Occhi bassi, dentro ai piedi che tesoro hai?


“[…]Ehi, ehi baby molto sex
Coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu
nuovo fuoco, gioco, ciao, rock’n roll
La parola chiave la decidi tu

Occhi bassi, quando cammini
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
E hai pianto per un film
E hai chiuso da poco
Con chi non t’ha capita e forse non ti capirà mai
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai.”

[T.A.R.M.- “Occhi bassi”]

 

Sta piovendo, anzi, si può dire che è un vero e proprio diluvio.

Penso che sia orribile l’acqua su questo paesaggio ancora abbondantemente innevato. Mi sembra assurdo. È solo l’ennesima delle mie fissazioni, me ne rendo conto, però è come se un bravissimo fornaio, o un pasticcere,  gettasse una manciata di lievito e farina su una torta appetitosa, magari appena sfornata. Nonostante il dolce debba la sua fragranza e morbidezza proprio a quei due ingredienti, l’azione perde il suo significato.

Così come la neve, mitragliata, sporcata, snaturata, imbruttita, soffocata dalla pioggia.

Con tutta quest’acqua, rischio di affogare.

Però non vado a fondo, ho un buon salvagente: il mio sassofono.

E c’è chi dice che l’ottone non galleggia! Che poi il sassofono fa parte della famiglia dei legni: era costruito, appunto, con quel materiale. Ma questa è tutta un’altra storia.

Ho aperto la home di quei pochi social network che ancora sopporto:  orrore!

Sembra un listino di contenitori, scatole colorate. Tutte a gridare“Riempimi! Riempimi!”. E alla fine vengono ascoltate: frasi fatte, falsi idoli, ironia oscena o insensata, concept  progettati da menti brillanti che sprecano il proprio talento per brevettare il primo wc in grado di fare il caffè mentre si sta defecando.

Poi ci sono le foto di persone quasi completamente nude. Spogliare  il proprio corpo pubblicamente, secondo il mio modesto parere, è tipico di coloro che hanno tentato di aprire la propria anima, ma che non riuscendoci, hanno creduto di ottenere lo stesso risultato sbottonando la camicia.

E quindi?

Quindi niente. Ostentiamo la nostra paura del vuoto, l’horror vacui, riempiendoci di tutto ciò che ci passa davanti e luccica un po’. Ma restiamo vuoti.

Siamo fottutamente vuoti. Ma visto che “fottutamente” è una parolaccia e le parolacce non si possono dire, riformulo la frase:  la duratura mancanza di valori e sani principi sta distruggendo la società, specialmente i più giovani.

Giovani che hanno il coraggio di denudarsi di fronte ad una fotocamera, ma che quando camminano per strada fissano un punto sull’asfalto, qualche passo più avanti dei loro piedi. Non so perché succeda. Spesso lo faccio anche io e l’unica spiegazione che mi viene in mente è che abbiamo paura di vedere sia qualcosa che vorremmo non ci fosse, sia qualcosa di potenzialmente in grado di cambiarci la giornata. Ma la mediocrità è così comoda !

Forse siamo anche noi come la neve: ci piovono addosso problemi pesanti, parole gravi, sogni infranti. E per non essere costretti a guardare volgiamo lo sguardo a terra, accompagnando per mano i lombrichi, nel fango.

“Occhi bassi, quando cammini
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
E hai pianto per un film
E hai chiuso da poco
Con chi non t’ha capita e forse non ti capirà mai
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai.”

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