Rubriche

Il meraviglioso mago di Oz – Tutti i volumi della saga Marvel

di Enrico Cantarelli

Pubblicato il

I sei volumi della saga de Il meraviglioso mago di Oz

(Credits: Enrico Cantarelli)

Dopo aver introdotto la trasposizione de Il meraviglioso mago di Oz a fumetti e dei seguenti cinque libri di L. Frank Baum in un precedente articolo di Discorsivo, andiamo a vedere uno per uno i sei graphic novel di Eric Shanower e Skottie Young, pubblicati da Panini Comics.

Il ciclo pensato dai due autori americani può essere letto come un’unica epopea: esiste infatti una trama comune che unisce i sei volumi; eppure ogni libro funziona benissimo anche come storia indipendente, grazie alla struttura narrativa e ai riferimenti agli eventi precedenti inseriti dagli autori. Le vicende avventurose (che coinvolgono uno sconfinato numero di personaggi) e le favolose immagini di Young costituiscono un valido motivo per acquistare i libri a fumetti della saga de Il meraviglioso mago di Oz.

Il meraviglioso mago di Oz – Dove tutto comincia

Copertina della versione americana de Il meraviglioso mago di Oz

(Credits: Panini Comics)

La trasposizione a fumetti de Il meraviglioso mago di Oz è del 2009 e ottiene subito uno splendido successo. Di certo la fama di Shanower e i disegni tondeggianti e fiabeschi di Young hanno contribuito da subito alla fiducia che i fan hanno dato al progetto. Non sempre è facile adattare dei capolavori della letteratura a fumetti: si rischia di tradire l’anima dell’opera o eseguirne una mera copia.

Personalmente la copertina con Dorothy che spicca un balzo e il tondeggiante muso del Leone codardo, contornato da una criniera arruffata, mi ha subito conquistato. E in quarta di copertina l’inquietante immagine della perfida strega dell’Ovest non mi ha lasciato scelta: dovevo scoprire il mondo di Oz a fumetti.

Dal punto di vista narrativo la storia segue fedelmente il libro di Baum, discostandosi in parte dalla trasposizione cinematografica di Victor Fleming del 1939 (e che abbiamo trattato anche noi, a proposito di come funzionavano le riprese in technicolor). Oltre alla protagonista, Dorothy Gale, vengono presentati tutti i personaggi principali che formeranno il corpus delle avventure successive: lo Spaventapasseri, il Taglialegna di latta e il Leone codardo in primis, senza dimenticare il terribile mago di Oz, che tornerà in seguito.

La prima parte de Il meraviglioso mago di Oz segue il percorso di Dorothy e dei suoi amici fino alla città di Smeraldo, la seconda racconta della visita al mago imbroglione e dello scontro con la perfida strega dell’Ovest. Rispetto alla pellicola ci sono molti più incontri con strane creature e paesi incantati del regno di Oz ed è più marcata l’importanza di Glinda, la benevola strega del Sud.

Il meraviglioso regno di Oz – Che succede al trono?

Jack Testa di Zucca, altro personaggio della saga de Il meraviglioso mago di Oz

(Credits: Panini Comics)

Nel secondo volume del ciclo di Oz ritroviamo alcuni elementi essenziali, ma con differenze fondamentali. Innanzitutto ne Il meraviglioso regno di Oz manca la protagonista precedente Dorothy, sostituita dal giovane Tip, che sembra avere meno carisma della bimba del Kansas. Solo alla fine della storia scopriremo che Tip nasconde un segreto di fondamentale importanza per l’intero ciclo di Oz. Molte figure del precedente libro ritornano come comprimari, altri compagni di viaggio bizzarri aiutano Tip nel suo cammino e una perfida fattucchiera di nome Mombi si carica del compito di antagonista.

Nelle intenzioni di Baum il secondo libro di Oz doveva essere un trampolino di lancio per un altro successo teatrale, ma sostanzialmente fu un flop. Così coi libri seguenti riprese in mano caratteri peculiari della struttura iniziale che gli avevano portato successo. Il meraviglioso regno di Oz ha una struttura meno incisiva dell’opera d’esordio e anche i personaggi sembrano meno convincenti, ma serve per far luce su diverse questioni oscure ancora non trattate, ad esempio a chi spetti di diritto il trono di Oz.

Ozma, regina di Oz – L’arrivo del vero nemico e i regni esterni a Oz

Con Ozma, regina di Oz Baum si è visto costretto a far tornare Dorothy come protagonista delle vicende, data la fortissima richiesta dei lettori. Naturalmente la decisione è stata subito ripagata da un grande successo di pubblico. Con questo volume si ripete l’espediente della catastrofe atmosferica come viatico per la terra fantastica: una tempesta marina trasporta Dorothy sulle rive del regno di Evlandia, separato da Oz dal pericoloso Deserto Mortale.

Copertina di Ozma, regina di Oz

(Credits: Panini Comics)

Dopo aver incontrato nuovi amici, tra cui Tic-toc e la gallina parlante Billina, Dorothy conoscerà la nuova reggente di Oz, la regina Ozma. Questa volta il compito della protagonista sarà più ostico: liberare la famiglia reale di Evlandia, prigioniera del malvagio Roquat, re degli Niomi. In questo caso il ruolo di Dorothy diviene ancora più simile a quello di eroina, perché non combatte più solo per se stessa e per tornare a casa, ma per il bene di qualcun altro.

Nel 1985 la Disney mischiò molti degli elementi del secondo e terzo volume del ciclo, nel film Ritorno a Oz, di scarso successo al botteghino, ma divenuto un cult tra gli appassionati.

Il re Niomo non ha ancora caratteristiche estremamente definite, ma si intravede già la sua crudeltà e se ne intuisce il potere, datogli dalla cintura magica che indossa e dallo sconfinato regno del sottosuolo che governa. Il personaggio di Ozma assume il ruolo di saggia sovrana che si preoccupa dei suoi sudditi e interviene anche in questioni di “politica estera”, soccorrendo la dinastia del regno di Evlandia. Dal punto di vista spaziale, la storia si svolge quasi interamente nei regni esterni alla terra di Oz, dimostrando che vi sono diversi paesi fatati confinanti con essa e che il deserto che contorna Oz può essere attraversato con espedienti magici, oltre che in volo.

Dorothy e il mago a Oz – Il ritorno dell’imbroglione

Tavola da Ozma, regina di Oz

(Credits: Panini Comics)

Il quarto volume della serie, Dorothy e il mago a Oz, riprende in parte lo svolgimento del primo libro. La giovane finisce in un mondo esterno a Oz tramite un crepaccio nel terreno causato da un terremoto, insieme al giovane Zeb e alla gattina Eureka. Il punto di forza del libro è certamente il ritorno del mago imbroglione che aveva abbandonato la terra di Oz nel primo capitolo. I suoi interventi e il suo modo di risolvere situazioni impreviste donano vivacità a una narrazione altrimenti poco vibrante.

Scopo del gruppo di protagonisti è raggiungere la città di Smeraldo attraversando pericolosi paesi abitati da creature vegetali, esseri invisibili, gargoyle di legno e draghi. Interessante scoprire come la sovrana Ozma, nel finale della storia, mostri un carattere severo e poco incline al perdono quando si tratta di punire chi infrange le leggi.

La strada per Oz – Avventure picaresche per raggiungere una festa

Il quinto libro del ciclo di Oz è costellato da luoghi fantastici dai nomi strambi: Volponia, Asinopia e il paese dei Turlupinanti. Ne La strada per Oz ritorna il cagnolino Toto che mancava dal primo libro e si introduce il buffo personaggio dello Straccione, più assennato di quanto sembri e possessore di un potente oggetto magico. La via per entrare a Oz questa volta non è una calamità naturale, ma una strada, naturalmente di origine magica.

Lo sviluppo della trama segue i classici racconti da avventure picaresche dei romanzi del XVII secolo, anche per la presenza di personaggi di bassa estrazione sociale come lo Straccione o Botton d’Oro. Non viene aggiunto nulla alla sottotrama principale o alla storia del mondo di Oz ed effettivamente questo è probabilmente il volume con meno carattere dei sei. Basti pensare che lo scopo del viaggio di Dorothy è quello di raggiungere la città di Smeraldo per partecipare alla festa di compleanno di Ozma.

La città di Smeraldo di Oz – Il ritorno di Roquat e lo scontro tra Bene e Male

Roquat, il nemico più crudele del ciclo de Il meraviglioso mago di Oz

(Credits: Panini Comics)

Nell’ultimo capitolo della saga Marvel di Shanower e Young viene trasposto il sesto volume scritto da Baum, La città di Smeraldo di Oz. La struttura in questo caso è più complessa e segue due piani di azione divisi per gran parte del libro. Da un lato troviamo nuovamente il re Niomo Roquat che desidera vendicarsi di Ozma e Dorothy. Il suo piano di invasione di Oz dimostra la sua totale crudeltà e lo identifica chiaramente come il nemico più ostico di Oz. Egli è il Male che odia tutto ciò che rappresenta Oz, coi suoi abitanti felici e spensierati.

In parallelo seguiamo il viaggio di Dorothy e dei suoi zii, che sono stati trasportati magicamente a Oz per desiderio della loro nipotina e per far fronte alla loro precaria situazione economica. Dorothy e gli zii incontrano altre città e altre creature fantastiche nelle terre di Oz, mentre Roquat costituisce fragili alleanze con creature mostruose e scava un tunnel sotto al deserto per raggiungere direttamente la capitale di Oz.

La città di Smeraldo è effettivamente il fulcro di Oz ed è logico che lo scontro finale per la sopravvivenza dell’intero mondo si svolga in quel luogo. La conclusione del ciclo assume un tono quasi epico di scontro tra Bene e Male, dove evitare la soluzione violenta è comunque preferibile a qualsiasi risultato.

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: