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Top 5 scene dei libri di Harry Potter che avremmo voluto vedere nei film

di Andrea Ion Scotta

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Libro e film di Harry Potter e la pietra filosofale

(Credits: Andrea Ion Scotta)

Lo so che avete inneggiato alla blasfemia quando non avete visto al cinema la coppa del mondo di Quidditch o non avete sentito l’unica parolaccia (detta da Hermione, tra l’altro) della saga, ma i libri di Harry Potter sono così pieni di particolari che nei film era pressocché impossibile inserirli tutti.

Per girarli così, probabilmente, non sarebbero bastati otto film (anche se personalmente avrei apprezzato). Basti pensare alla nascita di Wizarding World, prima Pottemore, cioè una pagina web che dà spazio alle curiosità sull’incredibilmente complessa saga. Eh sì, a J. K. Rowling non sono stati sufficienti sette libri per fornire tutti dettagli del suo mondo, ma ha esploso la sua fantasia anche sulla piattaforma sopracitata.

Detto questo, possiamo incolpare per le sforbiciate alla saga, a chi ha curato la trasposizione del libro sul grande schermo?

Top 5 elementi mancanti nei film di Harry Potter

Beccati ad annuire! Vi capisco, in realtà, perché i libri di Harry Potter sono come una precisissima formula magica che i film purtroppo non sono riusciti a pronunciare. Quello che troverete in questo articolo è dunque una classifica crescente di cinque elementi, in ordine di importanza, che, personalmente, avrei voluto nella trasposizione cinematografica perchè tagliati o semplicemente modificati.

Non troverete i personaggi presenti nei libri di Harry Potter omessi dai film – pensate che avevano scelto un attore anche per fare Ted Lupin, il figlio di Remus e Tonks, per la barba di Merlino! Un personaggio che è l’emblema della ciclicità della saga, e l’hanno completamente abbandonato! Niente personaggi, dicevamo, ma solo elementi della trama.

Bacchette alla mano, si comincia!

5. La visita a Godric’s Hollow (Harry Potter e i Doni della Morte)

Harry e Hermione a Godric's Hollow davanti alla casa distrutta dei genitori di Harry Potter.

Harry e Hermione a Godric’s Hollow – Harry Potter e i Doni della Morte – parte 1 (Credits: Warner Bros)

Questa scena è significativa. Ron ha già abbandonato Harry e Hermione e questi ultimi decidono di recarsi nella città natale di Harry per cercare nuovi indizi sui possibili nascondigli degli Horcrux. Nel film si presentano con le loro sembianze camminando per la via principale in tutta tranquillità, recandosi anche al cimitero.

SBAGLIATO! Il clima di terrore instaurato dal regime di Voldemort in questo film non viene compreso appieno. Ok, non dico che il regista David Yates dovesse girare tutto il mese di preparazione per l’ingresso del golden trio al Ministero sotto pozione polisucco. Però è davvero importante sottolineare come Harry e Hermione nel libro, oltre a modificare il proprio aspetto, avevano utilizzato il mantello dell’invisibilità di James perchè, giustamente, erano terrorizzati! Per dirne una, il nome del Signore Oscuro era innominabile, altrimenti, nonostante gli incantesimi di difesa, chi lo pronunciava veniva rintracciato. Infatti è per questo motivo che Harry, Ron e Hermione vengono rintracciati dai ghermidori e portati a villa Malfoy.

4. Animagi (Harry Potter e il prigioniero di Azkaban)

Severus Piton spiega la differenza tra animagi e lupi mannari

A lezione di Difesa contro le arti oscure con Severus Piton – Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (Credits: Warner Bros)

“Andate a pagina 394”.

So che l’avete letta con la voce del professor Piton e che amate quanto me quella scena la scena di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. Il film, tuttavia, non è per nulla soddisfacente nell’introdurre gli animagi rispetto ai libri.  Gli animagi hanno un censimento, una registrazione apposita al Ministero della Magia: esempio pratico la professoressa McGranitt. Altri personaggi, invece, lo sono diventati illegalmente. Se “giurano solennemente di non avere buone intenzioni” di chi parlo? I Malandrini! La trasformazione in lupo mannaro di Remus Lupin porta i tre suoi migliori amici a decidere di trasformarsi in animali, per poterlo supportare nella dolorosa condizione in cui una volta al mese riversa.

Così James Potter diventa un cervo, Sirius Black un cane e Peter Minus un topo, sapendo che in quella forma avrebbero potuto stargli vicino senza che potesse far loro del male.

La mappa del malandrino, infatti, viene creata appositamente da loro quattro per poter consentire al gruppo di amici di uscire dal castello senza essere visti. È alla alla Stamberga Strillante che si recano, luogo installato dal professor Silente per permettere a Remus di frequentare Hogwarts e di trasformarsi in sicurezza (per quanto un lupo mannaro sia gestibile, ma non entriamo nel merito). Nel film tutto questo non è spiegato. Riceviamo una piccola spiegazione di Hermione (strano), altrimenti subiamo solo le trasformazioni senza poterne capire pienamente l’incastro chirurgico creato dall’autrice. La spiegazione aiuterebbe a comprendere anche il patronus di Harry, ovvero un cervo, l’animale del suo papà.

Un altro animago, in questo caso strega, illegale? Rita Skeeter che, pensate un po’, diventa un coleottero per acquisire con facilità informazioni molto riservate!

3. La bacchetta di sanbuco (Harry Potter e i doni della Morte)

Harry Potter spezza la bacchetta di sambuco

Harry Potter spezza la bacchetta di sambuco – Harry Potter e i Doni della Morte – parte 2 (Credits: Warner Bros)

Dopo la battaglia di Hogwarts e la sconfitta del Signore Oscuro, Harry usa uno dei doni della morte, la bacchetta di sanbuco, per poter riparare la propria. Una scelta condivisa nell’ufficio del Preside, discussa con il ritratto di Silente stesso, è stata presa, ovvero riportare nella tomba del professor Silente la bacchetta, così che alla morte di Harry quest’ultima non avrà più un padrone.

Perché nella trasposizione cinematografica Harry la spezza e la getta via da un ponte come uno stuzzicadente qualunque? Perché Yates, perché?

2. Le origini e la morte di Lord Voldemort (Harry Potter e i doni della Morte)

Voldemort muore definitivamente fuori dal castello di Hogwarts

Voldemort muore definitivamente fuori dal castello di Hogwarts – Harry Potter e i Doni della Morte – parte 2 (Credits: Warner Bros)

Nessuno potrà mai giustificare Voldemort per le sue azioni, ma come può un bambino nato grazie solo all’avvelenamento da filtro d’amore provare sentimenti? Per stessa ammissione della scrittrice Voldemort è frutto di un inganno tremendo, quello d’amore, arricchito dal Dna  di Salazar Serpeverde. Questo per dire che le origini della nemesi di Harry vengono trascurate e non poco: ci hanno pensato alcuni (geniali) fan ad aprire uno spiraglio cinematografico sulla vita di Tom Orvoloson Riddle.

La morte di Voldemort è stata, nella trasposizione cinematografica, resa spettacolare, una dissolvenza corporea, uno sgretolamento dell’ultimo pezzo di anima del signore oscuro.

Ma perché Yates (pt.2)? Voldemort non è altro che una persona, anzi un semplice spregevole mezzosangue, come direbbe lui. Rowling, nel settimo capitolo, giustamente descrive la morte di Tom Riddle come quella di un uomo qualsiasi, proprio per dimostrare che il suo senso di superiorità è falso. Ma ancora più importante è il dialogo, totalmente omesso, che hanno i due rivali prima dello scontro finale. Per prenderne uno spunto, Harry spiega a Voi-sapete-chi che il suo stesso sacrificio nella Foresta Proibita ha garantito protezione a tutti i presenti, come quello di Lily la ha garantita a lui, e che gli incantesimi che Voldemort stesso lanciava non potevano ucciderli.

E poi, caro regista, Voldemort non ride: perché Yates (pt.3)?

1. La redenzione (Harry Potter e i doni della Morte)

Harry Potter e Albus Silente parlano dopo il sacrificio di Harry dentro la Foresta Proibita

L’incontro tra Harry Potter e Albus Silente dopo il sacrificio di Harry dentro la Foresta Proibita – Harry Potter e i Doni della Morte – parte 2 (Credits: Warner Bros)

Credo che due personaggi più diversi l’uno dall’altro non ci possono essere, ma ve li metto lo stesso insieme alla numero uno della mia classifica! Entrambi rivestono un grande ruolo nella vita di Harry, aiutandolo a lasciarsi alle spalle un parte di passato che lo ha tormentato: sto parlando di Silente e… ve lo dico dopo.

Quando, nel settimo libro, Harry decide di farsi uccidere da Voledmort così da eliminare l’Horcrux creato inconsapevoltmente dal signore oscuro, Silente lo accoglie a “King’s Cross”. Oltre a raccontare al protagonista la sua vita, piange di rimorso per le sue scelte, per la sorte toccata alla sua famiglia e per tutte le persone che ha fatto soffrire.

Harry, dopo questo incontro, acquisisce la piena consapevolezza di chi fosse veramente Albus Wulfrick Percival Brian Silente, di chi gli ha insegnato e dato affetto come un genitore. Nel film, niente.

Poi tocca a uno dei personaggi cresciuti con Harry e che apre finalmente gli occhi sui sentimenti verso il bambino sopravvissuto. Dudley, sì esatto: Big D! Al contrario dei libri, in quasi tutti i film la vita di Harry Potter passata con i Dursley è pressocchè abbozzata.

In Harry Potter e i doni della Morte parte 1, c’è un momento composto da poche parole che chiude le porte all’inferno che il giovane mago ha vissuto con la sua famiglia adottiva. Al momento dell’addio a Privet Drive, Dudley tratta Harry da pari per la prima volta in 17 anni.

E pensate: la scena era stata girata, per poi essere scartata, aggiungendo la scena (inventata) dell’attacco alla tana! Perché Yates (pt.4)?!

Soddisfatti della lista? Quali sono le scene che avreste voluto vedere sul grande schermo?

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