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Fiori di latta o pollini irriganti – Tin flowers or irrigating pollens

di Paolo Meneghetti

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Rodari ci descrive una città, in cui la primavera se ne va troppo presto. Se alla fine mancheranno i fiori di rosa o lillà, allora i loro rami avranno la medesima grata d’una prigione, e fra le strade assai più murate che asfaltate. Solo una donna saprà portare in sé il “verde” dei semafori, anzi appendendolo sin dentro ai lampioni. La sua presenza proverà a simboleggiare la luce d’una ripartenza. Anna è stata inquadrata verosimilmente in una zona periferica. Sullo sfondo, il bosco in se stesso diradato ha pure subito lo “sfregio” d’una strada e d’un capannone. Anna indossa una canottiera dal tono lilla. Lungo il lato destro della fotografia, c’è un lampione. Gli occhiali da sole “murano” la ripartenza dello sguardo, se il clima primaverile od estivo invoglia alle frequentazioni. Qui Anna posa comunque da sola. In basso, pare che l’artificialità della latta abbia quantomeno “elasticizzato” ogni spruzzo a… “polline” d’irrigazione, e partendo da uno stagno, già in se stesso “frenato” al proprio deflusso. Parallelamente, se in alto noi percepissimo un cavalcavia, a questo mancherebbero le automobili, fra le tegole del capannone. C’è del verde naturale, ma la metallizzazione del bagnato non sembra rivitalizzante. Si noti il capovolgimento prospettico fra il lampione e la borsa di Anna.

Rodari describes a city, where the spring leaves too soon. If finally the flowers of rose or lilac will be lacking, so their branches will have the same grating of a prison, and between the streets much more walled up than asphalted. Only a woman will be able to bring with her the “green” of a traffic light, rather hanging that one right inside the lampposts. Her presence will try to symbolize the light of a restart. Anna was framed probably in a suburban area. On the background, the wood thinned out from itself also suffered the “slash” by a road and a hangar. Anna wears an undershirt with a lilac tone. Along the right side of the photography, there is a lamppost. The sunglasses “wall up” the restart of the gaze, if the springy or summery weather encourages to the attendances. Here Anna however poses alone. Below, it seems that the artificiality of a tin at least “elasticized” every spurt in… “pollen” of irrigation, and starting from a pond, already by itself “braked” at the own outflow. In parallel, if above we had perceived a flyover, so this one would have been without cars, between the shingles of the hangar. There is a natural green, but the metallizing of the wetness does not seem revitalizing. We note a perspectival overturning between the lamppost and the purse of Anna.

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

G. RODARI, Filastrocche lunghe e corte, Einaudi, Torino 2010

 

 

 

 

 

Nota biografica sull’artista recensita – Biographical sketch about the artist:

 

La modella ed imprenditrice Anna Belova (nel proprio autoscatto) è nata in Russia. Lei ha fondato la Devar Entertainment, nel campo dell’educazione a realtà aumentata, e che produce libri, giocattoli, flashcards ecc… per bambini, interagendo tramite applicazioni su smartphone o tablet.

The model and entrepreneur Anna Belova (in her shutter release) was born in Russia. She founded the Devar Entertainment, in the field of education for augmented reality, and which produces books, toys, flashcards etc… for kids, by interaction through applications on smartphone or tablet.

www.devar.org

https://en.wikipedia.org/wiki/Devar_Entertainment

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