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Viaggio a Cuba – parte prima: le spiagge

di Luca Leardini

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Cuba è musica, persone, odori e sapori. È sigari, caffè, miele e rum (ma anche daiquiri). È un aperitivo di benvenuto e banana fritta, creme caramel, ropa vieja, riso, maiale alla piastra e aragoste cucinate al mare e mangiate sulla sabbia. È il sorriso di un bambino quando gli viene regalata una matita o di un signore quando gli viene donato un sapone. È natura, animali, palme, cocchi, coccodrilli e iguane. È un due tre salsa, mance e “un contributo per la musica”. È vedere le persone in fila per tre pezzi di sapone e un dentifricio, è avere internet solo in certe zone utilizzando una targhetta. È tramonti e cieli stellati. È storia, rivoluzione e cultura.
Prendiamo esempio da queste popolazioni e sorridiamo tutti un po’ di più!

Non me ne vorrà una delle mie compagne di viaggio, Giulia, se ho rubato il suo post su Facebook per aprire questa serie di tre articoli dedicati a uno dei paesi più affascinanti del mondo: Cuba!

Cuba: una perla nel mar dei Caraibi

Prima di questo viaggio se mi avessero chiesto di descrivere una spiaggia caraibica avrei preso a modello l’immagine da una brochure di agenzia viaggi: spiaggia bianca, mare azzurrissimo e palme ovunque.

Abbiamo avuto la fortuna di poter stenderci al sole di quattro spiagge a Cuba: Spiaggia di Cayo Jutìas, Playa Larga e,  sull’isola di Cayo Largo del Sur: Playa Sirena e Playa Paraiso. Vi sorprenderà sapere che nessuna di queste ci ha deluso!

Playa Larga: un paradiso alla fine della Baia dei Porci

Tramonto a Playa Larga

Tramonto a Playa Larga

La prima spiaggia alla quale approdiamo è Playa Larga, incastonata alla fine della Baia dei Porci: famosa per la tentata invasione di esuli cubani anticastristi che volevano rovesciare il regime nel 1961 (per i cenni storici vi rimando al terzo di questi articoli che uscirà a febbraio 2020).

Arriviamo in spiaggia verso l’ora del tramonto dopo una lunga giornata di viaggio e ci immergiamo subito nell’acqua cristallina e piacevolmente calda. Le luci del tramonto ci accompagnano finché non decidiamo di tornare a casa per cena. Il primo impatto con il mar dei Caraibi ci ha lasciato senza fiato.

Cayo Jutìas

cayo Jutias

la strada per Cayo Jutìas

La spiaggia di Cayo Jutìas è talmente bella che ci siamo sciroppati due ore all’andata e due ore al ritorno in taxi da Viñales, su una strada piena di buche e talmente malmessa da provocare la nausea. Lo spettacolo che ci si è parato davanti al nostro arrivo non ha però avuto eguali. Spiaggia bianca e finissima, un mare trasparente e azzurro e le palme che erano i nostri ombrelloni per proteggerci dal sole cocente dei Tropici. Qui abbiamo potuto gustare pesce e aragoste appena pescati e cucinati direttamente da dei ragazzi gentilissimi. Un sogno!

cayo Jutia

Cayo Jutìas

Cayo Largo del Sur

cayo largo cuba

Cayo Largo dall’aereo

L’isola di Cayo Largo si trova a Sud di Cuba e fa parte di arcipelago di circa 300 isolotti detto de Los Canarreos. L’isola è praticamente costituita da un aeroporto (ci sono voli dal Canada o dall’Europa che atterrano direttamente qua), due alberghi e chilometri di spiagge. Abbiamo passato a Cayo Largo quattro notti in un bellissimo resort, visitando durante il giorno le spiagge di Playa Sirena e Playa Paraiso.

Le due spiagge sono molto simili tra loro, molto solitarie eppure piene di sorprese. Una di queste è la fauna che popola questi posti: fratini, piccoli falchi, stelle marine, iguane, coccodrilli, pellicani. Qui è possibile vedere tutti questi animali in libertà. Il primo giorno a Playa Paraiso, ad esempio, leggevo comodamente sulla sdraio quando il ragazzo che ci ha portato le brandine esclama: dietro di te c’è un coccodrillo che prende il sole. Al che io risposi: – Buon per lui!– Ma quando mi voltai c’era effettivamente nella pozza di acqua salmastra all’inizio dell’isola un piccolo coccodrillo fuori dall’acqua.

Isola delle iguane Cuba

Isola delle Iguane

Dopo aver chiesto informazioni abbiamo scoperto che il “piccolo” si chiama Ciccio, non era molto pericoloso perché si allontanava quando qualche persona si avvicinava e veniva nutrito dai ragazzi che lavoravano sul posto. Nonostante ciò ogni tanto guardavo nella sua direzione per vedere che non si avvicinasse troppo.

 

cayo largo cuba

il “piccolo” Ciccio

 

Per tutto il resto lascio la parola alle immagini perché un’isola come Cuba si può solamente vivere e a fatica raccontare.

Nei prossimi articoli si parlerà del nostro tour nella parte nord occidentale dell’isola: L’Avana, Santa Clara, Trinidad, Viñales. Perché resiste ancor oggi il mito di che Guevara e cosa resta della rivoluzione e del socialismo cubano. Se vi è piaciuto l’articolo non dimenticatevi di mettere un mi piace, commentare e condividerlo. Discorsivo ha bisogno anche di voi!

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