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Dispatches from Elsewhere – Perché non potete perdervi la serie tv con Jason Segel

di Caterina Bertoni Gonzales

Pubblicato il

Che cosa lega Jason Segel, un alternate reality game e Andre 3000 del gruppo hip hop OutKast? Apparentemente nulla direte voi.

In effetti, trovare un legame tra l’attore che ha interpretato Marshall in How I Met Your Mother, un esperimento sociale del 2008 e il famosissimo complesso hip hop americano sembra molto difficile. Eppure un legame c’è: stiamo parlando di Dispatches from Elsewhere, nuovo prodotto Amazon Prime Original che non potete perdere per nulla al mondo. E noi di Discorsivo vogliamo spiegarvi perché.

Jason Segel in Dispatches from elsewhere

Jason Segel in una scena di Dispatches from elsewhere (Credits: Amc)

Jason Segel e un cast molto particolare

Per spiegare come nasce questa serie, dobbiamo partire dall’inizio. Dispatches from Elsewhere è un prodotto da poco uscito su Amazon Prime che tra i protagonisti annovera appunto Jason Segel, passato alla storia nel mondo delle serie tv per aver interpretato Marshall Eriksen in How I Met Your Mother.

Ma Jason Segel non è solamente uno degli attori: ha anche diretto il pilot, ed è l’ideatore della serie stessa. Anche il resto del cast è d’eccezione: tra i quattro protagonisti troviamo anche Sally Field, vincitrice di due Oscar e famosa per le parti in Mrs. Doubtfire, Forrest Gump, Lincoln e Qui dove batte il cuore. Per non parlare del personaggio di Fredwynn, interpretato da André Benjamin, ovvero l’André 300 degli OutKast. Insomma, già il cast parla da sé, vista la scelta eterogenea degli attori.

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L’esperimento sociale di The Institute

Se qualcuno di voi ha visto o ha semplicemente iniziato la serie senza conoscerne il background, potrebbe ora pensare che Dispatches from Elsewhere possa essere un folle sogno caleidoscopico di Jason Segel apparentemente senza un filo logico e causato da una cena dove si è mangiato pesante.

Ma non è così, perché le basi su cui affonda questa serie sono bizzarre quanto la serie stessa. Dispatches from Elsewhere è fortemente ispirata a un documentario del 2008 intitolato The Institute. Questo documentario ricostruisce la storia del Jejune Institute (che ritroviamo nella serie), un gioco di realtà alternativa del 2008 che ha coinvolto quasi 10 mila persone. Più che gioco, il Jejune Institute è stato un esperimento sociale.

In tutta la città di San Francisco sono stati appesi migliaia di volantini per reclutare volontari per partecipare, e il film The Institute racconta le loro reazioni durante questa bizzarra caccia al tesoro. A tratti, il modo in cui questo Jejune Institute si presenta ricorda molto la Dharma Society di Lost, società che compiva svariati esperimenti scientifici nell’isola più famosa del mondo delle serie.

La Divina Nonchalance

Jason Segel e André "3000" Benjamin in Dispatches from elsewhere

Jason Segel e André “3000” Benjamin in Dispatches from elsewhere (Credits: Amc)

Lo avete capito: l’antefatto su cui si basa la serie di Jason Segel è molto particolare. Ma il viaggio folle che lo spettatore vive quando guarda Dispatches From Elsewhere lo è ancora di più.

I personaggi, i cui vissuti sono molto diversi tra loro, vivono una sorta di caccia al tesoro alla ricerca di una certa Clara o meglio della Divina Nonchalance. La Divina Nonchalance è uno stato mentale di quiete incorruttibile, di totale serenità con il mondo e con sé stessi anche quando si è immersi nel caos. È ciò che permette loro di vedere la vita in un modo più colorato e vivace, apprezzando ogni sfumatura.

La Divina Nonchalance è un concetto è ricorrente nella serie, perché questa calma mentale è ciò che davvero manca ai personaggi, tutti a loro modo apatici e insoddisfatti rispetto alla propria vita.

Una somiglianza con Il mago di Oz

Insomma, Dispatches from Elsewhere ha tutte le basi per essere un gioiellino. Perchè la storia che racconta è un vero proprio percorso, un percorso alla ricerca di una felicità che riempie il cuore.

Jason Segel stesso l’ha paragonata a Il mago di Oz, per l’analogia dei quattro personaggi del famosissimo musical, anche loro alla ricerca del loro pezzo mancante. E lo spettatore percepisce di essere talmente all’interno della storia da sentirsi come se fosse lui stesso una telecamera che ha girato quelle scene.

Quando la serie presenta i personaggi ci ripete più volta di immaginarci di essere loro, e li segue in ogni vicenda significativa della loro vita. Inoltre, le modalità in cui questa serie di Jason Segel viene girata è particolarissimo: una fotografia colorata, momenti in cui vengono inseriti gli spezzoni dei cartoon e molto altro la rendono qualcosa che non avevamo mai visto prima.

Insomma, che cosa aspettate allora? Correte a godervela!

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