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Middlewest – Il nuovo tornado di Young e Corona!

di Erika Biggio

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Middlewest è la nuova opera di Skottie Young e Jorge Corona. Il primo è conosciuto tra i fan Bao per Odio Favolandia, ed entrambi sono artisti affermati all’interno dell’universo Marvel e DC. In sostanza, dire che sono una garanzia è dire poco. Infatti l’annuncio di questa opera da parte del team di Bao a Lucca Comics 2019 aveva suscitato parecchio entusiasmo tra gli astanti.

(Sì: ero lì. Sì: ho urlato)

 

Middlewest si svolge in una sorta di campagna americana che inizialmente sembra anni ’50, per poi evolvere in uno stile un po’ futuristico e un po’ cyberpunk.  In questo universo gli animali parlano, la magia esiste e gli esseri umani restano sempre uguali a se stessi.  Abel, il nostro protagonista, è un ragazzino che consegna giornali per il padre, con il quale fin da subito viene delineato un rapporto molto conflittuale. La madre di Abel se n’è andata ormai da anni e gli amici del ragazzo sembrano aiutarlo solo a mettersi nei guai. Poi ci sono quegli strani sogni, in cui un tornado fortissimo cerca di strapparlo alla terra, a non dargli tregua. L’unica vera amica di Abel è una volpe, che ha il dono di essere tutto il contrario del proverbiale grillo parlante. I suoi consigli sono spesso irresponsabili e spingono Abel a correre dei rischi; rischi che daranno il via a una catena di eventi inaspettati e catastrofici.

Middlewest è la storia di un’avventura alla scoperta di se stessi

 

Cliff, il logo di Bao, disegnato da Skottie Young (Foto: Bao Publishing)

L’approccio dell’autore è decisamente più serio rispetto a quello di Odio Favolandia . Se quindi vi aspettavate la comicità macabra e un po’ gore a cui Skottie ci aveva abituati, rimarrete sorpresi. Questo autore ha già dimostrato più volte di saper scrivere su diversi livelli, e Middlewest ne è la dimostrazione. In poche pagine Abel avrà tutta la vostra attenzione, le sue paure diverranno le vostre e non potrete che fare il tifo per lui. Ai lettori italiani Middlewest ricorderà tantissimo i programmi TV ambientati nella provincia americana: campi sconfinati, fattorie e il classico luna park  che arriva come dal nulla e dopo qualche giorno sparisce allo stesso modo. Ovviamente ci sono anche riferimenti inaspettati, e assolutamente godibili, ad altre distantissime culture.

Il viaggio di Abel, iniziato come una fuga da ciò che teme di più al mondo, diventa una ricerca. È istintivo il parallelismo con Pinocchio, e una battuta della volpe lo dichiara in maniera quasi esplicita. Abel assomiglia al burattino di Collodi in quanto creatura innocente che si ritrova ad attraversare un mondo molto più grande di lui. Eppure tutti gli altri stereotipi sono ribaltati: il male giunge da chi ci è più familiare mentre gli incontri fortuiti sono salvifici. Il mondo non è contro Abel e, anzi, cerca di proteggerlo in tutti i modi.

Middlewest non rivela tutto subito. Anzi, non rivela un bel niente subito! Alla fine del primo volume il lettore si sarà appassionato a questo mondo un po’ diverso dal nostro, senza averci capito quasi nulla. Tecnologie sconosciute? Eccole! Strani robot parlanti? Prego!

Non si sa da dove provenga il male che affligge Abel, non si sa che fine abbia fatto sua madre, non si sa chi siano le persone che cercano di aiutarlo, o perché lo facciano. Non si sa nemmeno il nome della volpe! Eppure non riuscirete a posare questo fumetto, e vi arrabbierete quando, all’ultima pagina, dovrete chiudere la copertina sul più classico dei cliffhanger. Ma fidatevi, ne varrà la pena.

 

 

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