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The Boys serie tv vs fumetto – Somiglianze e differenze

di Luca Rasponi

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Guardare The Boys serie tv di Amazon Prime vi avrà sicuramente fatto domandare: ma anche il fumetto è così? E potrebbe piacermi quanto questa serie? La risposta è: dipende.

Siete alla ricerca di una dose massiccia di violenza e volgarità, con squarci imprevisti di profondità e sentimento? Qualcuno ha detto Garth Ennis? Risposta esatta, perché l’autore nordirlandese – parafrasando Wolverine – è il migliore in quello che fa, ma quello che fa non è sempre piacevole. E The Boys, creato insieme a Darick Robertson, è uno dei pezzi più riusciti del suo repertorio.

Se vedendo la serie uscita lo scorso anno su Amazon Prime avete pensato che fosse eccessiva e sopra le righe, beh… dovreste leggere il fumetto. O forse no. Perché Ennis è sicuramente un grande autore, ma non è per tutti: politicamente scorretto a livelli incompatibili con qualunque censura televisiva, i suoi fumetti sono davvero unici per la quantità dei limiti di (presunta) decenza che riescono a infrangere.

Salvo poi colpirti al cuore, nel momento in cui meno te lo aspetti, con qualcosa di talmente vero da farti male. Ecco, Garth Ennis – che piaccia o meno – si potrebbe sintetizzare così: un antidoto contro ogni ipocrisia, l’acido che scioglie la patina superficiale delle cose svelando la loro vera natura.

Se siete arrivati fin qui, possiamo cominciare l’analisi comparativa tra fumetto e serie tv. Non mancheranno spoiler, compreso uno davvero pesante: il mio consiglio quindi è proseguire nella lettura solo se avete già visto gli otto episodi della prima stagione, e in caso contrario di rimandare.

A sinistra The Boys 1 (credits: Panini Comics), a destra The Boys serie tv (credits: Amazon Prime)

A sinistra The Boys 1 (credits: Panini Comics), a destra The Boys serie tv (credits: Amazon Prime)

The Boys serie tv vs fumetto: trama e stile

The Boys parte da una domanda fondamentale: come sarebbero i supereroi, se esistessero veramente? Magari userebbero i loro poteri a proprio vantaggio, se non addirittura per fare cose orrende. E qui entrano in gioco i Boys, un gruppo di cinque tizi davvero inc****** con il compito di tenere d’occhio i super.

Dal punto di vista narrativo, questo nostro “The Boys serie tv vs fumetto” ci porta subito alla prima, importante differenza: mentre il fumetto sviluppa una trama di ampio respiro (lunga 72 numeri) la serie procede a un ritmo forsennato, in cui i personaggi vengono introdotti – con abilità sorprendente – mentre la vicenda si sta già dispiegando in tutta la sua velocità.

A livello di atmosfera, il fumetto è in alcuni punti talmente estremo e grottesco da risultare terribilmente divertente. La serie, da parte sua, tenta di ricreare quel senso di comica assurdità con il contrasto tra la violenza di alcune scene e la colonna sonora sfacciatamente pop… con risultati più leggeri, ma apprezzabili.

Il fumetto è prima di tutto una parodia assolutamente riuscita del genere supereroistico, con personaggi che strizzano l’occhio ai lettori di comics e la caricatura di tutti i principali supergruppi. Nella serie, invece, è molto interessante e attuale l’onnipresenza dei temi legati alla comunicazione social e al marketing (che lo stesso Ennis avrebbe inserito, se avesse scritto il fumetto oggi).

La Vought American – multinazionale che gestisce i super – è mostrata da subito nella sua piena potenza di lobbyst, impegnata a convincere con ogni mezzo il Congresso a votare per l’ingresso dei superumani nell’esercito Usa. Nel fumetto è piuttosto un’eminenza grigia dietro le quinte, almeno inizialmente meno visibile ma molto, molto più potente: ha già “in tasca” il vice presidente e trama per farlo arrivare alla Casa Bianca senza passare dalle elezioni.

Un’altra differenza fondamentale riguarda il Composto V, la sostanza che dà i poteri ai super: nella serie viene iniettato nei bambini di famiglie compiacenti per creare superumani in modo controllato, mentre nel fumetto è un elemento molto più instabile e problematico, che si diffonde in modo casuale tra la gente comune – spesso con conseguenze drammatiche – e richiede costosi esperimenti in laboratorio per la creazione di nuovi super.

In generale, un po’ come Watchmen, il fumetto mette in piedi una vera e propria storia alternativa, che affonda le radici nella Seconda guerra mondiale e dove l’11 settembre 2001 le cose sono andate diversamente – non certo in meglio – a causa di un intervento dei Sette, episodio ripreso nella serie con le scene del dirottamento aereo.

The Boys serie tv vs fumetto: i personaggi

I Sette sono il supergruppo più potente della Terra, fin troppo evidente parodia della Justice League (per le corrispondenze, vedi le curiosità dopo l’articolo). Motivo per cui, probabilmente, l’etichetta DC Wildstorm smise di pubblicare la serie dopo i primi 6 numeri, cedendo i diritti alla Dynamite Entertainment.

Il Patriota – sorta di doppelgänger malvagio di Superman – è forse il personaggio meglio caratterizzato della serie, decisamente più astuto e calcolatore rispetto al fumetto, dove si rivela niente più di un borioso megalomane vittima della sua stessa stupidità. In entrambi i casi, comunque, è lui il nemico intoccabile contro cui William Billy Butcher, leader dei Boys, ha giurato vendetta.

Il motivo, almeno sulla carta, è lo stesso nel fumetto e nella serie: aver violentato e causato la morte di sua moglie Rebecca. Dico sulla carta perché proprio il finale di stagione riserva una grande sorpresa, che è anche la principale differenza tra fumetto e film. A quanto si vede nell’ultima scena, infatti, Rebecca non è morta, né il super-bambino che portava in grembo (giusto per toccare piano il nostro tema del mese, la paternità).

Questa spiazzante rivelazione, oltre a destabilizzare completamente chi ha letto il fumetto, pone pesanti interrogativi sulla seconda stagione. Perché The Boys, essenzialmente, è la storia della vendetta di Butcher. E privare il protagonista del motivo alla base delle sue azioni rischia di essere un colpo mortale per la consistenza della trama.

Se c’è una cosa che le trasposizioni non possono permettersi di fare è tradire l’essenza dei personaggi originali. Al di là della barba che non ha e dell’aria tutt’altro che malinconica, nel fumetto Butcher è un pianificatore ineguagliabile, animato da una decisione granitica, che orienta ogni singola azione al suo scopo finale.

Nella serie – almeno per ora – Butcher somiglia più a uno sbandato, certamente molto pericoloso ma anche in balia degli eventi. Un esempio è il coinvolgimento di Hughie, che da un certo punto in poi sembra quasi casuale, mentre nel fumetto è legato a una ragione ben precisa, magistralmente svelata nel finale.

Anche per questo, nel fumetto, il rapporto con Hughie è più diretto e profondo, cosa che ci porta a parlare del nostro protagonista in seconda: forse il personaggio che nel passaggio dalla carta alla tv ha subito la “revisione” più evidente.

Nel fumetto Hughie è scozzese – non newyorkese – e soprattutto è “uno all’antica”, prima di tutto nell’aspetto: non ha il fisico di Jack Quaid, ma è un piccoletto con qualche anno in più, al punto da assomigliare più all’attore che nella serie interpreta suo padre.

La cosa curiosa è che questo è vero anche per i valori: lo Hughie del fumetto odia la violenza, tanto che uccide il suo primo super per sbaglio (l’esatto opposto che nella serie) e soprattutto non c’è un singolo momento in cui provi a usare la posizione di Annie a vantaggio dei Boys, perché per lungo tempo non si rende conto che la ragazza è in realtà Starlight dei Sette.

Anche per quanto riguarda Annie, le differenze sono sottili ma sostanziali: nel suo background a fumetti non c’è la madre ma il supergruppo dei Giovani americani, e soprattutto Starlight non riesce a sottrarsi alle molestie sessuali che riceve al momento di entrare nei Sette, di cui si rendono responsabili il Patriota, A-Train e Black Noir (invece di Abisso come nella serie).

The Boys Serie tv – La stagione 2

La tendenza generale della serie a utilizzare elementi presenti in parti diverse del fumetto per comporre una trama più “densa” e sintetica – spesso anticipando eventi che nella storia originale si presentano più avanti – consente di ipotizzare fin da ora alcuni sviluppi della seconda stagione; teorie che vanno però prese con tutte le riserve del caso, vista la svolta già citata nella scena finale della prima.

Nel fumetto, i Boys sono una squadra fantasma della Cia. Hanno mezzi molto potenti: sono il braccio armato con cui il governo Usa tiene sotto controllo i super, spaventandoli o ricattandoli quando basta, facendoli fuori quando serve. Nella serie, invece, Translucent è il primo super che i Boys riescono a uccidere.

Le microspie nella base dei Sette – che Hughie tanta di piazzare senza successo nella serie – sono presenti da anni nel fumetto, perché i Boys hanno una talpa all’interno del supergruppo che dà loro la forza per condurre il gioco.

All’inizio del fumetto – con l’eccezione di Hughie – i Boys si conoscono già tra loro e possono contare fin da subito sul sostegno di Susan Rayner, che è direttrice della Cia (non vice). Il che dà loro accesso a una notevole potenza economica e di fuoco, oltre che a una base operativa collocata niente meno che al Flatiron.

Il fatto stesso che Rayner potrebbe essere promossa a capo della Cia se riesce a fermare la minaccia dei “super terroristi” con l’aiuto dei Boys – dopo la momentanea rinuncia a colpire la Vought – lascia supporre che per certi aspetti l’avvio della seconda stagione potrebbe corrispondere all’inizio della serie a fumetti.

Un ultimo elemento che potrebbe aiutare i Boys a fare il salto di qualità è il Composto V: diversamente dalla serie, infatti, nel fumetto la sostanza scorre nelle vene di tutti i componenti della squadra, che in questo modo hanno la possibilità di affrontare i super alla pari (o quasi).

Quelle appena riportate, però, sono soltanto ipotesi: staremo a vedere cosa succederà davvero nella seconda stagione… senza nascondere un po’ di timore, legato solo in parte alle prime indiscrezioni che filtrano su sviluppi della trama e nuovi personaggi.

Il problema è che se Butcher fosse davvero svuotato della rabbia inesauribile e della sete di vendetta che lo caratterizzano, ci ritroveremmo di fronte a The Boys senza Butcher. In pratica, a The Boys senza The Boys. E sarebbe davvero un delitto.

Articolo scritto in collaborazione con Stefano Bove.

Qualche curiosità

Latte Materno è lo stesso maniaco del controllo, ma nel fumetto è già separato dalla moglie e sua figlia è adolescente.

Il Francese della serie è un personaggio molto meno pittoresco rispetto alla sua versione cartacea, che non è accompagnata all’inizio della storia ed è in ottimi rapporti con Butcher.

Le origini della Femmina, nel fumetto, sono di molto antecedenti rispetto alla trama principale, ma per il resto è sicuramente il personaggio più fedele alla controparte originale.

Il colonnello Mallory nei comics è un uomo: un duro veterano dell’esercito, di nome Greg e con una voce da attore western.

Rebecca, la moglie di Butcher, nel fumetto è soprannominata Becky, nella serie Becca.

Terrore – il bulldog terrier di Butcher – è il grande assente della prima stagione, ma la sua presenza è già stata annunciata nella seconda.

Jonah Vogelbaum, inventore del Composto V che nella serie si gode la pensione in una villa sconfinata, nel fumetto è creduto morto da tutti e nascosto da Butcher in un luogo segreto.

Madelyn Stillwell, l’implacabile vice presidente della Vought, nel fumetto ha un alter ego maschile, che si chiama James e fa l’amministratore delegato.

Abisso è un personaggio totalmente diverso e molto più approfondito rispetto al fumetto, al pari di A-Train: la sua confessione pubblica riprende quella resa nel fumetto da Shout Out dei Teenage Kix.

Nel fumetto compare un personaggio – noto semplicemente come “La Leggenda” – che è un chiaro omaggio a Stan Lee: ex creatore di fumetti per la Vought, diventa il principale informatore dei Boys.

Corrispondenza tra la Justice League e i Sette: Superman = Patriota, Batman = Black Noir, Wonder Woman = Queen Maeve, Aquaman = Abisso, Flash = A-Train, Lanterna Verde = Fiaccola, Martian Manhunter = Jack da Giove (sostituito nella serie da Translucent, i due hanno in comune la pelle impenetrabile).

Corrispondenza tra i supergruppi di The Boys e quelli Dc/Marvel: Sette = Justice League, Rappresaglia = Avengers (con l’aggiunta di Stormfront = Capitan Marvel/Shazam), G-Men = X-Men, Teenage Kix = Teen Titans, Fantastico = Fantastici quattro, Reietti = Outsiders, Superduper = Legione.

Se avete altre curiosità, le vostre corrispondenze sono diverse o siete riusciti a individuarne altre, fatecelo sapere!

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