Storie

La seconda vita

di Marianna Vitale

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A Borgo Dora il sabato mattina ci puoi trovare di tutto.

Lo storico mercatino delle pulci è un’attrattiva sia per i turisti che per la gente del posto.

I negozi dell’antiquariato in questa occasione allestiscono banchetti insieme ai venditori occasionali e i collezionisti si riversano tra i vicoli del quartiere torinese confondendosi tra la folla di curiosi.

La ragazza con il cerchietto rosso è la prima volta che ci viene, al Balon.

Lei non è un’esperta di antichità, non è alla ricerca di nulla in particolare, ma è affascinata dalle vite precedenti degli oggetti che popolano le varie bancarelle – dai libri usati, ai vinili da collezione, al mobilio di una volta, ogni cosa riesce a catturare la sua attenzione.

È una calda giornata di marzo e lei si è sfilata il chiodo in pelle, che ora tiene appoggiato alla spalla con un dito. Sotto ha una camicetta leggera a fiori, simile a quelle che ha notato su qualche banco appena superato.

Tutto ha un sapore senza tempo. Persino l’aria, che mescola gli odori pungenti degli incensi con quelli di muffa e di pannocchia arrostita.

Ogni tanto si sofferma a guardare un pupo siciliano, un comò intarsiato, o qualche vecchio orologio da taschino, ma ancora non sa cosa sta cercando.

È andata lì su consiglio di un’amica, una che ci va quasi tutti i sabati, e vuole solo dare un’occhiata in giro.

Eppure più va avanti e più si sente parte di qualcosa, è quasi un rito sociale. Tante persone diverse tra loro riunite da quattro vie che s’incrociano, un incontro di anime che non si toccano, ma si sfiorano di continuo.

Più va avanti e più si accorge che forse ha bisogno di qualcosa, vuole un ricordo da portare con sé nella sua stanza in affitto a Bologna.

Comincia a rallentare quando si trova davanti a una bancarella piena di libri, comincia a guardare le copertine, a leggere i titoli.

Inizia a prenderne in mano qualcuno, a sfogliarne le pagine, ad accarezzarne le coste.

Si accorge di quanti libri non ha ancora letto e di quanti la incuriosiscono.

Sceglie Ritratto di signora, di Henry James, perché continua a ripresentarsi a ogni bancarella che supera. Ne trova una vecchia edizione, con la copertina rigida color pelle. Lo paga pochi spiccioli e lo mette in borsa.

 

Non appena il treno lascia la stazione di Torino Porta Susa, la ragazza con il cerchietto rosso tira fuori il suo “nuovo” libro e se lo appoggia sulle gambe. Ha qualche ora a disposizione per portarsi avanti nella lettura. Sfoglia le prime pagine e subito si blocca, vede che c’è una dedica. Prima non se n’era accorta.

“A te che anche quando sei lontana, mi sei sempre vicina.

A te che mi hai spinta a lasciare il nido e a prendere il volo.

Ti voglio bene, mamma.”

Chiara

In fondo c’è anche la data: Bologna, 10 Aprile 1990.

 

La ragazza sorride, stringe il libro al petto mentre guarda fuori dal finestrino.

Chissà com’era arrivato così lontano, quel libro.

Ora sta tornando a casa.

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