Rubriche

Scritti attratti - glamour fotografico

di Paolo Meneghetti

L’asimmetria è una funzione appena impermanente

di Paolo Meneghetti

Esteticamente, il buon bonsai deve sembrare anche asimmetrico, se il vivente si dà come tale nella sua deformazione, ad esempio per crescere. Inoltre, tutta la realtà ha un’impermanenza temporale. Qualcosa che respinge la stasi del simmetrico. Il bonsai ha la semplicità della naturalezza, senza l’artificio del rigoglioso. Nella cerimonia del tè, le tazzine in ceramica raku ed i mestoli di… continua

Il kilt come forte ad anello – The kilt as a ring-fort

di Paolo Meneghetti

Seamus Heaney descrisse liricamente la famosa Sheela na gig presso la Chiesa di S.Maria e S.Davide a Kilpeck, in Inghilterra. Tale scultura, dalle fattezze femminili, avrebbe gli occhi a forma di forte ad anello (abbastanza comune in Irlanda), un naso tanto inciso quanto appiattito, le spalle in via sdrucciolevole. Soprattutto, apparirà il ventre dalla “crescita ordinaria”, così da soddisfare il… continua

Il flauto stagionato d’un respiro all’ascolto

di Paolo Meneghetti

Per Gibran, lavorando noi assecondiamo il ritmo della Terra (che ha le stagioni). S’immagini che il tempo “sussurri”, mentre il passato sarebbe l’anticipazione d’un presente destinato al futuro. Ogni buco dentro la durata costerebbe una fatica, che tramite il lavoro però suonerebbe dal proprio “flauto”. Inoltre chi ama tesserebbe un abito coi fili del cuore. Sarà un lavoro anche questo,… continua

Valchirie al largo d’una Pentax – Valkyries off the coast of a Pentax

di Paolo Meneghetti

Mario Marchisio immagina che dal battello al Lago di Garda, le pietre del Castello a Sirmione gli appaiono candide. Ci sarà la dolcezza dell’ondeggiamento. Intorno al lago, si percepiranno gli accavallamenti dei colli, a valchiria. L’acqua lacustre è sempre calma e “rivitalizzante”, nel suo abbraccio. Il poeta quindi avrà accarezzato la mano della donna, rinunciando ad intuirne i pensieri, dietro… continua

Una ciotola al chiaro di locandina

di Paolo Meneghetti

Paul Georghiades ha immaginato d’essere una ciotola d’acqua, al chiaro di Luna e tremolante, prima che un bambino vi immerga le mani, poi assorbite dalla faccia. Una goccia pare a risplendere solo per poco. La Luna ha le sue fasi. Queste virtualmente gocciolerebbero. La luce lunare è sempre fioca. Secondo Paul Georghiades, per la felicità d’un bambino basterà fargli “una… continua

Braccia conserte per bavero in saggina – Arms folded for sorghum lapel

di Paolo Meneghetti

L’antropologo Pastoureau ci ha ricordato che nell’Ottocento gli abiti rigati cominciarono ad essere di moda per il bambino. Fondamentalmente, quelli simboleggiavano la pulizia e la salute. Per Pastoureau, la rigatura si può percepire nel suo “trompe-l’oeil”. Essa infatti nel contempo ci svela e nasconde una profondità. La rigatura, portata nel vestito, avrebbe permesso che un’eventuale macchia “passasse in secondo piano”,… continua

Il fiordo stonato della treccia – An off-key fjord of the braid

di Paolo Meneghetti

Citiamo una canzone dei Manel, che è intitolata Roma. All’epoca, le persone potevano possedere in cortile le anfore, piene d’olio o vino. Inoltre i capelli non avrebbero mai odorato di shampoo, mentre i buoi sarebbero stati offerti agli dei. La donna romana poteva usare un bracciale di smeraldo, da avvolgere al piede. Ma oggi, positivamente per la ricostruzione della nostra… continua

Il gazebo è la crosta depurata del sole

di Paolo Meneghetti

Per l’Abate De Villars, per evocare gli spiriti che vagano, basta “depurarne” l’elemento principale: il fuoco. Tramite la concavità di più specchi, il raggio solare si farà concentrare, nella sfera di vetro. Così, il fuoco dello spirito libero avrà avuto la purificazione, armonizzandosi con la nostra interiorità (dove il corpo si percepirà nella sua “polverizzazione”). L’acqua ci sembra un meraviglioso… continua

Rocchetto a patchwork di conga – Spool in patchwork of conga

di Paolo Meneghetti

Faulkner ha descritto una donna, che lavorava da quindici anni a patchwork, portando sempre con sé tutti i colori e le forme possibili. Davvero lei non riusciva a disporlo definitivamente. Era diventato un gioco di pazienza, in cui per lisciare la donna usava le dita morbide, anziché le forbici. Il palmo al massimo riuscirà ad “accartocciare”. I polpastrelli invece ci… continua

Carosello a risucchio del protocollo – Carousel as suction of protocol

di Paolo Meneghetti

Julia Leeb, muovendosi da semplice turista nella “sconosciuta” Corea del Nord, è riuscita a realizzare questo scatto. Noi osserviamo una cameriera, al ristorante, al momento di servire la birra locale. Franco Riva ricorda il paradosso del rischio per cui nella società globalizzata non s’accolga più. Appiattite le differenze culturali, pure la suggestione del viaggio scomparirebbe. Si ospita solo uscendo, per… continua

L’allodola il cui canto celeste “ara” il lavoro grigio

di Paolo Meneghetti

Il filosofo Bachelard ci ricorda che l’allodola è poveramente vestita, ma ricca per il cuore. Essa infatti ha un canto bello, che “ci prende”. Precisamente l’allodola indossa il grigio, per la “triste divisa” da lavoro nei campi. Qualcosa da percepire con molta umiltà. Per lo scrittore Borel, l’allodola sarebbe figlia del campo arato, o compagna del contadino. Citando un aforisma… continua

La tartaruga s’inceppa sterzando – A turtle gets jammed in a steering

di Paolo Meneghetti

Herbert Scott immagina liricamente che ci mettiamo le mani a conchetta, raccogliendo la distanza al proprio fluttuare (dentro il presente che è già passato oltre, per il futuro). Una tettoia delle nocche quasi appiccherà il fuoco “ristretto”. Dal primo raccoglimento, si passa al possesso ed infine al portarsi dietro. E’ l’emozione che s’espone con le “nocche frenanti o stancanti” d’un… continua

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