Trees of paper: corrispondenza dal Brasile #10


Cecilia Polizzi è una giovane laureata in Scienze della Comunicazione all’università di Bologna. Da tre anni è membro del comitato direttivo dell’associazione di volontariato “Mateando for Children”, che si occupa della tutela, della formazione e del sostentamento ai minori che vivono situazioni di disagio nella provincia di Buenos Aires.
Da aprile si trova in Brasile, per svolgere un’attività di volontariato itinerante dal sud verso il nord del paese allo scopo di acquisire maggior consapevolezza delle problematiche che affettano il continente latinoamericano anche al di fuori dell’Argentina.
Durante la permanenza in Brasile, ci ha inviato corrispondenza.  
Pubblichiamo qui a cadenza regolare le pagine del suo diario.
Questa è l’ultima: buona lettura!

Intervento precedente >> Trees of paper #9

 

Rio+20

Rio+20. Altrimenti detta la “fiera dei buoni propositi”.
I potenti del mondo si riuniscono a Rio de Janeiro per discutere le tematiche ambientali di maggiore rilevanza, l’eco sostenibilità e le energie rinnovabili.
I trasporti interurbani vengono bloccati, le scuole rimangono chiuse, allo stesso modo gli uffici statali. Tutto è fermo e sembra trattenere il respiro di fronte all’attenzione dei media internazionali che mai, come oggi, dedicano spazio alla città.
Sviluppo economico, inclusione sociale e rispetto per l’ambiente sono le parole d’ordine di queste giornate, e non solo: diventano le qualità primarie che la metropoli deve dimostrare di ottenere per recuperare il lustro nei teatri internazionali.
Una posizione di primondista che è sempre stata negata dall’esistenza del narcotraffico, dagli assassinati politici e dalla miseria delle favelas. Si, le favelas. Ciò che è incredibilmente tangibile è lo spirito di partecipazione con cui i favelados si avvicinano a quest’iniziativa.
Nel centro sportivo de la Rocinha per esempio (che peraltro è costruito esattamente su un canale di scolo che raccoglie tutti i rifiuti, organici e non di 250.000 persone) sono stati installati circa una ventina di padiglioni, due piccole sale per la filmazione di clip sul risparmio energetico e sull’importanza fondamentale del’acqua nella vita dell’essere umano.
Se da un lato è altamente notevole e stimabile la forza degli abitanti della Rocinha nel dimostrare al mondo il loro positivo attivismo, dall’altro è sconsolante vedere come nel 2012 l’umanità intera sia ancora qui a riflettere su quanto sia opportuno tutelare una risorsa come l’acqua e investire nelle energie rinnovabili.
Così, mentre dentro si parla si eco sostenibilità, nel cortile un gruppo di tre operai è immerso fino alla vita nella sporcizia nel tentativo di far confluire verso il mare tutto ciò che normalmente inquina i polmoni dei bambini che frequentano il centro sportivo con esalazioni tossiche.

2 Comments

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  1. 1
    Leonardo Nini

    Bellissima testimonianza!
    Veramente incredibili i contrasti che si possono incontrare assistendo ad un evento di questo genere.
    Purtroppo, poi, nell’europa “primondista” l’attenzione riservata dai media a tale convention è stata piuttosto marginale (sicuramente molto inferiore a quella riservata, per esempio) al G-8 di quest’estate.

  2. 2
    Anonimo

    Grazie mille Leonardo!
    Vedi purtroppo essendo come dici tu parte di questa europa “primondista” le notizie che all’estero hanno una grande risonanza qui vengono trattate molto superficialmente. Per questo è bello riuscire a riportarle!

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