Scopri il cardine nel pagliaio – You seek a hinge in the haystack


Questa fotografia esteticamente si percepisce in chiave iperrealistica. La raffigurazione del volto è molto dettagliata, e quasi ci verrà addosso. Si percepisce la realtà nella “maglia” d’una sua riproducibilità. E’ l’astrazione dell’analisi, tutta da esperire. Conosciamo le serigrafie dell’artista Michelangelo Pistoletto, dove si dipinge l’acciaio inox. Qualcosa che permetta di vedere astrattamente un’altra realtà, e rovesciando quella materiale. Lo scrittore Jean Christophe Bailly studia il libro La matita della natura. Questo fu ideato nel 1844 da William Henry Fox. Là, si vede una calotipia intitolata Il covone di fieno. Sulla sua “facciata”, qualcuno aveva riposto una scala. Nel complesso, la rappresentazione aiuta a percepire che la fotografia sia una fotogenia. L’immagine che immortali qualcosa ne lascerebbe realisticamente una traccia, ma conferendo a questa l’astrazione d’una massa. La luce si percepisce sempre nell’universalizzazione di se stessa, avendo una trasparenza “celestiale”. Solo l’ombra potrà tracciarne la massa, in via più “materialistica”. Nella tavola di Talbot, tutto l’impressionismo dei fili sul covone simboleggerà l’iperrealismo nei dettagli, caratteristico del fotografo che colga la luce giusta. La scala, complice la propria ombra, consentirà di tracciare una massa, così da immortalare ogni figura. Nello scatto di Tatjana, soprattutto gli occhi paiono saltarci addosso. A sinistra, il riflesso di luce (sulla finestra) consentirà d’astrarre la massa del volto. E’ il rovesciamento della realtà materiale, che ne tracci l’immortalarsi. Il riflesso di luce ha visivamente il suo adombramento, lungo i capelli a destra. Nel mezzo, percepiamo tutto l’ammassarsi del volto, fra gli occhi e la bocca. Il riflesso di luce (a sinistra) ci ricorderà la scala inquadrata da Talbot, col suo adombrarsi sul “covone” della pettinatura. Pare che Tatjana rovesci all’improvviso il volto, sorprendendo il nostro sguardo. Sarà lei a cogliere la luce giusta, avendo la massima concentrazione per il dettaglio del suo vissuto.

This photography aesthetically is perceived through an hyperrealistic key. The face’s depiction is very detailed, and it could almost pitch into us. We perceive the reality in the “tangle” of its reproducibility. That’s the abstraction of analysis, of which always we have an experience. We know the silk-screen paintings of artist Michelangelo Pistoletto, where stainless steel is painted. Something that allow us to see another reality, in abstract way, and upsetting the most “normal” materialism. The writer Jean Christophe Bailly studies the book called The pencil of nature. It was composed by William Henry Fox Talbot in 1844. There we find a calotype called The haystack. On its “facade”, someone placed a staircase. On the whole, the depiction helps us to perceive that the photography is a photogenia. The image which immortalizes something would leave realistically a trace of that, but conferring it the abstraction of a mass. The light is always perceived universalizing itself, having a “celestial” transparency. Only a shadow could trace the mass of that, in a way more materialistic. In the Talbot’s table, all the impressionism in filaments of a haycock will symbolize the hyperrealism for details, which is typical of a photographer who seizes the right light. The staircase, complicit its shadow, will allow to trace a mass, so as immortalizing every figures. In Tatjana’s shoot, principally the eyes seem pitch into us. On the left, the reflection of light (in the window) will allow to abstract the face’s mass. That’s an upsetting of material reality, toward its trace of an immortalizing. The reflection of light visually finds an overshadowing, along hair, on the right. In mid, we perceive all the face’s gathering, between the eyes and the mouth. The reflection of light (on left) will remember to us the staircase framed by Talbot, together its overshadowing on a “haycock” of the hairdo. It seems that Tatjana suddenly upsets the face, surprising our look. She could seize the right light, having an extreme concentration for the detail of her living.

Tatjana Apukhtina - Izack Morales

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

J. C. BAILLY, Del contemporaneo: saggi su arte e tempo, Mondadori, Milano 2007, pp. 82-97

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

The model and actress Tatjana Apukhtina was born in Odessa (Ukraine), from a Russian family. Her parents moved to Germany, when she was 11 years old. Becoming a girl, Tatjana decided to study in England. Now, she lives in London. Tatjana worked as model for five years, between Germany and England. Recently, she has begun to act (starting by her showreel). Tatjana also works as artist and illustrator, loving all the forms of creativity. In 2014, she hopes to organize an exhibition about her paintings (through some experiments with colours and textures). As model, Tatjana worked for many brands, loving a glamour in shoots, without sacrificing fashion editorials or catwalks. But she thinks that “the real beauty” comes from own interiority: that’s also necessary to express an artistic picture. Tatjana loves the modelling, where is always possible to discover new things, and meet cool people. She has a personal blog, speaking about the synergy from fashion to art.

La modella ed attrice Tatjana Apukhtina nasce ad Odessa (Ucraina), da una famiglia d’etnia russa. All’età di 11 anni, lei si trasferì coi propri genitori, in Germania. Diventata una ragazza, Tatjana decise di studiare in Inghilterra. Ora, lei vive a Londra. Tatjana lavorò come modella per cinque anni, fra la Germania e l’Inghilterra. Di recente, lei ha cominciato a recitare (partendo dal proprio showreel). Tatjana inoltre lavora come artista ed illustratrice, amando tutte le forme della creatività. Nel 2014, lei spera d’allestire un’esposizione sui propri dipinti (da una sperimentazione coi tessuti ed i colori). Come modella, Tatjana ha lavorato per molte marche, amando il glamour negli scatti, senza rinunciare agli editoriali fashion od alle passerelle. Ma lei pensa che “l’autentica bellezza” derivi dalla propria interiorità: qualcosa d’indispensabile per esprimere anche l’arte della pittura. Tatjana ama lavorare da modella, laddove sempre si scoprono cose nuove, e si conoscono persone fantastiche. Lei tiene un blog personale, per introdurre alla sinergia dal fashion all’arte.

 

www.fashionartista.com

 

The Mexican photographer Izack Morales was born in Puebla. He moved to London three years ago, to work in fashion industry. Now, Izack can show us a photography aesthetically very creative. Precisely in Mexico he studied Media and Arts at University. Then, Izack worked for five years as a cinematographer. Now he is become a professional also in fashion. Izack still holds Mexico in his heart, receiving its culture also to work. He has a great ability to tell stories through the “imaginary vision” of the photography. His shoots seem instil to us a genuine enthusiasm. Izack’s photography was exposed in many countries (Mexico, Argentina, Portugal, Venezuela, Bolivia, England.

Il fotografo messicano Izack Morales nasce a Puebla. Tre anni fa egli si trasferì a Londra, per lavorare nella fashion industry. Ora, Izack può mostrarci una fotografia esteticamente parecchio creativa. Precisamente, in Messico all’Università egli studiò Media ed Arti. Poi, Izack lavorò per cinque anni come direttore della fotografia. Ora egli è diventato un professionista pure nella moda. Izack tiene ancora il Messico nel suo cuore, che lo influenza ancora culturalmente, a lavoro. Egli ha una grande capacità di raccontare le storie, mediante la “visione immaginaria” della fotografia. I suoi scatti paiono infonderci un sincero entusiasmo. La fotografia di Izack è stata esposta in molti paesi (Messico, Argentina, Portogallo, Venezuela, Bolivia, Inghilterra).

 

www.izackmorales.com

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