Rubriche

Scritti attratti - glamour fotografico

di Paolo Meneghetti

I vimini al cappuccino dell’ondoso – The wicker at a waving cappuccino

di Paolo Meneghetti

Raymond Carver immagina di svegliarsi al rumore della pioggia, sul vetro della finestra, con accanto un vaso di fiori. Una scena che varrà anche per la sua donna… Lei si toccherà i capelli, ma come se non esistesse più da anni, mediante il profumo sia dolce sia “vecchio” del caffè. O forse, gli innamorati farebbero meglio a fermare il tempo,… continua

Lo spicchio si destreggia al manga – The slice is juggling in a manga

di Paolo Meneghetti

Dacia Maraini ci ricorda che i portoghesi introdussero in Sicilia, insieme ai loro guerrieri a cavallo, anche la coltivazione dell’arancio dolce, ed in sostituzione di quello amaro, utile solo per ricavarne i canditi. Lo scatto di Alice è in bianconero. Immaginiamo la composizione “a spicchi d’arancia”: fra le gambe, le braccia ed il palo in primo piano. A risaltare è… continua

Un’arpa appollaiata sulla clavicola – A harp perched on the clavicle

di Paolo Meneghetti

Carducci immagina che dai rami al sole pendano le arpe dei bardi, mentre l’usignolo canterà d’amore dentro agli scudi. Più realisticamente, i fanciulli “sbirceranno” con gli occhi sotto i capelli, dorati e sparsi. In tale fotografia, c’è il mezzobusto dell’attrice Valentina, contro lo sfondo dalla luce sovraesposta. Si percepisce uno “scudo” della scollatura. Sul fianco destro, i lunghi capelli “arpeggeranno”,… continua

Fedeli al tronco dell’ispirazione – Loyal to a log of the inspiration

di Paolo Meneghetti

Marina Cvetaeva immagina che il suo tavolo per scrivere poesie sia “comunque rimasto” il tronco dell’albero “progenitore”. Di conseguenza, in lei le “lacrime” per la “fedeltà” all’attesa d’una giusta ispirazione, sotto la luce fioca, restituiranno la vivissima resina. Più genericamente, la profondità poetica metterà “le radici” fra gli “intrecci” delle parole? La fotografia di Gloria è in bianconero. Il volto… continua

La “boccetta” prona del bruco – The prone “flask” of a caterpillar

di Paolo Meneghetti

Per Coco Chanel, una donna dev’essere capace di camminare come un “bruco” di giorno, e di volare come una “farfalla” di notte. Simbolicamente, si passerà dalla routine di lavoro alla seduzione per diletto? Citando Coco Chanel, il “compendio” diviene quello per cui la donna senza profumo non andrà da nessuna parte! Il fotografo ha inquadrato Martina in orizzontale, coricatasi prona…. continua

Lo scoiattolo a cascata di molla – The squirrel in cascade of spring

di Paolo Meneghetti

Per Chiara Carminati, fiabescamente lo scoiattolo circonda “a trottola” il tronco, percorre saltellando tutto il viottolo, s’appallottola con la stessa coda graziosa “dell’ondina”. La fotografia di Karina è in bianconero. Lei sorride apertamente, quasi “balzando” dal viottolo d’un giardino, in una villa storica. I capelli lunghi e biondi avrebbero la “cascatella” d’una sirena che s’asciughi spiaggiata. Precisamente, c’è quasi un’accelerazione… continua

Una morra cinese che “fiuta” – A rock-paper-scissors that “sniffs”

di Paolo Meneghetti

Brodskij ci descrive l’autunno d’uno sparviero, che rinserra il becco, pigia la zampa contro il ventre, stringe gli artigli a pugno. Quello sarà talmente concentrato da fiutare con tutte le penne prima che dalle narici, mentre gli sfavilla la “bacca” dell’occhio. La fotografia di Laura ha toni se non autunnali almeno marroni: di sfondo, per i capelli, la maglietta ecc…… continua

Caffè liscio a berretto insinuato – Regular coffee for insinuated cap

di Paolo Meneghetti

Raymond Carver immagina che possiamo toglierci il berretto, per passare le dita fra i capelli, al tavolo d’un caffè all’aperto. Così, le voci e le risate “tintinnerebbero” come le piccole posate, mentre il sole s’insinuerà sulle foglie o sui vetri. Il caffè va sorseggiato, per un “berretto” sulle labbra… Ma per Raymond Carver il “tintinnio” dei denti si poserebbe sul… continua

Un viadotto a pastore fuorimano – A viaduct as shepherd out of the way

di Paolo Meneghetti

Tomas Venclova descrive liricamente un territorio da accettare solo “nella propria soglia”, ad esempio avendo un incrocio “fuorimano” (od “ingannante”), sparso di cartelli stradali una volta precisissimi, ma oggi sopravvissuti più del necessario (nel degrado per disantropizzazione). Là, le strade sterrate girerebbero impraticabili intorno alle gole ed alle montagnole, mentre un “severo” cavalcavia “abbraccerebbe” il suolo dimenticato. Benedetta è stata… continua

Scocca il verde al piede di porco – It’s time to a green light crowbar

di Paolo Meneghetti

Carl Sandburg immagina d’essere steso sull’incudine, e preso a martellate sino a farsi piede di porco. Egli così allenterà i muri, o solleverà le fondamenta. Nel contempo, sull’incudine il poeta potrà diventare un chiodo d’acciaio, che sostenga la trave maestra d’un grattacielo, e come una stella bianca per la notte blu. Maria Chiara era stata inquadrata a Vicenza, sulla terrazza… continua

Un angolo per la pallina di selce – A corner for the scoop of flint

di Paolo Meneghetti

Per il poeta Vasudeva Reddy, gli occhi d’una donna non richiederebbero il salone di bellezza, in quanto “freddamente cremosi”, e come le palline di gelato, al solo angolo d’una bottega. Confermando l’ossimoro, quelli si percepirebbero nella “calamita” del loro vissuto. Qualcosa che “streghi” immediatamente il cuore più “granitico”. Ci saranno le “calamite” delle arterie, a “sciogliere” le “palline” pompanti dei… continua

Confidarsi al ritmo d’una toppa – Confiding to the rhythm of a keyhole

di Paolo Meneghetti

Per Rimbaud, c’è un armadio senza chiave, e quindi dai “misteri assopiti”, fra i fianchi legnosi. Tutti noi lo adoperiamo custodendo qualcosa, a volte importante per la nostra “anima”. Quando la chiave manca, il “mistero” pare in stand-by, cosicché per Rimbaud nel fondo della toppa s’udirà un vago sussurro. E’ la metafora per l’anima il cui cuore ha una sensibilità,… continua

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