Storie

Una bella storia

di Marianna Vitale

Pubblicato il

Tratto da un fatto realmente accaduto.

Dopotutto, questa è una bella storia.

Ne conservo solo ricordi sfocati, ricordi che si sono amalgamati a quelli di una vita intera. Tuttavia non potrei mai dimenticare le grida di mia madre, mentre mi strappavano dalle sue braccia, né il terrore dei miei fratelli, stretti alla sua gonna nella speranza che potesse nasconderli.

Era il 1944, ed io avevo appena quattordici anni.

Non so cosa condusse i soldati tedeschi alla nostra casa, quel giorno, ma mentre li avvistavamo, in lontananza, sapevamo già cosa sarebbe accaduto.

Per uno dei nostri, dieci dei vostri.

Scelsero me, fortunatamente, perché ero il maggiore. E risparmiarono gli altri. Ricordo che ebbi paura, ma ringraziai la Madonna perché la mia famiglia era salva. Sola, oramai, ma salva.

Per uno dei nostri, dieci dei vostri.

Splendeva il Sole, quel pomeriggio, ed io cercavo di pensare al caldo mentre mi trascinavano verso la mia esecuzione. Non trovavo più la forza nemmeno per pregare.

Per uno dei nostri, dieci dei vostri.

Ci fermammo, non so per quale motivo, ed io venni affidato ad un ragazzo biondo di appena qualche anno più grande di me. Ci guardammo, e lui mi sorrise, nonostante serbasse negli occhi la durezza della guerra.

Per uno dei nostri, dieci dei vostri.

Ripartimmo. Eravamo ormai a un’ora da casa e il Sole iniziava a calare. Si vedeva già la Luna. Mi sentii strattonare, osservai il ragazzo biondo che spingeva il mio corpo a terra, come se quel corpo già non mi appartenesse più.

Per uno dei nostri, dieci dei vostri.

Mi fece segno di tacere e sparì dalla mia vista. Gli obbedii, più per istinto che per buonsenso, e iniziai a guardarmi intorno: ero finito in un fosso. Il fango mi ricopriva i vestiti, gli unici che avevo, e non riuscivo a comprendere perché mi trovassi lì disteso, mentre i soldati si allontanavano.

Per uno dei nostri, dieci dei vostri.

Poi ricordai. Ricordai di aver conosciuto quel ragazzo settimane prima, nei campi. Era stanco e affamato: avevo scelto di offrirgli il mio tozzo di pane, nonostante non avessi altro per me. I suoi occhi, giovani e vissuti, erano gli stessi.

Capii allora che gli dovevo la vita.

Per uno dei nostri, dieci dei vostri.

Aspettai che facesse buio e poi uscii. Ritrovai la strada di casa, un po’ a fatica, ma con il cuore gonfio di gioia. Mia madre scoppiò in lacrime.

Per uno dei nostri, dieci dei vostri.

Forse avrebbero preso qualcun altro al posto mio. O forse no. Ma quel ragazzo, quel giovane soldato, quel giorno aveva fatto la storia. Aveva avuto la sua occasione, e aveva deciso di dare la vita. Quel giorno, aveva scelto anche per sé.

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