Storie

Il centro della Terra

di Fabio Pirola

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C’era una volta un contadino romagnolo, di Savignano sul Rubicone, che con tanti sacrifici e spremendo il più possibile dai suoi terreni, coltivati prevalentemente a patate e lattuga e perciò molto redditizi, riuscì dopo le superiori a iscrivere il suo unico figlio all’Università di Bologna, e in particolare a Giurisprudenza. Il padre sperava tuttavia che dopo la laurea, resosi conto del duro mondo che c’è fuori, il figlio tornasse con lui nei campi.image_453

Terminati gli studi, il figlio un giorno era a pranzo con il padre, e lo sentì lamentarsi ad alta voce, come faceva sempre.

-Sono in crisi, ormai. La terra sembra essersi svuotata, aver perso fertilità. Non cresce più niente.

-Stai pensando di vendere?

Il contadino annuì. –Non ho molta scelta.

Il figlio ci pensò un attimo su, poi parlò.

-Tu sai che sei proprietario di molto più che il tuo terreno?

-Cosa?

Il figlio si avvicinò è gli spiegò che, a norma del codice civile, lui come tutti gli altri proprietari di terreni in Italia era in possesso non solo della superficie coltivabile, ma anche della colonna d’aria sovrastante e soprattutto della porzione di terreno sottostante, in verticale.

-Tutto quello che sta sotto al mio terreno? – chiese il padre allibito, guardando verso il basso.

-Esatto. Giù giù, fino al centro della terra.

Dopo quella chiacchierata, l’agricoltore iniziò a riflettere che se insieme alla sua terra vendeva anche uno spicchio infinitesimale di centro della Terra, inclusi i due nuclei di magma e ferro-nichel, doveva di certo alzare il prezzo, non accontentarsi della semplice valutazione commerciale che gli aveva fatto l’agenzia. Quanto avrebbe potuto valere lo sfruttamento del magma incandescente come nuova fonte di energia, una volta che in futuro si fosse trovato il modo di scendere fin laggiù e prelevarlo? E poi tutti i metalli preziosi e rari che ci sarebbero stati, magari anche sconosciuti alla scienza… chi glielo faceva fare, di farsi dare due soldi per un bene dal potenziale immenso? Incrociò le braccia, e decise che avrebbe fatto il suo prezzo.

Quel giorno stesso aumentò di dieci volte il prezzo di vendita dei suoi terreni, e lo comunicò subito alla redazione del giornale locale, perché già dal giorno successivo il suo annuncio doveva essere ben visibile. Rimase in attesa delle prime offerte, ma queste non arrivarono mai e i giorni si fecero mesi, i mesi si fecero anni, gli anni continuarono a passare senzaterra-buraco che ricevesse offerte. Tutti commentavano allo stesso modo: sei matto, è un prezzo troppo alto. E quando lui rispondeva spiegando la faccenda del centro della terra e della sua porzione di nucleo, tutti lo guardavano come se fosse un povero pazzo.

Finì che non riuscì a vendere i terreni, e siccome nel frattempo aveva anche praticamente smesso di coltivarli, non aveva più molti soldi, gli bastavano a malapena per mangiare per cui tagliò i fondi al figlio, che faceva il praticantato in uno studio legale di Bologna che non gli dava nemmeno un rimborso spese.

-Mi avevi giurato che quella storia del centro della terra era vera – disse il padre, furibondo, quando il figlio gli chiese il motivo della fine dei soldi. –Ma nessuno mi ha dato retta. Non ho controllato se quello che mi hai detto è effettivamente vero, ma inizia a venirmi il dubbio.

-In effetti…- balbettò il figlio, rosso per l’imbarazzo. –In effetti non stanno proprio così le cose. Ho controllato meglio, e la norma recita quello che ti ho detto, ma in pratica tante pronunce della Cassazione ne hanno mitigato l’effetto… e quindi non è che tu puoi essere veramente proprietario del centro della terra. C’è un limite.

-Ah – si limitò a rispondere il padre. Poi tirò fuori un sorriso . –Bentornato a casa – disse al figlio.

Questa storia insegna che non sempre bisogna fidarsi della parola di chi si ama e di chi si ha vicino, perché le buone intenzioni o l’affetto, spesso, non hanno nulla a che vedere con i giusti consigli o con la verità.

 

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