Rubriche

Scritti attratti - glamour fotografico

di Paolo Meneghetti

La guida “incatenata” all’avvincente – A guide “enchained” to the swag

di Paolo Meneghetti

Jabes crede che il libro gli funga da universo, Paese, tetto ed enigma. Si legge comodamente, anche all’intimismo; ma il testo avrà la trama avvincente per… “fuoriuscita” del sognante. Non cambierà molto, rispetto al classico chiedersi < Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? >. La modella posa di profilo, per uno scatto in bianconero. Pare che lei cammini sulla… continua

Il pipistrello ha l’anima “d’argilla” – The bat has a “clayish” soul

di Paolo Meneghetti

Nella letteratura sumera, si narra che l’attacco delle catapulte a palle d’argilla si dissemina come la pioggia, e vola come un pipistrello… “in bocca” alla battaglia. Più in generale, emergeranno sia il clangore per gli urti sia “l’incunearsi” delle schegge. La fotografia di Alice è in bianconero. Ci piace immaginare nell’insieme una “paletta” del mezzobusto illuminato, gli “steli erbosi” sull’orlo… continua

La chiave di violino in placido assetto – A treble clef in placid trim

di Paolo Meneghetti

Brodskij descrive liricamente una stanga fradicia di legno, sul pontile. Là è legata una giumenta, che agita al buio la sua criniera, resistendo così al sonno. Nel contempo, la “chiave di violino” per la gondola potrà unicamente “silenziarsi”, dondolando sull’acqua. La fotografia di Zeudi è d’un bianconero notturno. Lei posa quasi sdraiandosi, sul pontile di legno in spiaggia. Percepiamo virtualmente… continua

VOILA’ dal gabbiano lettore! – HEY PRESTO by a reader seagull!

di Paolo Meneghetti

Per Richard Bach, l’aviatore al vento ha la stessa magia del musicista, rispetto alla partitura ed alla melodia, o del ballerino al ritmo d’una coreografia. Ricordiamone il libro più famoso, dal titolo Il gabbiano Jonathan Livingston. L’uomo che vola realizza un sogno impeditogli dalla natura, astraendosi il corpo in cielo con lo stesso coinvolgimento d’una musica. Lucy posa al piano… continua

Uno schermo a “rumore” di beccuccio – A screen in “noise” of spout

di Paolo Meneghetti

Giulia Lorenzoni immagina che piova in una teiera rossa di champagne. Nell’insieme sarà una geometria concentrica, fra l’agitarsi delle nuvole e lo scolo al riparo del focolare… Magari, alla fine il vetro appannato favorirà il lirismo d’un bacio, mentre si condivida la propria intimità. Costanza è in piedi, prima d’una casa rustica, decorata dal bianco (delle mura) e dal rosso… continua

Le onde agli spettri di partenza – The waves on the starting specters

di Paolo Meneghetti

Pessoa vorrà avere tutto il corpo proteso in avanti, montando sull’immaginazione “torrenziale”, mediante la quale il sangue si doterebbe d’ali. Il vitalismo libera finalmente dalle proprie ansie. Tuttavia, resta lo scontro con l’Alterità, se la carne è un’onda che s’infrange sugli scogli. Beatrice posa accovacciata, nella fotografia dai toni scuri. Le mani “spettrali” montano sulle ginocchia, sino a far “scrosciare”… continua

Reggere la banderuola d’un canyon – Holding the wind vane of a canyon

di Paolo Meneghetti

Vilem Flusser ha scritto che le immagini tecniche (come quelle fotografiche) non re-introducono la realtà, bensì più “attivamente” la riproducono, prendendone “il posto”. Qualcosa da esemplificare mediante una… diga! Nella macchina fotografica, la realtà letteralmente “si ri-verserebbe” sull’immagine tecnica. Non è tanto un ri-entro, bensì un più attivo ribaltamento. Nel pensiero la realtà ha un’immagine, nella macchina fotografica la realtà… continua

Un grembo a polena mossa – A womb in blurry figurehead

di Paolo Meneghetti

Per Goethe, Venezia sarebbe sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di Giove. In chiave più geografica, consideriamo la laguna, e “sulla testa” del Mare Adriatico. Venezia è anche maestra d’intelletto, con una “vivacità” tale da farle dominare il mercato con l’Oriente. Virginia posa camminando, per uno scatto in notturna. Precisamente, lei si trova a Venezia, in Piazza… continua

Il sé “seghettato” dall’eco – The “jagged” self of an echo

di Paolo Meneghetti

Montale invita il lettore ad ascoltare tra i palmizi il getto tremulo “dei violini”. Pare che la pioggia possa suonare. Essa farebbe dondolare le foglie della palma, coi rachidi che s’inarcheranno a mo’ d’archetti, appoggiati sopra le corde dei segmenti “a lisca”. Montale dunque immagina che la palma suoni fra i violini. Il tremolio piovoso del loro getto terminerebbe solo… continua

L’anestetico del maculato in vista – The anesthetic of a spotted sight

di Paolo Meneghetti

Per lo psicanalista Lacan, negli stati di veglia il nostro sguardo sarà sempre eliso. Sparirà chi lo ponga. Durante la veglia, nessuno s’accorgerebbe di “stare” a guardare, perché semplicemente guarderà. Per Lacan, è invece importante la percezione che gli occhi sempre “si pongano” su qualcosa. Una mera visione serve ad inquadrare, così da arrestarsi. A Lacan, invece, interessa percepire un… continua

Il fatato dal gelo alla stella – The fairytale from a frost to a star

di Paolo Meneghetti

Emily Dickinson immagina che ciascuno porti la sua parte di notte, e quella di mattino. Sono in specie i sentimenti ad accadere in via massimamente alternata, avendo un senso per il vivere. Naturalmente, ci possiamo “smarrire” pure al paradosso dell’oscurità che rilassa attraverso le stelle, o del giorno che “annebbia” per gli impegni sociali. Beatrice è stata inquadrata in un… continua

Il cerchio “gracchiante” del rame – The “cawing” circle of the copper

di Paolo Meneghetti

Per Italo Testa, nel piazzale dove le vie convergono, ci si orienta guardando i tigli. Più precisamente, le ramificazioni frammezzeranno le macchie di foglie “ramate” dal sole, ed anche prima che un accartocciarsi possa “tempestare”. Se invece per una complicanza tutto fosse bosco, allora i vetri renderebbero fatati gli stagni (al miglioramento del riflettersi), od i “corvi parlanti” frequenterebbero i… continua

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