Il raggio come narice del puro


Una volta, il filosofo Nietzsche immaginò che un’aria bellissima si respirasse dalle narici turgide come calici, senza futuro e ricordi. Consideriamo la situazione del brindisi. Nel calice, il liquido ondeggerà totalmente. Sulla volta celeste, noi percepiremo “l’inturgidirsi” dell’aria. Qualcosa che s’appesantisca solo per ondulazione. Per il filosofo Bachelard, l’aria sarà la “coscienza” dell’istante libero. Il pulviscolo e le nuvole visualizzano il rientro del cielo in se stesso. La coscienza ci permette “d’inturgidire” i vari pensieri (spesso in via morale). Il cielo pare istantaneo, con la sua vastità, quasi infinita. L’aria però non “ci schiaccia” mai, aleggiando astrattamente. Essa per Bachelard avrebbe tanto la giovinezza quanto la novità. E’ la percezione di qualcosa che “ci salti” addosso solo debolmente. L’istantaneo chiama il nuovo, e la giovinezza il tenero. Il filosofo Nietzsche immaginava che annusando l’aria questa s’illuminasse, striata d’oro. Letteralmente, serviva un “brindisi” sul cielo. Con le narici, la respirazione pare striarsi. Il brindisi non sarà mai luminoso, ma spesso ha “l’effervescenza” (fra l’alcool ed il divertimento…). Nello scatto di Cesare, la modella Alessia posa in ambiente boschivo. Esteticamente, conta la sovraesposizione della luce. Qualcosa che permetta la trasfigurazione spirituale del corpo. In alto a sinistra, i “cerchietti” di luce si percepirebbero nel “brindisi” del cielo. Il nostro occhio è colpito dalla spalla destra. Essa si specchierebbe sul rientro del vestito, aprente il seno. E’ la percezione d’un appesantirsi per ondulazione. La spalla destra virtualmente diventerà più “turgida” del seno. La spiritualizzazione della luce sarebbe “annusata” dai capelli, col loro intrecciarsi. Allungati e sciolti, questi permetteranno all’aria di striarsi. I capelli coprono sia gli occhi sia le guance, facendo emergere il naso.

 

Amendola - Bellafronte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia consultata:

G. BACHELARD, Psicanalisi dell’aria, Red Edizioni, Milano 2007, pp. 141-142

 

Nota biografica sugli artisti recensiti:

Il fotografo Cesare Bellafronte nasce nel 1968, ed opera anche come video-maker. Il suo studio si trova ad Udine. Bellafronte vanta una grande esperienza sulle tecniche cinematografiche. Negli anni, egli s’è specializzato sugli spot pubblicitari e sui video musicali. Ma l’alto livello del suo professionismo deriva sia da un’innata sensibilità (verso se stesso), sia dal continuo aggiornamento (per le tecniche). Bellafronte ama tinteggiare e sfumare la resa fotografica, spesso aggiungendovi i “giochi creativi” della messa a fuoco. E’ come se lui movesse continuamente una cinepresa. Nel 2008, Bellafronte ha fondato la casa di produzioni cinefotografiche “Click&Ciak”.

www.bellafronte.com

La modella Alessia Amendola nasce nel 1990, vive ad Udine. Lei ha cominciato a posare da poco, appassionandosi subito al mondo della fotografia, in tutti i suoi campi (ben oltre il solo glamour). Caratterialmente, Alessia si definisce espansiva od estroversa, ma preservandosi un “briciolo” di riservatezza e timidezza. Adesso lei studia Relazioni pubbliche, all’Università di Udine. Dopo la laurea, Alessia vorrebbe seguire meglio i suoi interessi più culturali ed artistici.

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