Rubriche

Scritti attratti - glamour fotografico

di Paolo Meneghetti e Luca Rasponi

Una ciotola al chiaro di locandina

di Paolo Meneghetti

Paul Georghiades ha immaginato d’essere una ciotola d’acqua, al chiaro di Luna e tremolante, prima che un bambino vi immerga le mani, poi assorbite dalla faccia. Una goccia pare a risplendere solo per poco. La Luna ha le sue fasi. Queste virtualmente gocciolerebbero. La luce lunare è sempre fioca. Secondo Paul Georghiades, per la felicità d’un bambino basterà fargli “una… continua

Braccia conserte per bavero in saggina – Arms folded for sorghum lapel

di Paolo Meneghetti

L’antropologo Pastoureau ci ha ricordato che nell’Ottocento gli abiti rigati cominciarono ad essere di moda per il bambino. Fondamentalmente, quelli simboleggiavano la pulizia e la salute. Per Pastoureau, la rigatura si può percepire nel suo “trompe-l’oeil”. Essa infatti nel contempo ci svela e nasconde una profondità. La rigatura, portata nel vestito, avrebbe permesso che un’eventuale macchia “passasse in secondo piano”,… continua

Il fiordo stonato della treccia – An off-key fjord of the braid

di Paolo Meneghetti

Citiamo una canzone dei Manel, che è intitolata Roma. All’epoca, le persone potevano possedere in cortile le anfore, piene d’olio o vino. Inoltre i capelli non avrebbero mai odorato di shampoo, mentre i buoi sarebbero stati offerti agli dei. La donna romana poteva usare un bracciale di smeraldo, da avvolgere al piede. Ma oggi, positivamente per la ricostruzione della nostra… continua

Il gazebo è la crosta depurata del sole

di Paolo Meneghetti

Per l’Abate De Villars, per evocare gli spiriti che vagano, basta “depurarne” l’elemento principale: il fuoco. Tramite la concavità di più specchi, il raggio solare si farà concentrare, nella sfera di vetro. Così, il fuoco dello spirito libero avrà avuto la purificazione, armonizzandosi con la nostra interiorità (dove il corpo si percepirà nella sua “polverizzazione”). L’acqua ci sembra un meraviglioso… continua

Rocchetto a patchwork di conga – Spool in patchwork of conga

di Paolo Meneghetti

Faulkner ha descritto una donna, che lavorava da quindici anni a patchwork, portando sempre con sé tutti i colori e le forme possibili. Davvero lei non riusciva a disporlo definitivamente. Era diventato un gioco di pazienza, in cui per lisciare la donna usava le dita morbide, anziché le forbici. Il palmo al massimo riuscirà ad “accartocciare”. I polpastrelli invece ci… continua

Carosello a risucchio del protocollo – Carousel as suction of protocol

di Paolo Meneghetti

Julia Leeb, muovendosi da semplice turista nella “sconosciuta” Corea del Nord, è riuscita a realizzare questo scatto. Noi osserviamo una cameriera, al ristorante, al momento di servire la birra locale. Franco Riva ricorda il paradosso del rischio per cui nella società globalizzata non s’accolga più. Appiattite le differenze culturali, pure la suggestione del viaggio scomparirebbe. Si ospita solo uscendo, per… continua

L’allodola il cui canto celeste “ara” il lavoro grigio

di Paolo Meneghetti

Il filosofo Bachelard ci ricorda che l’allodola è poveramente vestita, ma ricca per il cuore. Essa infatti ha un canto bello, che “ci prende”. Precisamente l’allodola indossa il grigio, per la “triste divisa” da lavoro nei campi. Qualcosa da percepire con molta umiltà. Per lo scrittore Borel, l’allodola sarebbe figlia del campo arato, o compagna del contadino. Citando un aforisma… continua

La tartaruga s’inceppa sterzando – A turtle gets jammed in a steering

di Paolo Meneghetti

Herbert Scott immagina liricamente che ci mettiamo le mani a conchetta, raccogliendo la distanza al proprio fluttuare (dentro il presente che è già passato oltre, per il futuro). Una tettoia delle nocche quasi appiccherà il fuoco “ristretto”. Dal primo raccoglimento, si passa al possesso ed infine al portarsi dietro. E’ l’emozione che s’espone con le “nocche frenanti o stancanti” d’un… continua

Il WOW ha le chele sul top – A WOW has the chelae on a top

di Paolo Meneghetti

Il filosofo Danto ci ricorda che secondo il classicismo la bellezza dev’essere equilibrata, proporzionata ed ordinata. Tali caratteristiche nel Novecento si farebbero riassumere nell’esclamazione d’un mero < wow! >. L’avanguardia dell’espressionismo astratto non rinuncia a porsi come equilibrata, proporzionata ed ordinata. Soltanto, per approvarla ci basterebbe farle “un fischio”, d’entusiasmo. Sempre nel Novecento, la pop-art insiste molto a riprodurre gli… continua

Piove il calcinaccio al rap – A flake of plaster rains its rap

di Paolo Meneghetti

Per Eugenio Montale, i poeti non sanno “inquadrare” il proprio animo, che è informe (con le certezze sempre da ricercare). Nel prato “polveroso” della vita (in cui comunque si deve faticare, per tirare avanti), alle parole mancherà il tono giallorosso dello zafferano. La poesia per Eugenio Montale non ha il “risalto” del croco. Inoltre bisogna ironizzare contro l’uomo che ingenuamente… continua

Una datazione ai sali di mare per “smaltire” l’urlo digitale

di Paolo Meneghetti

Nel poema Urlo, Ginsberg immagina che qualcuno sieda al bar, smaltendo la birra bevuta, e come se questa “svaporasse” il frastuono d’un jukebox, “ironicamente” ad idrogeno. E’ il 1955, mentre il capitalismo negli U.S.A. avrebbe favorito pure il bellicismo! In via più “anarchica”, i “bevitori” formeranno un battaglione al simposio “appena” platonico. Quelli “sgancerebbero” i piedi, saltando fra le scalinate… continua

La ghirlanda dal becco rugiadoso

di Paolo Meneghetti

Eliza Heywood immaginava che in primavera, i fiori al massimo del loro chiarore servissero a decorare la Ghirlanda di Maggio. Nel contempo l’allodola si sveglierebbe al mattino, cantando con giubilo, dopo aver costruito il nido sull’erica, o comunque posando sul prato cosparso di rugiada. Barbara è stata inquadrata in un prato verdeggiante. Presumibilmente, noi riconosciamo l’ambiente primaverile (fra i ranuncoli… continua

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