Viaggiare come…l’Araba Felice


Ci sono! Ci sono!

Ho la soluzione!

Che soluzione, dite?

Quella a tutti i miei problemi, ovviamente!

Ok, forse ho esagerato (lo ammetto: ho completamente esagerato), però sono davvero giunta ad una conclusione. Ho scoperto che strada intraprendere da grande.

Ho deciso la facoltà, nonché il campo al quale mi dedicherò.

No, non vi dico qual è stata la mia decisione: primo perché penso che non interessi a nessuno, secondo perché se davvero a qualcuno interessasse sarebbero solamente fatti miei.

Il punto è un altro: e se il lavoro mi portasse all’estero?

“Ah, ma tanto non c’è altra possibilità per i giovani. Partirò e amen”.

Davvero? Invidio te che riesci a dire questo.

Io non ce la faccio.

Non ho il senso dell’orientamento, non ho l’animo da zingara. Non ho spirito di adattamento (non è vero, sono piuttosto elastica) e, soprattutto, ho bisogno dei miei metri quadri di assoluto niente, ovvero alberi, alberi, alberi, alberi, alberi e un prato su cui appoggiare gli arti spossati dallo studio e dalle altre mille attività.

Beata te, anima coraggiosa, che sei pronta a partire allo sbaraglio in nome del lavoro!

Ok, lo ammetto: a meno che non si trattasse di un sogno, di una vocazione o di un progetto grandioso, non sarei disposta a partire su due piedi, lasciando tutto il mio mondo alle spalle.

E non è che qua io goda di una situazione idilliaca e privilegi d’ogni sorta, semplicemente mi sembrerebbe paradossale tornare all’estero quando, diciassette anni or sono, i miei genitori lasciavano la Svizzera per permette a noi figli di poter crescere nel nostro Paese. 

Un incentivo?

Potrebbe essere l’amore.

Altro mio punto debole: se già di per se il viaggiare da sola è  una cosa terribile, ancor più orrorifero e frustrante sarebbe partire lasciando gli affetti e l’ amore dietro di me.

No, no e poi no. Di grandi amici non ne ho, se non pochissimi e fidati, e solo il pensare di dovermi separare da quelle rare persone davvero importanti, mi dilania.

Quindi sì, sarei disposta a seguire qualcuno per amore, però che fatica!

Ma allora sono davvero choosy!

Non voglio andare via dall’Italia, anche se questa nazione fa schifo sul fronte lavorativo, per trovare un impiego, sebbene qua non ce ne siano.

L-O-G-I-C-O, no?

Tu che ancora stai seguendo i miei contorti ragionamenti meriteresti un premio. E se hai anche sopportato tutti i post precedenti aggiungerei  una standing ovation!

Comunque, al termine di questo post illuminante (per me) e assolutamente insignificante per voi malcapitati lettori, voglio proporvi un personaggio che, invece, tutte le mie paranoie non le ha nemmeno prese in considerazione.

Di chi sto parlando? Della mitica Stefania Orlando, meglio conosciuta come Arabafelice

Una donna che, per seguire il suo amore e per esigenze lavorative, è fuggita in Arabia Saudita.

Sì, quel posto dove le donne portano il velo. Dove i diritti umani (per noi assolutamente ovvi) a volte vengono calpestati. Un posto in cui, a primo acchito, nessuna donna occidentale vorrebbe trasferirsi.

arabafelice-in-cucinaEppure lei, come ha dichiarato in un’intervista qui (Donne sul Web),   ha semplicemente acquistato il pacchetto completo “marito e trasferimento”.

Allora è davvero possibile ricreare un ambiente familiare, anche a millemila chilometri da casa?

A quanto pare…

Ed è pure diventata una una foodblogger di successo.

Personalmente la adoro.

Chissà dove ci porterà la vita…

Io non vedo l’ora di scoprirlo.

(Non è che così passo per una persona incoerente?)

Chi vivrà vedrà.

2 Comments

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  1. arabafelice

    Beh, ho acquistato il pacchetto, è vero…ma la spesa è stata ponderata 😉
    Domande me ne sono fatte tante io: solo che sei sempre tu a darti la risposta che vuoi sentire.
    Vedrai che sarà così anche per te.

    E intanto mille grazie per tutte le parole scritte qui:-)

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