Rubriche

Scritti attratti - glamour fotografico

di Paolo Meneghetti

Reggere la banderuola d’un canyon – Holding the wind vane of a canyon

di Paolo Meneghetti

Vilem Flusser ha scritto che le immagini tecniche (come quelle fotografiche) non re-introducono la realtà, bensì più “attivamente” la riproducono, prendendone “il posto”. Qualcosa da esemplificare mediante una… diga! Nella macchina fotografica, la realtà letteralmente “si ri-verserebbe” sull’immagine tecnica. Non è tanto un ri-entro, bensì un più attivo ribaltamento. Nel pensiero la realtà ha un’immagine, nella macchina fotografica la realtà… continua

Un grembo a polena mossa – A womb in blurry figurehead

di Paolo Meneghetti

Per Goethe, Venezia sarebbe sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di Giove. In chiave più geografica, consideriamo la laguna, e “sulla testa” del Mare Adriatico. Venezia è anche maestra d’intelletto, con una “vivacità” tale da farle dominare il mercato con l’Oriente. Virginia posa camminando, per uno scatto in notturna. Precisamente, lei si trova a Venezia, in Piazza… continua

Il sé “seghettato” dall’eco – The “jagged” self of an echo

di Paolo Meneghetti

Montale invita il lettore ad ascoltare tra i palmizi il getto tremulo “dei violini”. Pare che la pioggia possa suonare. Essa farebbe dondolare le foglie della palma, coi rachidi che s’inarcheranno a mo’ d’archetti, appoggiati sopra le corde dei segmenti “a lisca”. Montale dunque immagina che la palma suoni fra i violini. Il tremolio piovoso del loro getto terminerebbe solo… continua

L’anestetico del maculato in vista – The anesthetic of a spotted sight

di Paolo Meneghetti

Per lo psicanalista Lacan, negli stati di veglia il nostro sguardo sarà sempre eliso. Sparirà chi lo ponga. Durante la veglia, nessuno s’accorgerebbe di “stare” a guardare, perché semplicemente guarderà. Per Lacan, è invece importante la percezione che gli occhi sempre “si pongano” su qualcosa. Una mera visione serve ad inquadrare, così da arrestarsi. A Lacan, invece, interessa percepire un… continua

Il fatato dal gelo alla stella – The fairytale from a frost to a star

di Paolo Meneghetti

Emily Dickinson immagina che ciascuno porti la sua parte di notte, e quella di mattino. Sono in specie i sentimenti ad accadere in via massimamente alternata, avendo un senso per il vivere. Naturalmente, ci possiamo “smarrire” pure al paradosso dell’oscurità che rilassa attraverso le stelle, o del giorno che “annebbia” per gli impegni sociali. Beatrice è stata inquadrata in un… continua

Il cerchio “gracchiante” del rame – The “cawing” circle of the copper

di Paolo Meneghetti

Per Italo Testa, nel piazzale dove le vie convergono, ci si orienta guardando i tigli. Più precisamente, le ramificazioni frammezzeranno le macchie di foglie “ramate” dal sole, ed anche prima che un accartocciarsi possa “tempestare”. Se invece per una complicanza tutto fosse bosco, allora i vetri renderebbero fatati gli stagni (al miglioramento del riflettersi), od i “corvi parlanti” frequenterebbero i… continua

I gangli d’un tubo dai calli – The ganglia of a pipe in calluses

di Paolo Meneghetti

Per Cynthia Zarin, possiamo rimanere, con qualcuno che ci prende per amore, addosso ai “gangli” d’una corteccia… botanica. Più realisticamente, quella esibisce numerose lacerazioni. Immaginiamo poi che sui tronchi appaia la calligrafia degli amanti “in libertà”, o comunque la datazione d’un evento fondamentale (P.S. a volte nella sua negatività…) per qualcuno. Così la linfa dell’albero e le nostre vene tramuteranno… continua

I vimini al cappuccino dell’ondoso – The wicker at a waving cappuccino

di Paolo Meneghetti

Raymond Carver immagina di svegliarsi al rumore della pioggia, sul vetro della finestra, con accanto un vaso di fiori. Una scena che varrà anche per la sua donna… Lei si toccherà i capelli, ma come se non esistesse più da anni, mediante il profumo sia dolce sia “vecchio” del caffè. O forse, gli innamorati farebbero meglio a fermare il tempo,… continua

Lo spicchio si destreggia al manga – The slice is juggling in a manga

di Paolo Meneghetti

Dacia Maraini ci ricorda che i portoghesi introdussero in Sicilia, insieme ai loro guerrieri a cavallo, anche la coltivazione dell’arancio dolce, ed in sostituzione di quello amaro, utile solo per ricavarne i canditi. Lo scatto di Alice è in bianconero. Immaginiamo la composizione “a spicchi d’arancia”: fra le gambe, le braccia ed il palo in primo piano. A risaltare è… continua

Un’arpa appollaiata sulla clavicola – A harp perched on the clavicle

di Paolo Meneghetti

Carducci immagina che dai rami al sole pendano le arpe dei bardi, mentre l’usignolo canterà d’amore dentro agli scudi. Più realisticamente, i fanciulli “sbirceranno” con gli occhi sotto i capelli, dorati e sparsi. In tale fotografia, c’è il mezzobusto dell’attrice Valentina, contro lo sfondo dalla luce sovraesposta. Si percepisce uno “scudo” della scollatura. Sul fianco destro, i lunghi capelli “arpeggeranno”,… continua

Fedeli al tronco dell’ispirazione – Loyal to a log of the inspiration

di Paolo Meneghetti

Marina Cvetaeva immagina che il suo tavolo per scrivere poesie sia “comunque rimasto” il tronco dell’albero “progenitore”. Di conseguenza, in lei le “lacrime” per la “fedeltà” all’attesa d’una giusta ispirazione, sotto la luce fioca, restituiranno la vivissima resina. Più genericamente, la profondità poetica metterà “le radici” fra gli “intrecci” delle parole? La fotografia di Gloria è in bianconero. Il volto… continua

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