Le ho mai raccontato del vento del Nord?


Vento. Vento. Vento.

Non so se la cosa sia circoscritta allo sperduto angolo di mondo in cui abito, ma nelle ultime due settimane ho avuto le ridondanti urla delle correnti d’aria nelle orecchie.

Ffffff… Ssssh… Ffffff…

E intanto la connessione ADSL traballa, proprio come fanno le fronde dei miei amati mandorli, in balia del tempo variabile.

Daniel Glattauer avrebbe tanto da dire: meteorologia e tecnologia. E tanto amore.

Qualche tempo fa, andando a fare la mia periodica razzia nelle librerie, ho avvistato una pila di volumidal bordo violetto, con un titolo davvero curioso: Le ho mai raccontato del vento del Nord. Non nascondo la perplessità che mi ha assalita notando l’assenza del punto interrogativo alla fine della frase, ma tralasciando le mie paranoie, si arriva finalmente alla trama di questo delicato libro.

Una storia clandestina e platonica nata da un indirizzo e-mail sbagliato.

Emma (nickname Emmi), giovane e bella donna sposata, conosce virtualmente Leo, giovane e studioso psicolinguista single.

Uno scambio di acidi botta e risposta si trasformano in dolci, affettuosi, talvolta erotici messaggi: la totale assenza di realtà, di tempo, di volti semplificano e accelerano un rapporto fisicamente inesistente che, però, sta mettendo a repentaglio un matrimonio felice: quello tra Emmi e l’attempato e ora noioso marito.

Proprio quando tutto sembra degenerare e la rete sconfina del mondo concreto,  la donna intuisce che il marito ha letto tutte le e-mail. E si trova di fronte ad una scelta: vedere, per la prima volta, il suo Leo dal vivo, magari andarci a letto e proseguire la tresca, continuando la farsa con il suo uomo, oppure mettere un freno a tutto e pigiare il tasto pausa.

Al giorno d’oggi sono sempre più numerosi casi simili, in cui l’amore nasce sul web: esso può essere dispensatore sì (e anche spesso) di sesso facile, ma al contempo può rappresentare uno sfiatatoio per l’animo delle persone timide, che affidano ai tasti di un computer e ad uno sconosciuto i propri sentimenti.

Nessuno è in grado di dire se ciò sia giusto o sbagliato, se anche l’infatuazione nata da una apparente affinità “informatica” possa essere teatro di affetto vero, sincero.

Infondo, siamo cresciuti con film in cui i protagonisti scoprono dal nulla un’attrazione irrefrenabile, inoltre abbandonando la fantasia di romanzi e cinema, ci sono anche esempi viventi di coppie serene e innamorate che hanno iniziato la propria relazione conoscendosi giorno dopo giorno, in qualche modo investendo “alla cieca”.

Nei limiti della sicurezza e del buon senso, sono per il credere che tutto questo sia possibile.

Buon innamoramento a tutti.

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