Coppa Italia e “pagellone” finale


Per qualcuno è un trofeo di consolazione, per qualcun altro invece è solamente uno tra tanti per arricchire il proprio palmares oppure per altri ancora per entrare nella storia. In poche parole, la conquista della Coppa Italia è un grande risultato solo per chi lo ottiene.
Mai come quest’anno però la finale è stata di fondamentale importanza.
Da un lato c’è la Juventus, già campione d’Italia per la quinta volta negli ultimi 5 anni, in cerca del doppio double (Scudetto e Coppa Italia per due anni consecutivi), impresa che prima d’ora non è mai riuscita a nessuno.
Dall’altro lato invece c’è il Milan che dopo una stagione estremamente difficile e fallimentare, culminata con il settimo posto in classifica, è in cerca di ottenere il trofeo che gli permetterebbe l’acceso diretto all’Europa League a discapito del Sassuolo.

Se si guarda l’andamento di quest’anno e i punti in classifica, non ci dovrebbe essere match, ma come ha detto mister Allegri nella conferenza stampa pre-partita, i valori nelle finali vengono azzerati ed è comunque sempre Juventus-Milan.
Non ci poteva essere pronostico più azzeccato: anche se le dichiarazione del tecnico toscano sono sembrate un po’ di facciata, si sono rivelate giustissime.
I rossoneri hanno disputato una buona partita e hanno tenuto testa alla Juve per tutti i 90′ costringendola a giocarsi i due tempi supplementari.
A tratti inoltre la squadra di Brocchi ha meritato di segnare e di portarsi in vantaggio: le occasioni create dal Diavolo sono numericamente maggiori rispetto a quelle degli zebrati.
Il centrocampo bianconero – senza Marchisio e Khedira – è stato messo alla dura prova ed Evra e Lichsteiner hanno faticato a contenere Calabria e De Sciglio sulle fasce.
La partita è cambiata quando hanno fatto il loro ingresso in campo Alex Sandro, Cuadrado e soprattutto Morata.
Infatti è proprio l’attaccante spagnolo che al 110′ (secondo overtime) regala la gioia più grande a mister Allegri.
Vince dunque la Juventus per 1 a 0, arriva lo storico doppio double ma il Milan esce dal campo non a testa alta ma altissima.
Dunque anche l’ultimo verdetto dell’anno è stato emesso: i rossoneri sono fuori dalle coppe europee mentre il Sassuolo farà il suo debutto su palcoscenici che fino a qualche anno fa erano solamente utopie.

Ma ora veniamo al “pagellone” di questa stagione conclusa definitivamente.

  • ATALANTA 6: Nel complesso una buona stagione per la Dea che nella prima parte dell’anno ha fatto molto bene, occupando anche una discreta posizione in classifica. Dopo la sosta natalizia però ha avuto un momento di difficoltà dove ha fatto fatica a trovare continuità di risultati. Ma quando Edy Reja (uomo che mastica calcio da una vita) ha trovato la quadratura del cerchio con i nuovi innesti, (tra tutti Marco Boriello) ha ripreso ad ottenere i risultati sperati fino a raggiungere una tranquilla salvezza.
  • BOLOGNA 6: Bisogna fare una considerazione: da quando è arrivato Donadoni questa squadra meriterebbe almeno un 8. Ad un certo punto nel capoluogo emiliano si parlava e si sognava addirittura l’Europa.
    Da sottolineare inoltre come i rossoblù si siano salvati con un Mattia Destro fuori per infortunio da un tempo immemore.
    Quindi voto sufficiente ma non più altro visto la pessima partenza che c’è stata e che sapeva tantissimo da Serie B.
  • CARPI 5.5: Ad un passo dalla salvezza e per qualche minuto nell’ultima giornata di Serie A c’era anche riuscito fino ai gol palermitani di Maresca e Gilardino.
    Un applauso comunque alla squadra di Castori (esonerato e poi richiamato) che nonostante la poca esperienza e la scarsa qualità ha onorato fino all’ultima giornata il suo cammino.
  • CHIEVO 7: Chi si aspettava un Chievo così quest’anno? Non molti. Tanti gol, tante vittorie e tante belle partite disputate dalla squadra di Rolando Maran che ha fatto un lavoro memorabile.
    I veronesi hanno continuato il loro percorso fatto di buone prestazioni anche senza il giocatore di maggior peso specifico: Alberto Paloschi, partito a gennaio alla volta della Premier League.
  • EMPOLI 7: Per i toscani vale lo stesso discorso fatto per i veronesi. Stagione incredibile, salvezza ottenuta con tantissime giornate di anticipo e prestazioni eccellenti.
    Se poi pensiamo a cos’era l’Empoli l’anno scorso e quello di quest’anno ci rendiamo ancora più conto dell’impresa fatta da Giampaolo. Con Maurizio Sarri sono andati via anche giocatori importantissimi come Valdifiori, Rugani e Hysaj su tutti. Nonostante ciò – anche grazie ad un centrocampo di assoluta qualità – l’Empoli è andata ben oltre le aspettative.
  • FIORENTINA 7: Il voto poteva essere anche più alto perché nella prima fase di campionato si pensava che la Viola potesse arrivare nelle primissime posizioni della classifica. Paulo Sousa ha impostato un calcio veloce, bello da vedere ed efficace.
    Nella seconda metà di stagione c’è stato un calo fisico e di risultati che hanno portato i fiorentini a concludere in quinta posizione.
  • FROSINONE 5: Voto insufficiente dovuto alla retrocessione però in definitiva la squadra di Stellone ha dato tutto quello che poteva.
    La rosa non poteva essere minimamente competitiva per ottenere la salvezza ma nonostante ciò i ciociari ci hanno provato fino in fondo anche togliendosi qualche bella soddisfazione come il pareggio allo Juventus Stadium e quello a San Siro contro il Milan.
  • GENOA 6.5: Alti e bassi per la squadra di Gasperini che ha fatto da JoJo tra la parte alta e la parte bassa della classifica.
    L’andamento del Grifone è coinciso esattamente con lo stato di forma dell’attaccante più prolifico: Leonardo Pavoletti.
    Questa può essere l’ultima stagione di mister Gasperini sulla panchina genovese.
  • INTER 6.5: Stagione strana quella dei neroazzurri che comunque merita la sufficienza piena. La squadra di Mancini è partita in pompa magna occupando la testa della classifica. Anche se le prestazioni non erano eccellenti comunque i risultati arrivavano (nota la serie di 1 a 0).
    Alla fine del girone d’andata e l’inizio di quello di ritorno, sono iniziate a mancare anche le vittorie. Da qui una bella flessione che li ha portati al quarto posto dietro alle tre big del campionato: per i giocatori a disposizione è la posizione che merita.
  • JUVENTUS 9: Sarebbe stato un 10 se non fosse stato per quella partenza sciagurata nelle prime 10 giornate.
    Queste difficoltà hanno rafforzato la squadra di Allegri che ha iniziato ad inanellare vittorie su vittorie che hanno portato al quinto Scudetto consecutivo.
    Da sottolineare inoltre il record di imbattibilità (973′) di un mostro sacro del nostro calcio come Gianluigi Buffon.
    “Esplode” Paulo Dybala e c’è la consacrazione di Paul Pogba, maggiori artefici (oltre che a Gigi) dell’impresa bianconera.
  • LAZIO 6: Con Stefano Pioli (buonissimo allenatore) è stato un mezzo disastro mentre Simone Inzaghi – subentrato a poche giornate dal termine – ha ridato linfa vitale ai biancocelesti.
    L’ex attaccante laziale oltre che al gioco ha migliorato la tenuta mentale dei propri ragazzi riuscendo ad ottenere anche delle belle vittorie: da riconfermare.
    Quest’anno ci saluta un grande attaccante come Miroslav Klose.
  • MILAN 4.5: La Serie A dei rossoneri è stato un’autentica debacle. L’unica possibilità di salvare la stagione era quella – non andata poi a buon fine – di battere la Juventus in finale di Coppa Italia.
    Settimo posto in classifica e niente coppe europee neanche quest’anno.
    I tantissimi soldi spesi in estate ed il cambio in panchina (da Mihaijlovic a Brocchi) sono i motivi per cui questa stagione va considerata estremamente negativa.
  • NAPOLI 8: Bellissima annata dei partenopei! Con Maurizio Sarri in panchina tutto (quasi!) è andato bene. Il mister toscano ha dato ai suoi ragazzi un gioco spettacolare e divertente: era una goduria vedere il Napoli giocare.
    Poi come se non bastasse Gonzalo Higuain ha dominato la classifica marcatori e ha sancito il nuovo record di gol in campionato: 36 reti in 35 presenze.
    Il Napoli è arrivato secondo solo ad una Juventus disumana.
  • PALERMO 5: Nonostante la salvezza, il voto non può essere sufficiente. Bruttissima annata per i siciliani. Le pessime prestazioni sul campo sono frutto delle difficoltà e dei tanti errori commessi a livello societario dal patron Zamparini: basta pensare gli 8 esoneri durante l’anno.
    Il Palermo dell’anno scorso era una squadra ben fatta con Vasquez e Dybala a dare spettacolo ma tutto ciò che di buono è stato fatto è stato smantellato e questi sono i risultati.
  • ROMA 7.5: In una stagione tutto sommato positiva, c’è solo un grande rimpianto: quello di non aver riabbracciato Luciano Spalletti prima e aver dato troppa fiducia a Rudi Garcia.
    Grandissima cavalcata quella del mister toscano che riesce a rivoluzionare la squadra (importanti gli innesti di Perotti e El Shaarawy) e a posizionarsi dietro a Juve e Napoli.
    Un cenno particolare va al capitano, Francesco Totti che è stato anche lui protagonista di questa meravigliosa serie di vittorie.
  • SAMPDORIA 4.5: Una delle squadre più deludenti di quest’anno. Le premesse erano ottime e l’avvio non è stato malaccio.
    Poi incredibilmente viene esonerato Walter Zenga e al suo posto arriva Vincenzo Montella.
    L’Aeroplanino però non riesce mai a trovare il bandolo della matassa e non coglie in Eder – poi ceduto a gennaio all’Inter – l’uomo decisivo che era stato con l’Uomo Ragno.
    I blucerchiati terminano la stagione in maniera disastrosa: sconfitte per 2-0 contro il Palermo, 3 a 0 nel derby e 5 a 0 allo Juventus Stadium. Con una rosa allestita per l’accesso in Europa League ci si aspettava molto di più.
  • SASSUOLO 7.5: Lo possiamo dire ad alta voce: la rivincita del calcio italiano! Dopo la vittoria della Juventus nella finale di Coppa Italia approda ai preliminare di Europa League. 11 anni fa gli emiliani erano in C2 ed era impensabile arrivare – dopo solo 3 stagioni di Serie A – ad ottenere questo magnifico risultato. Complimenti alla società , a mister Di Francesco e a tutti i giocatori.
    Idee ed investimenti mirati ancora una volta hanno dato il loro frutto, complimenti davvero!
  • TORINO 6: Con una rosa così ben attrezzata e ben organizzata qualcosina di più si poteva fare.
    Una nota positiva è sicuramente la prolificità offensiva di Andrea Belotti che ha realizzato ben 12 gol, quasi tutti nel girone di ritorno.
    Sembra molto vicino l’addio di Giampiero Ventura sulla panchina granata, destinazione Nazionale.
  • UDINESE 5.5: Ci si aspettava sicuramente qualcosa di più anche se la rosa non è delle migliori.
    Il cambio in panchina (De Canio per Colantuono) ha giovato ma non in maniera clamorosa.
    I friulani dopo un inizio scoppiettante (vittoria del match inaugurale allo Juventus Stadium) non sono mai riusciti a trovare continuità di risultati e prestazioni. 17esima posizione in classifica più che meritata.
    Ci saluta anche Antonio Totò Di Natale dopo 12 meravigliose stagioni ricche di gol in bianconero.
  • HELLAS VERONA 3: Un autentico disastro questa stagione. Nessuno se lo aspettava, a dire il vero, perché dopo due ottime annate la rosa è stata addirittura migliorata con l’acquisto di Giampaolo Pazzini.
    Lo storico mister scaligero Mandorlini è stato esonerato e al suo posto è subentrato Del Neri.
    Il tecnico friulano è riuscito a ottenere risultati leggermente migliori del suo predecessore ma non abbastanza per salvarsi.
    La stagione si conclude con due belle vittorie (una piccola consolazione per un pubblico sempre vicino alla squadra) con Milan e Juventus.
    Addio al calcio per un altro mostro sacro come Luca Toni, “numero 1!!”

Ora una breve pausa e poi sotto con un programma niente male: Copa America e Euro 2016!
Arrivederci Serie A!

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