Exit ball


indexLa cosa più complicata, quando termina un rapporto di qualunque genere, è dare il giusto posto alle emozioni. La difficoltà sta infatti nell’ analisi lucida, razionale degli inevitabili cambiamenti che questo rapporto ha comportato, nello stabilire se essi siano positivi o negativi e nel non lasciarsi prendere da rimpianti o da recriminazioni: non si scappa, i “Magari potevo dare di più” o i “Potevo fare qualcosa in modo diverso” fanno parte del gioco. L’ importante è che siano ammonimento per il futuro, non fonte di ipotetiche ulcere più o meno gravi.

 

 

Nel caso non si fosse ancora capito, ma ne dubito fortemente, la rubrica “Tiri liberi” chiude. Il tempo mi sta venendo a mancare, gli impegni diventano sempre più fitti e le energie mentali per scrivere sono sempre più rare. Un aspetto da non sottovalutare, questo, specie se si vuole portare avanti uno spazio in modo semi – professionale, approfondito, documentato, “researched” come direbbero gli anglosassoni. Ogni settimana, o ogni volta che è stato necessario, in questi due anni mi sono preso un’ ora e mezzo o di più per scrivere, valutare la correttezza delle informazioni, cercare le immagini più appropriate e infine pubblicare l’ articolo. Anche a costo di passarci qualche minuto sopra in più, perché mi sembrava giusto nei confronti dei lettori che essi potessero disporre di notizie verificate. Come quando, a febbraio, ho spulciato Youtube per analizzare il modo di giocare del Real Madrid. Non potevo fare altrimenti, essendo di recente scomparsa Sportitalia e con essa le partite di Eurolega (o di Liga ACB, il campionato spagnolo, come quando ho cominciato a scrivere a fine 2011). Sulla presentazione che mi chiesero di fare quando mi candidai per collaborare sta scritto: «”Senza accorgersene, si comincia a deformare i fatti per adattarli alle teorie, anziché viceversa”. Ho voluto iniziare questa mia breve presentazione con un massima di Shelock Holmes principalmente per un motivo: essa è un monito. (…) Mi piacerebbe che chi mi legge valutasse approfondito, non banale e imparziale il mio lavoro. Vorrebbe dire che ho svolto bene il mio compito ». Orbene, senza falsa modestia posso dire di aver raggiunto l’ obiettivo che mi ero prefissato.

 

 

Orgoglio e giudizio
«Non sono fra coloro che considerano la modestia una virtù. Per un uomo dotato di logica, tutte le cose andrebbero viste esattamente come sono, e sottovalutare se stessi significa allontanarsi dalla verità almeno quanto sopravvalutare le proprie doti»: è destino che ci ci sia ancora Sherlock ad accompagnare la mia uscita da “Discorsivo”, così come la accompagnò quando sono entrato e ancora si chiamava “Dissonanze” (l’ unico, autentico, nome che questa testata dovrebbe avere, in barba al copyright e menate varie). Non volendo fare sfoggio di modestia, ma analizzando i dati come sono dico che sono orgoglioso di aver reso la pallacanestro lo sport principale del giornale. Sì, perché ho visto nascere e scomparire varie altre rubriche, quelle di calcio e persino una deliziosa di pallavolo. Ma, numeri alla mano, sono ben conscio, e felice, che il lavoro più continuativo, quello più lungo, sia stato il mio: vi assicuro che è una soddisfazione non di poco conto.

 

spanoulis_vs_panathinaikos_390_0402Per quanto mi riguarda, sportivamente parlando ci sono vari momenti che ho raccontato e che porterò sempre con me. Su tutti la Final Four di Istanbul del 2012, quando la rimonta dal -19 al +1 dell’ Olympiakos concretizzò il pronostico di “Dissonanze”. A quell’ evento si erano iscritte tre delle sole quattro squadre che avevano vinto l’ Eurolega nel formato moderno, quello che aveva preso il via nel 2002: Panathinaikos, Barcellona e CSKA ( Maccabi Tel – Aviv) erano approdate nella capitale turca con sogni di gloria. L’ unica diversa, l’ unica “dissonante” era proprio l’ Olympialkos. Logico che simpatizzassimo con quella fuori dal coro. Come andò, lo abbiamo ricordato poche righe fa. Oltre a questo, i momenti di maggior soddisfazione sono stati il racconto del ritorno sulla panchina di Obradovic, la prima vittoria della nazionale francese (all’ Eurobasket 2013) e quella della Dinamo Sassari (Coppa Italia 2014), il ritorno della Nazionale e della Virtus Roma ad alti livelli, i miracoli sportivi della JuveCaserta e di Cantù.

 

 

In conclusione, rapida e indolore, devo ringraziare chi ha deciso che si poteva dare uno spazio al basket, lo sport indubbiamente più affascinante del pianeta. Vorrei non dover terminare mai questa lettera – articolo, ma a un certo punto sarà necessario. E se deve finire, succederà nello stesso modo che ha caratterizzato questo spazio nei suoi anni di “servizio”: con una citazione. Detta con le parole di Tony Stark in Iron Man 3, posso affermare che questa rubrica di pallacanestro, per me, «non è mai stata una distrazione, né un hobby. È un bozzolo, e ora io sono un uomo cambiato». Grazie a tutti coloro che lo hanno reso possibile.

 

thats-all-folks

 

1 comment

Aggiungi
  1. Francesco Campana

    Grazie Gigi per la dedizione e la professionalità dimostrata in questo “hobby”. Ti auguro il meglio per il futuro e spero sempre in una futura “reunion”!

+ Leave a Comment