Rubriche

Scritti attratti - glamour fotografico

di Paolo Meneghetti

L’udire in sella allo zoccolo – Hearing on horseback of a hoof

di Paolo Meneghetti

Viaggiando da Alessandria d’Egitto a Parigi, sulla nave, Ungaretti vedrebbe essenzialmente la vaporosità del cielo, ovviamente complicata dall’ondeggiamento. C’è anche l’incertezza per il futuro, in un trasferimento. Si sente un clarinetto, a poppa, coi tacchi e le mani dei ballerini a scandirselo. Ci sarebbe allora una “vaporosità” positivamente di speranza? Oppure il clarinetto dovrà stridere, attraverso più ghirigori simili a… continua

L’iride ad acqua, e la sua torrefazione d’una frangia

di Paolo Meneghetti

Massimiliano Maccaroni immagina che si butti un occhio dal banco del bar. Così, gli amorevoli capelli da accarezzare sono lisci come l’acqua di sorgente, ed aggrappati a rostro sulle spalle a prua. Nel contempo, bere la “cascata” del caffè dà un piacere più tumultuoso. In questo caso, ci sarebbe il “rostro” del gusto, sulla “prua” della labbra. L’acqua sembra più… continua

Un pizzo d’oro per l’addome a paiolo

di Paolo Meneghetti

Bachelard si ricorda il paiolo nero, che pende dagli anelli d’una catena, sullo spiedo del caminetto. Là, ogni cottura non sarà cronometrabile, ad esempio mediante la clessidra. L’incertezza della fiamma si risolverebbe solo nella prima goccia d’evaporazione, dal guscio del paiolo. Bachelard ammette una sua “marachella” da bambino, quando, ansioso di mangiare, gettò la minestra contro la catena… Soprattutto, lo… continua

Un’edera che lima il greto

di Paolo Meneghetti

Montale immagina che il sorriso sia come l’acqua pura, scorta fra le pietre d’un greto. Qualcosa in cui si “lima” la modestia, mentre l’edera ci mostra la fioritura. Mediante il sorriso, le labbra “s’aggrappano” all’intera bocca. L’edera simbolicamente è consacrabile alle feste, ma non si percepisce come appariscente, mentre diamo per scontato che il greto ha le pietre. Sopra al… continua

Fata di bosco e larice a scettro – Wood fairy and larch as sceptre

di Paolo Meneghetti

Carducci immagina che le Fate stiano nel tempio, largamente ombreggiato dai larici acuti. Quelle hanno gli occhi fiammanti come le gemme. I capelli invece si percepiscono a corona di quercia, lungo i mantelli neri. Le Fate tengono in mano uno scettro dorato. Questa fotografia è ambientata in mezzo al bosco d’abeti e larici. Si percepisce la secchezza dei rami più… continua

L’asimmetria è una funzione appena impermanente

di Paolo Meneghetti

Esteticamente, il buon bonsai deve sembrare anche asimmetrico, se il vivente si dà come tale nella sua deformazione, ad esempio per crescere. Inoltre, tutta la realtà ha un’impermanenza temporale. Qualcosa che respinge la stasi del simmetrico. Il bonsai ha la semplicità della naturalezza, senza l’artificio del rigoglioso. Nella cerimonia del tè, le tazzine in ceramica raku ed i mestoli di… continua

Il kilt come forte ad anello – The kilt as a ring-fort

di Paolo Meneghetti

Seamus Heaney descrisse liricamente la famosa Sheela na gig presso la Chiesa di S.Maria e S.Davide a Kilpeck, in Inghilterra. Tale scultura, dalle fattezze femminili, avrebbe gli occhi a forma di forte ad anello (abbastanza comune in Irlanda), un naso tanto inciso quanto appiattito, le spalle in via sdrucciolevole. Soprattutto, apparirà il ventre dalla “crescita ordinaria”, così da soddisfare il… continua

Il flauto stagionato d’un respiro all’ascolto

di Paolo Meneghetti

Per Gibran, lavorando noi assecondiamo il ritmo della Terra (che ha le stagioni). S’immagini che il tempo “sussurri”, mentre il passato sarebbe l’anticipazione d’un presente destinato al futuro. Ogni buco dentro la durata costerebbe una fatica, che tramite il lavoro però suonerebbe dal proprio “flauto”. Inoltre chi ama tesserebbe un abito coi fili del cuore. Sarà un lavoro anche questo,… continua

Valchirie al largo d’una Pentax – Valkyries off the coast of a Pentax

di Paolo Meneghetti

Mario Marchisio immagina che dal battello al Lago di Garda, le pietre del Castello a Sirmione gli appaiono candide. Ci sarà la dolcezza dell’ondeggiamento. Intorno al lago, si percepiranno gli accavallamenti dei colli, a valchiria. L’acqua lacustre è sempre calma e “rivitalizzante”, nel suo abbraccio. Il poeta quindi avrà accarezzato la mano della donna, rinunciando ad intuirne i pensieri, dietro… continua

Una ciotola al chiaro di locandina

di Paolo Meneghetti

Paul Georghiades ha immaginato d’essere una ciotola d’acqua, al chiaro di Luna e tremolante, prima che un bambino vi immerga le mani, poi assorbite dalla faccia. Una goccia pare a risplendere solo per poco. La Luna ha le sue fasi. Queste virtualmente gocciolerebbero. La luce lunare è sempre fioca. Secondo Paul Georghiades, per la felicità d’un bambino basterà fargli “una… continua

Braccia conserte per bavero in saggina – Arms folded for sorghum lapel

di Paolo Meneghetti

L’antropologo Pastoureau ci ha ricordato che nell’Ottocento gli abiti rigati cominciarono ad essere di moda per il bambino. Fondamentalmente, quelli simboleggiavano la pulizia e la salute. Per Pastoureau, la rigatura si può percepire nel suo “trompe-l’oeil”. Essa infatti nel contempo ci svela e nasconde una profondità. La rigatura, portata nel vestito, avrebbe permesso che un’eventuale macchia “passasse in secondo piano”,… continua

Il fiordo stonato della treccia – An off-key fjord of the braid

di Paolo Meneghetti

Citiamo una canzone dei Manel, che è intitolata Roma. All’epoca, le persone potevano possedere in cortile le anfore, piene d’olio o vino. Inoltre i capelli non avrebbero mai odorato di shampoo, mentre i buoi sarebbero stati offerti agli dei. La donna romana poteva usare un bracciale di smeraldo, da avvolgere al piede. Ma oggi, positivamente per la ricostruzione della nostra… continua

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