Safe exit (vietato fuggire dall’amore)


Giulia gridò dall’entusiasmo mentre il suo fidanzato le porgeva il pacchetto. Il seno si alzava e si abbassava rapidamente per l’eccitazione sotto la maglietta dei Backstreet boys e gli occhi le si erano ingranditi a dismisura.
-E’ un regalo?
Ma sapeva già la risposta. Tastò la carta colorata per provare a capire cosa ci fosse sotto, sentì qualcosa di solido, una scatola forse, e si mise a strappare con foga il pacchetto lasciando cadere piccole foglie colorate sul marciapiede. Poi si rese conto di essere stata affrettata e anche un pò maleducata e si fermò leggermente imbarazzata.

-Posso aprirlo?

-Certo – sorrise lui.

Non dovevano nemmeno vedersi quel giorno, lei alle tre di pomeriggio era ancora sotto le coperte quando lui l’aveva chiamata, dicendole che sarebbe passato tra un’ora sotto casa sua, e che aveva qualcosa. Cosa?, chiese lei, ma lui aveva già buttato giù. Ed ora se lo trovava davanti con indosso la sua camicia più elegante e persino una cravatta, l’unica che aveva e che utilizzava solo in occasioni ufficiali, da ultimo il funerale della zia.
Giulia finì di lanciare al vento la carta e sotto trovò una scatola nera e liscia, sollevò il coperchio e dentro, poggiata su un cuscino rosso, una piccola chiave in argento, lunga non più di due-tre centimetri.
Lui fece per parlare ma lei lo anticipò, gli diede un frettoloso bacio sulla bocca e prese a dire che era un regalo fantastico perché era proprio il simbolo del loro amore, come una porta chiusa che solo il sentimento vero può aprire anzi no spalancare, se lo sentiva che sarebbe arrivato il momento, quel momento, il momento di un regalo speciale, che sparigliasse le convenzioni e le abitudini, è questo il vero inizo della nostra storia, disse, ora ne era sicura, dovevano pensare a sposarsi ormai, le sarebbe piaciuto avere dei figli, ma già lo sapevi no?, due sarebbero perfetti, maschio e femmina, basta che non litighino troppo tra di loro, poi aggiunse che in più avrebbe smesso con la pillola, tanto si amavano no? E i suoi erano ricchi per cui prima arrivano i figli e meglio è, non c’è tempo da perdere, il tempo è per chi non si ama come noi. Ti dirò di più, vorrei essere già incinta, avere già le doglie, lo so che sono dolorose, ma lo sopporterei, per te, per noi, per la chiave che suggella il nostro patto d’amore.

Quando la salutò e tornò a casa, il fidanzato pensò che avrebbe dovuto scegliere un altro regalo. Voleva consegnarle metaforicamente le chiavi della sua vita, farle capire che avrebbe dovuto tornare indipendente e che dovevano salutarsi per sempre, li dov’erano, perché detto in parole povere, la voleva lasciare e non c’era niente che avrebbe potuto fargli cambiare idea, il regalo, quel regalo lo dimostrava.
Ma lei non aveva capito. Pazienza, pensò. Glielo avrebbe spiegato domani.

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