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Pippi Calzelunghe Serie tv multicolor dagli anni Sessanta!

di Elisa Tomasi

Pubblicato il

Pippi Calzelunghe serie tv trasmessa per la prima volta dalla Sveriges Television nel 1969, è chiaramente figlia dei suoi tempi.

pippi calzelunghe serie tv svedese

Pippi Calzelunghe Serie tv, 1969 (Credits: Svt, AstridLindgren.com)

La serie fu uno dei primi programmi televisivi filmati a colori, sebbene poi trasmessa la prima volta in bianco e nero. La successiva visione dei 13 episodi che la componevano fu però una poderosa esplosione di colori.

Villa Villacolle, la residenza della straordinaria bambina, si presentava come un variopinto spettacolo di giallo, viola, turchese e quant’altro. L’immaginario visivo di Pippi Calzelunghe nella serie tv di fine anni Sessanta era un continuo riferimento alla nascente pop culture formatasi in quel decennio. Le copertine dei dischi diventavano in Pippi Calzelunghe spunti per scenografia e costumi dei personaggi. Un esempio?  Quella dei Beatles di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967). E ancora: gli specchi stroboscopici (cimeli di quegli anni) erano l’arredamento perfetto per la soffitta infestata di fantasmi di Villa Villacolle!

Quelli erano gli anni de l’immaginazione al potere e Pippi Calzelunghe era una delle voci che si univa a quel coro.

Pippi Calzelunghe Serie tv e immaginario pop

La serie tv di Pippi Calzelunghe acquista fama internazionale, trasformandosi a sua volta in un elemento di quella cultura pop di cui celebrava i natali. Pippi Calzelunghe è senz’altro un’icona pop, citata un po’ ovunque: esempio connazionale è lo scrittore svedese Stieg Larsson che nella sua trilogia Millenium paragona la sua eroina a una moderna Pippi.

Il personaggio di Pippi Calzelunghe porta sempre con sé quella freschezza degli eterni bambini, e dimostra meno anni di quelli che in realtà ha. Infatti Pippilotta Victualia Rollgardina Succiamenta Efrasilla Calzelunghe nasce ben prima degli anni 60 dalla penna della scrittrice svedese Astrid Lindgren. L’omonimo romanzo Pippi Calzelunghe appare nelle librerie per la prima volta nel 1945.

Pippi e i suoi compagni di gioco – Annika e Tommy – inventano mirabolanti imprese che occorrono in intere giornate passate a giocare nei pressi di Villa Villacolle. Astrid Lindgren sarà poi curatrice e scrittrice degli episodi delle avventure di Pippi sul piccolo schermo. Una Pippi Calzelunghe serie tv che quindi diventa un prolungamento della sua forma cartacea: i 13 episodi che la compongono sono effettivamente la resa visiva delle parole stampate sulla pagina. Astrid Lindgren evita che la traduzione televisiva diventi un  tradimento del romanzo. E in questa metamorfosi dalla carta al tubo catodico Pippi Calzelunghe trae nuova forza. 

Pippi Calzelunghe Serie tv e (dis)educazione

Pippi Calzelunghe Serie Tv, Film, Cartoni o... come in questo caso... pupazzi fatti a mano!

Lo sappiamo: su Pippi Calzelunghe serie tv, film, cartoni e ovviamente libri sono all’ordine del giorno! Ma che ne dite di questa bambola fatta a mano dalla nostra Carola Astuni? (Credits: Carola Astuni)

La Pippi Calzelunghe serie tv che si vede a colori non ha in questa innovazione il suo portato rivoluzionario,  è nel rappresentare la sua eroina che il programma televisivo si rende veramente innovativo. Pippi Calzelunghe è un personaggio multicolor e questo acquisisce ancor più rilievo se appare sul piccolo schermo. Contestualizzando l’epoca dell’apparizione di Pippi in tv, bisogna puntualizzare che ci troviamo nella fase del servizio pubblico televisivo ancora ampiamente influenzato dalla politica del primo dirigente della Bbc John Reith . “Informare, educare e intrattenere” risuonano ancora come dei diktat nei corridoi delle emittenti pubbliche europee, per la maggior parte nate sul modello della Bbc di Reith.

La prospettiva paternalistica di una televisione severa maestra e al contempo protettrice della morale influenza i palinsesti di molti Paesi europei, tra cui la Svezia. Ma ecco che a irrompere sulla scena di questo serioso rigore morale (a dirla tutta già affaticato dalle pressioni sociali dell’epoca) arriva in un caotico turbinio una straordinaria bambina dalle treccine rosso fuoco e il viso costellato di lentiggini. “Ecco sono qui Pippi Calzelunghe così mi chiamo” così canta nella sigla che dà inizio alla sua avventura televisiva.

Perché ci piace ancora oggi

Pippi Calzelunghe è una bambina straordinaria e non solo perché se vede che il cavallo non si trova a suo agio in salotto lo prende di peso e lo porta in veranda. Pippi Calzelunghe è un’esplosione di colore in faccia a un mondo che fino a poco tempo prima aveva sempre guardato e pensato tutto in bianco e nero. Perché Pippi Calzelunghe è anticonformista, e non solo perché dorme con i piedi sul cuscino e la testa in fondo al letto, ma perché è una bambina libera. La libertà di Pippi è quella di poter essere se stessa, di non dover dare conto a nessuna autorità.

Pippi Calzelunghe serie tv che dal 1969 a oggi tiene vivo quello spirito di sfrenata immaginazione senza limiti che è incorporato dalla sua eroina. Pippi continua a piacere e non invecchia, perché innanzitutto ha preso come prescritto le pillole Crumelius, e come è noto se ne inghiotti una la sera e pronunci la frase “ Pillola Crumelius non farmi mai diventare “grunde”” (mi raccomando la pronuncia) non si diventa vecchi.

Ma Pippi Calzelunghe ci piace ancora e ancora perché tuttora insegna senza insegnare, non è mai retorica e non smette mai di protestare contro le ingiustizie.

Come quella volta che Pippi si è accorta che non andando a scuola non aveva diritto alle vacanze di Natale!

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