settimane di lavoro è riuscito a ribaltare il malumore provocato dalla “manita” incassata contro il Torino, superando il Cagliari per 2-1.
Ha funzionato alla perfezione il gioco in velocità dei fantasisti rossoblù: Mattia Destro, Simone Verdi, Krejci e Di Francesco (solo nel secondo tempo) hanno messo sempre e continuamente in difficoltà Bruno Alves (autore del gol del Cagliari su punizione) e compagni.
Il pubblico del Dall’Ara ha potuto assistere a due vittorie consecutive tra le mure amiche. Il fattore campo può diventare fondamentale a favore del Bologna in attesa di scoprire come si comporterà contro compagini ben più attrezzate.

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