Rubriche

Scritti attratti - glamour fotografico

di Paolo Meneghetti

Caffè liscio a berretto insinuato – Regular coffee for insinuated cap

di Paolo Meneghetti

Raymond Carver immagina che possiamo toglierci il berretto, per passare le dita fra i capelli, al tavolo d’un caffè all’aperto. Così, le voci e le risate “tintinnerebbero” come le piccole posate, mentre il sole s’insinuerà sulle foglie o sui vetri. Il caffè va sorseggiato, per un “berretto” sulle labbra… Ma per Raymond Carver il “tintinnio” dei denti si poserebbe sul… continua

Un viadotto a pastore fuorimano – A viaduct as shepherd out of the way

di Paolo Meneghetti

Tomas Venclova descrive liricamente un territorio da accettare solo “nella propria soglia”, ad esempio avendo un incrocio “fuorimano” (od “ingannante”), sparso di cartelli stradali una volta precisissimi, ma oggi sopravvissuti più del necessario (nel degrado per disantropizzazione). Là, le strade sterrate girerebbero impraticabili intorno alle gole ed alle montagnole, mentre un “severo” cavalcavia “abbraccerebbe” il suolo dimenticato. Benedetta è stata… continua

Scocca il verde al piede di porco – It’s time to a green light crowbar

di Paolo Meneghetti

Carl Sandburg immagina d’essere steso sull’incudine, e preso a martellate sino a farsi piede di porco. Egli così allenterà i muri, o solleverà le fondamenta. Nel contempo, sull’incudine il poeta potrà diventare un chiodo d’acciaio, che sostenga la trave maestra d’un grattacielo, e come una stella bianca per la notte blu. Maria Chiara era stata inquadrata a Vicenza, sulla terrazza… continua

Un angolo per la pallina di selce – A corner for the scoop of flint

di Paolo Meneghetti

Per il poeta Vasudeva Reddy, gli occhi d’una donna non richiederebbero il salone di bellezza, in quanto “freddamente cremosi”, e come le palline di gelato, al solo angolo d’una bottega. Confermando l’ossimoro, quelli si percepirebbero nella “calamita” del loro vissuto. Qualcosa che “streghi” immediatamente il cuore più “granitico”. Ci saranno le “calamite” delle arterie, a “sciogliere” le “palline” pompanti dei… continua

Confidarsi al ritmo d’una toppa – Confiding to the rhythm of a keyhole

di Paolo Meneghetti

Per Rimbaud, c’è un armadio senza chiave, e quindi dai “misteri assopiti”, fra i fianchi legnosi. Tutti noi lo adoperiamo custodendo qualcosa, a volte importante per la nostra “anima”. Quando la chiave manca, il “mistero” pare in stand-by, cosicché per Rimbaud nel fondo della toppa s’udirà un vago sussurro. E’ la metafora per l’anima il cui cuore ha una sensibilità,… continua

Un papillon fin troppo a girandola – A bow tie is far too a pinwheel

di Paolo Meneghetti

Adriano Celentano si lamenta d’un pomeriggio “troppo azzurro”, d’estate, in cui prenderebbe subito il treno, raggiungendo la donna amata, già in vacanza. Sarà quasi il passeggio alla… Viva il Parroco! nel cortile assolato d’un oratorio. Così il cantante non avrà una grande “convinzione”, nel ricongiungersi con la donna amata, mentre il treno dei suoi desideri addirittura andrebbe… “all’incontrario”. In fondo… continua

Un sipario incalza il complicato – A curtain presses the complication

di Paolo Meneghetti

Rilke scrive che il saltimbanco da sempre “si complica la vita”, per giunta alienando se stesso, se assume un “senso” solo nel soddisfare un pubblico. Visivamente, egli incalza il mondo circostante (battendo a terra per equilibrarsi), ma nel contempo noi lo “pensiamo” incalzato (subendo astrattamente la presenza altrui). La fotografia di Angelica va percepita in via paradossale. Pare che lei… continua

Un rostro che “acconcia” il remo – A ram that “coifs” the oar

di Paolo Meneghetti

Eluard immagina che la donna viva solo per la sua forma, e proprio come lo scoglio, che resiste all’erosione del mare. I suoi muscoli saranno quelli d’un rematore… fra la sabbia, in spiaggia. Soprattutto la donna prova sempre a curare il proprio corpo, contro l’ineluttabile incedere del tempo. A lei esteticamente piacerà la grazia. Lucy è in piedi, sopra la… continua

Una sirenetta impila lo SPLASH – A mermaid piles up the SPLASH

di Paolo Meneghetti

Cynthia Linville immagina di vedere una ragazza in costume da sirenetta, dal quale “emergeranno” solo le unghie, le ossa ed i denti. La poetessa accennerà il suo saluto, per poi accostare la sedia a sdraio da spiaggia, col drink schiumoso in mano. Alla fine, lei sarà pronta per assistere al “naufragio”… d’un salire “a bordo” sul conversare. Giordana appare sulla… continua

Scolpire lo strabismo d’una falce – Sculpting the squint of a scythe

di Paolo Meneghetti

Giuseppe Parini scrive che il vaiolo è una “falce” a mietere la dolcezza delle promesse (fuor di metafora, in riferimento ai bambini). Quel morbo ferisce al lievitare della pelle, togliendole la bellezza come lo scalpello del rivale scultore. La fotografia di Margherita è in bianconero. Soprattutto lei appare col mezzobusto parallelo al piano orizzontale, sino a “lievitare” nel vuoto. Margherita… continua

Il turbante dei ciottoli intorpiditi – A turban of the numbed pebbles

di Paolo Meneghetti

Per Sylvia Plath il tulipano è troppo eccitabile, ricevuto in dono mentre lei passa l’inverno in ospedale. Ma quanto la quiete esistenziale si farà preferire? In ospedale, la poetessa avrebbe un corpo di ciottoli, che le infermiere appena levigheranno, con le mani, come se queste fossero acqua, mentre gli aghi luccicheranno al “torpore balneare” della medicina. Nella sua borsa di… continua

Una ginnastica da grigliata al cric – A gymnastics of barbecue in jack

di Paolo Meneghetti

Per il gastronomo John Thorne, il vero barbecuista percepirebbe la salsa come “il brevetto” d’un alimento a consistenza solida. Non si tratterà tanto di modellarla, bensì di distorcerla. Si può citare l’immagine del meccanico, il quale alza le sospensioni col cric, monta le gomme più grandi, “trucca” il motore ecc. Così il barbecuista non mischia gli ingredienti d’una salsa, ma… continua

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