22° turno della Serie A italiana di basket


«La potenza romana poggia sui costumi e gli uomini antichi». La massima di Quinto Ennio sembra azzeccata per descrivere quanto accaduto nel big match di questa giornata della Serie A italiana di basket. Il riferimento è ovviamente alla vittoria di Roma sulla Montepaschi Siena , impresa che non le riusciva dal marzo del 2010, quando l’ allenava da Matteo Boniciolli. Sono infatti Djedovic, Gordic e Tucker, ovvero gli elementi di maggior tasso tecnico ed esperienza, che si prendono sulle spalle la Virus Roma e la portano a questa prestigiosa vittoria, guidati da Marco Calvani, che è alla terza esperienza sulla panchina romana. Ora la formazione capitolina, con una vittoria che da una parte carica il morale a mille e dall’ altra è molto utile per la classifica, può guardare al futuro con un po’ più di ottimismo, visto che la zona playoff dista soli due punti. Negli altri incontri, Bologna batte Teramo non senza qualche difficoltà, mentre Cantù, Venezia  e Milano hanno sempre in mano le rispettive gare contro Treviso, Pesaro e  Casale. Sorprendente il colpo di Varese a Caserta, visto che la squadra di Recalcati finora aveva mostrato paurosi limiti nelle gare sul parquet esterno. E mentre Sassari continua a volare, Biella in casa batte Cremona e fa un altro importante passo in avanti verso la salvezza.

 

BANCO DI SARDEGNA SASSARI 87 – 73 SIDIGAS AVELLINO

L’ anticipo del sabato in terra sarda corre sui binari dell’ equilibrio, almeno sino ai primi due quarti (alla pausa lunga il punteggio è 41- 39 per i padroni di casa). Dopo l’ intervallo, però, l’ inerzia scivola nelle mani di Sassari: il punteggio su cui si chiude la terza frazione è un terrificante 31 – 19 per la Dinamo, con Travis Diener a furoreggiare (15 dei complessivi 17 punti siglati nel penultimo parziale) e Avellino in grado di far fronte con il solo Marques Green. Come già accaduto in Coppa Italia e altre volte in campionato, gli uomini di Vitucci riescono a stare in partita solo fino a quando le gambe reggono, poi subentra la stanchezza dovuta alla panchina corta. Di questo, però, non si può fargli certo una colpa, visti i risicati mezzi economici a disposizione.

ACEA ROMA 77 – 76 MONTEPASCHI SIENA

La gara, come ogni incontro importante che si rispecchi, è combattuta fino all’ ultimo. Il primo quarto si chiude sul +3 senese, con McCalebb e Stonerook a guidare i toscani. Kakiouzis e Tucker suonano la carica per Roma nel secondo, ma Siena resta avanti all’ intervallo grazie all’ apporto della sua lunga panchina, per poi tornare a scavare un piccolo solco dopo la pausa lunga grazie a Thornton ed Andersen. Nell’ ultimo periodo, il ribaltone: Maestranzi (di proprietà della Mens Sana, ma in prestito a Roma) e Djedovic, rispettivamente con e 4 e 6 punti guidano i loro al sorpasso, Roma tiene sino alla fine e porta a casa il successo, nonostante la Montepaschi si fosse rifatta sotto grazie ad Andersen e Moss.

CANADIAN SOLAR BOLOGNA 86 – 71 BANCA TERCAS TERAMO

Non inganni il punteggio, divenuto così corposo solo nell’ ultima frazione, quando cioè Teramo si era accorta che ormai i buoi erano abbondantemente scappati. All’ intervallo il punteggio per Bologna recitava solo + 2, prima dell’ ultimo periodo si era un pochino allargato, ma solo fino a +6. Il montenegrino Borisov è la spina nel fianco per la difesa virtussina: 22 punti per lui, che risulta un rebus irrisolvibile quando Bologna ha da proteggere il proprio canestro. Peccato per Teramo che, a parte lui, gli altri diano un apporto pressoché nullo. Ne approfittano Douglas – Roberts, ormai diventato un fattore dopo qualche balbettio iniziale, Lang e Gailius: il primo ritrova il posto in quintetto e assicura una presenza costante in area, segno che anche lui sta ritrovando pian piano la condizione, mentre il giovane lituano sigla 20 punti in 23 minuti e dimostra che, quando è in giornata, risulta imprendibile per chiunque. Ora manca solo la continuità di queste prestazioni. Trovata quella, lui e la Virtus possono togliersi molte soddisfazioni.

BENNET CANTÙ 79 – 67 BENETTON TREVISO

Cantù si rituffa nel campionato dopo la finale persa di Coppa Italia asfaltando la Benetton. Leunen, Markoishvili e Mazzarino chiudono la pratica già nel primo quarto sul 22 – 14, ma Goree non ci sta e, con l’ aiuto di Bulleri e Thomas, ricuce il parziale fino al -6 dell’ intervallo. Il centro statunitense continua però a predicare nel deserto, e alla fine della terza frazione, grazie alla lunghezza della sue panchina, Cantù si porta avanti di 10 lunghezze. Markoishvili e Shermadini nell’ ultimo periodo contribuiscono poi a mantenere, e anzi a rimpinguare, in vantaggio acquisito. Per i veneti la sconfitta significa così tredicesimo posto, a soli 2 punti in più dalla zona calda.

OTTO CASERTA 87 – 91 CIMBERIO VARESE

La sfida tra due canturini autentici come Sacripanti e Recalcati si risolva a favore dell’ ex- c.t. della nazionale italiana. Nonostante un Diawara sottotono, Varese porta a casa la partita grazie alle prestazioni di Kangur, Ranniko, Fajardo  e Stipcevic. Eppure Caserta aveva condotto bene i primi due quarti, con un + 8 all’ intervallo lungo, con Charlie Bell assoluto mattatore con 15 punti (saranno 31 alla fine del match per lui). Tuttavia, dopo la pausa, torna a farsi viva la formazione lombarda, che con lungo estone e il play finlandese ricuce fino al -3 con cui si apre l’ ultima frazione. Dove si materializza la sorpresa: Bell sigla solo 4 punti, Collins, Righetti e Smith 6 ciascuno, mentre Stipcevic e Talts (7 e 6 punti nel periodo rispettivamente,  a cui croato aggiunge 5 assist) insieme ancora a Kangur (23 alla fine per lui) confezionano la più dolce delle sorprese per la Cimberio e la più amara delle beffe per Caserta.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 83 – 60 NOVIPIÙ CASALE MONFERRATO

Nuovo assetto, vecchi problemi per l’ Olimpia Milano, che ha ragione dell’ ultima in classifica a partire dal terzo quarto, dopo essere andata all’ intervallo sotto di 10 lunghezze. Shakur è l’ assoluto protagonista dei primi due periodi, con i suoi 14 punti sui 39 dei piemontesi. Nessuno dei milanesi sembra in grado di contenerlo, e così l’ impressione è che si profili l’ ennesimo k.o. dell’ Emporio Armani contro una piccola. Non sarà così, e il merito è di Rocca, Bremer,  Cook e Fotsis, che riportano avanti l’ Olimpia mentre il fenomeno casalese si spegne improvvisamente. Il 27- 12 con cui si chiude la gara è ingeneroso nei confronti della Novipiù, capace di tenere sotto scacco la truppa di Scariolo per tre quarti della partita, prima di cedere la contesa, non senza l’ onore delle armi.

UMANA VENEZIA 87 – 61 SCAVOLINI SIVIGLIA PESARO

Venezia si vendica della sconfitta subita una settimana fa dagli uomini di Dalmonte, passando come un rullo compressore su una Pesaro che è rimasta in partita solo fino al primo quarto. Poi, è cominciato lo show di Keydren Clark: oltre ai 7 di Szewczyk, 10 dei 23 punti (contro 11) della Reyer nel secondo periodo portano la sua firma, e ne arrivano altri 6 dopo l’ intervallo, quando sono però Tamar Slay e Alvin Young a trascinare gli uomini di Mazzon. Dall’ altra parte, solo White tiene a galla la Vuelle, coadiuvato da Lydeka e dal comunque solido Hackett. Troppo poco, contro Vnenzia, che ora ha a favore entrambi gli scontri diretti con Pesaro.

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