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Aspettando gli Oscar – 1917

di Alessio Ottonello

Pubblicato il

Un film di Sam Mendes, con George MacKay, Dean-Charles Chapman, Mark Strong, Andrew Scott, Colin Firth, Benedict Cumberbatch, Richard Madden.

«Questa guerra può finire solo in un modo: vince chi sopravvive!»

Il genere bellico, che solitamente trae infinite ispirazioni dal secondo conflitto mondiale, si arricchisce di un nuovo kolossal ispirato invece alla prima Grande Guerra: in 1917, il regista e sceneggiatore premio Oscar Sam Mendes (American Beauty, Road to Perdition, Skyfall) si ispira ai racconti del nonno Alfred – che era stato messaggero tra i campi di battaglia – per comporre il suo imponente affresco storico.

George MacKay e Dean-Charles Chapman sono i giovani soldati protagonisti di 1917

George MacKay e Dean-Charles Chapman sono i giovani soldati protagonisti di 1917

La trama è semplicissima: il 6 aprile del 1917 due giovani soldati in trincea vengono svegliati e condotti davanti a un generale, ricevono l’ordine di portare a mano un messaggio a un altro battaglione inglese, all’altro capo del fronte occidentale, per impedire che venga sferrato un nuovo attacco contro i tedeschi.

I nemici infatti hanno fatto credere di ritirarsi, ma le foto aeree in possesso del generale svelano che si tratta di una trappola per attirare le truppe alleate nelle loro linee rafforzate.

Per impedire il massacro i due ragazzi hanno poche ore per avvisare i commilitoni e salvare la vita di 1600 soldati –incluso il fratello del soldato Blake e per farlo dovranno farsi strada tra trincee abbandonate, la letale Terra di Nessuno, e la distruzione che i tedeschi si sono lasciati alle spalle.

Roger Deakins è il direttore della fotografia che ci ha incantato con le suggestioni futuristico-decadenti di Blade Runner 2049, per le quali ha ricevuto un meritatissimo Oscar.

In 1917, lavorando sugli allestimenti dei set a fianco del regista fin dal primo stadio produttivo, riesce a superarsi, realizzando visioni ancora più evocative, che colpiscono e lasciano a bocca aperta.

Il soldato Schofield fugge tra le rovine illuminate dai razzi in una delle scene più evocative

Il soldato Schofield fugge tra le rovine illuminate dai razzi in una delle scene più evocative

C’è una sequenza notturna in cui uno dei protagonisti fugge dagli spari attraverso un villaggio in rovina, illuminato soltanto dai razzi segnalatori che attraversano il buio uno dopo l’altro, creando una fitta foresta di ombre che ha un qualcosa di onirico e incantevole.

Ma la sfida tecnica più grande di 1917, l’aspetto che attira maggiormente l’attenzione sul lavoro di Deakins e di Mendes, è il voler far sembrare l’intero film come un ininterrotto piano sequenza di due ore senza taglicambi d’inquadratura.

Dico “sembrare” perché logicamente i cut sono presenti eccome, ma sono abilmente cuciti e mascherati digitalmente in modo da non interrompere quasi mai l’imponente esperienza immersiva a cui questa pellicola ci sottopone.

La sua lavorazione dev’essere stata oltremodo impegnativa perché (come nel teatro ) l’ambiente che i soldati percorrono e la sceneggiatura dialogano in assoluta sintonia: non vi sono artifici narrativi che intervengono ad alleviare la complessità di questa coreografia.

Un'immagine dal set di 1917 durante le riprese

Un’immagine dal set di 1917 durante le riprese

E 1917 è quasi tutto girato in esterni.

La ricostruzione dei paesaggi è accuratissima, la campagna francese straziata dal primo conflitto mondiale è stata ricreata tra Inghilterra e Scozia, e anche i costumi dei soldati, sottoposti a tutte le intemperie del caso, sono perfetti.

Molti altri grandi autori, da Orson Welles a Inarritu, passando per Hitchcock, si sono cimentati in gloriosi piano sequenza ininterrotti, ma l’intuizione di Sam Mendes impone a questa vicenda bellica un effetto più realistico rispetto al tradizionale montaggio con tagli e cambi di inquadratura.

Qui la cinepresa segue i protagonisti passo passo lungo il loro cammino, immergendosi con loro in acqua o sorvolandoli appena, girando loro attorno per precederli: si ha proprio l’impressione di essere lì insieme a loro, nell’inferno dei campi di battaglia.

Ho letto che alcuni critici definiscono 1917 un film freddo, interessato solo ai virtuosismi tecnici, e parlano di “estetica da videogame”, perché per molti passaggi la telecamera è dietro un soldato che cammina.

Non so cosa abbiano visto questi signori: io ho trovato emozioni forti e proprio nulla mi è sembrato artificioso o forzato.

Da sinistra Dean-Charles Chapman (era il giovanissimo Tommen in Game of Thrones) e George MacKay (che ricordiamo nella commedia inglese Pride)

Da sinistra Dean-Charles Chapman (era il giovanissimo Tommen in Game of Thrones) e George MacKay (che ricordiamo nella commedia inglese Pride)

Un pò come in Dunkirk di Christopher Nolan, a cui questa pellicola somiglia sotto più aspetti, la maestria tecnica è al servizio dell’intensa narrazione e serve ad alimentare una continua e costante tensione, sempre presente come il pericolo che minaccia i due messaggeri.

Sappiamo volutamente pochissimo del taciturno protagonista Schofield (George MacKay) e dell’altro soldato chiacchierone Blake (Dean-Charles Chapman) se non che quest’ultimo è personalmente motivato a completare la missione perché il fratello maggiore fa parte del reggimento che sta per partire all’attacco; si ha l’impressione di ritrovarsi a seguire due giovani sconosciuti attraverso l’inferno.

1917 è una delle ragioni per cui lo spettacolo del grande cinema non cederà mai del tutto il passo all’intrattenimento casalingo: questo film è da vedere assolutamente sul grande schermo, anzi ci vorrebbe anche nelle nostre città il formato IMAX per apprezzare fino in fondo la profondità di ogni trincea, villaggio in rovina, prato o bosco che i nostri soldati attraversano.

Benedict Cumberbatch impreziosisce il cast di 1917

Benedict Cumberbatch impreziosisce il cast di 1917

Merita infine di essere menzionato il resto del cast, fatto di comparse eccellenti composte da volti noti del cinema inglese come Benedict Cumberbatch.

Rimangono sullo schermo pochi istanti, ma quando all’improvviso spuntano lo spettatore non può che esclamare per la sorpresa.

E visto che la cerimonia degli Oscar 2020 si avvicina a grandi passi, ricordiamo che 1917 concorre ai premi più prestigiosi con 10 nominations tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Migliore Sceneggiatura Originale e Miglior Fotografia, oltre ad aver già ottenuto la bellezza di altri 78 riconoscimenti internazionali tra cui i Golden Globe per Miglior Film Drammatico e Miglior Regista.

Che la battaglia  (per le statuette dorate) abbia inizio!

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