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Con Il mago di Oz fumetto e letteratura si incontrano (grazie a Marvel)

di Enrico Cantarelli

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Una immagine dei protagonisti de Il mago di Oz fumetto

I protagonisti de Il meraviglioso mago di Oz (Credits: Panini Comics)

Per parlare de Il mago di Oz fumetto, non si può prescindere dal soffermarci almeno per un istante su Il mago di Oz opera letteraria. Dopotutto, ci stiamo avvicinando a un anniversario davvero importante per gli amanti della città di Smeraldo e dintorni.

L’ultimo dei 14 libri scritti da L. Frank Baum sul fantastico mondo di Oz uscì infatti negli Stati Uniti quasi cento anni fa, il 10 luglio del 1920. Il libro si chiama Glinda of Oz ed è stato pubblicato postumo, perché l’autore è morto nel 1919.

Il prolifico Baum scrisse numerosi libri e racconti fantastici, diretti soprattutto a un pubblico di bambini e ragazzi; ma (come spesso accade) avvincenti anche per i lettori adulti. Dopo la sua morte altri autori proseguirono le storie sul mondo di Oz, arrivando a comporre un ciclo di ben quaranta libri, fino al 1963. In mezzo, come è noto, anche Hollywood ha avuto modo di dire la sua sul tema, con il film di Victor Fleming del 1939.

In principio l’idea di Baum non era quella di scrivere più di un romanzo: il suo intento, peraltro riuscito, era di trasporre il libro in un adattamento teatrale a Broadway. Ovviamente l’enorme successo della prima opera Il meraviglioso mago di Oz del 1900, lo spinse, anche sotto richiesta dei lettori, a scrivere tante altre avventure.

Il mago di Oz Fumetto made in Marvel per Dorothy e i suoi amici

Copertina de Il mago di Oz fumetto

Copertina dell’edizione americana de Il meraviglioso mago di Oz (Credits: Panini Comics)

Un secolo dopo gli appassionati di questo universo fantasy hanno un medium in più per ritrovare i loro personaggi preferiti: grazie alla versione Marvel de Il mago di Oz fumetto e letteratura si uniscono, dando vita a una serie di sei pregevoli graphic novel. Editi in Italia da Panini Comics, questi volumi ci permettono di viaggiare con Dorothy e i suoi strampalati amici.

Nel 2008 gli editori della Marvel immaginarono un progetto comics. Un Il mago di Oz fumetto targato Casa delle Idee, insomma, pensato per il pubblico adolescente delle loro collane.

La scelta dello sceneggiatore cadde subito sullo statunitense Eric Shanower. Dagli anni Ottanta ha scritto e illustrato numerose opere originali o adattamenti di altri autori ambientati a Oz, ha lavorato con la Winkie Convention (l’evento annuale principale dedicato a Oz) ed è cofondatore della Hungry Tiger Press, che pubblica perlopiù materiale di Baum e dei suoi libri. Il contatto con Oz lo ha avuto sin dall’infanzia e ama profondamente la terra fatata di Baum.

Verso il Regno di Oz con Shanower, Young e Beaulieu

Tavola dal primo volume del ciclo Il mago di Oz fumetto

Una tavola del primo volume del ciclo di Oz a fumetti (Credits: Panini Comics)

Accanto a un esperto sceneggiatore di questo calibro, per i disegni la Marvel azzardò il nome di Skottie Young, che lavorava su New X-Men. È conosciuto da un enorme pubblico di appassionati di fumetto, ne abbiamo parlato da poco in occasione del suo ultimo lavoro Middlewest. La scelta si rivelò da subito eccellente: Young dimostrò un feeling perfetto con la scrittura di Shanower e le sue reinterpretazioni dei personaggi di Baum restano esempi splendidi del suo talento strepitoso. La lunga esperienza sui sei graphic novel del ciclo di Oz si rivelerà utile per la costruzione dell’assurdo universo di Odio Favolandia, di cui ho già scritto in passato.

A completare il trio di autori che hanno permesso ai libri Marvel di ottenere premi importanti come due Eisner Awards nel 2010, troviamo il colorista Jean-Francois Beaulieu. Il giovane artista canadese, collaboratore assiduo di Young, ha utilizzato il colore digitale e diverse texture sovrapposte per dare alle immagini una ispirazione fiabesca, quasi come fossero realizzate ad acquarello.

Baum a fumetti: un ciclo da leggere come opera unica

I sei volumi del ciclo Il mago di Oz fumetto

I sei volumi del ciclo di Oz a fumetti, la mappa del Regno di Oz e un’immagine del fumettista Denis Medri che omaggia Oz e Star Wars (Credits: Enrico Cantarelli)

I sei graphic novel sul mondo di Oz sono usciti rispettando l’ordine cronologico di pubblicazione dei libri e riportano in maniera molto fedele le storie di Baum. Ogni volume può avere una sua chiave di lettura all’interno di un ciclo ragionato, che ha una sua origine e una sua conclusione.

I volumi pubblicati da Panini Comics compongono un corpus che può essere fruito come opera unica. Esiste un fil rouge che unisce le vicende di tutti i volumi, nonostante molti episodi siano avventure fini a se stesse, inventate per intrattenere il lettore. Il ruolo di Dorothy all’interno di Oz, la questione della successione al trono della città di Smeraldo, la scoperta di nuovi strabilianti regni esterni a Oz e la necessità di scontrarsi con nemici ben più pericolosi delle streghe: sono i punti saldi della sottotrama dei sei libri.

Ne parliamo in dettaglio in questo articolo, analizzando nello specifico i sei graphic novel che compongono la miniserie. Un piacere per gli occhi che consente ai fan di Oz e ai neofiti di gustarsi un’epopea fantastica.

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