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The Morning Show

di Paola Cecchini

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Cosa c’è dietro un’emittente televisiva? È la domanda a cui prova a dare risposta The Morning Show, la serie di punta per il lancio di Apple TV+ nel mondo dei canali streaming.

locandina di the morning show , la serie di punta di apple tv+

Con un cast davvero valido e interessante e un livello tecnico eccellente, The Morning Show parte subito col botto nel momento in cui Mitch Kessler (un eccezionale Steve Carell), coprotagonista dello show, è stato licenziato dopo che sono trapelate accuse di molestie sessuali verso di lui. Un licenziamento immediato e senza possibilità di replica che porta la sua partner giornalistica Alex Levy (una Jennifer Aniston che ha finalmente trovato un ruolo drammatico capace di farla brillare) su un terreno instabile e traballante all’interno del network.

A tutto questo si aggiunge l’ingresso di Bradley Jackson (una Reese Witherspoon grintosa e perfetta nel ruolo) nel network che porterà nuove rivalità e nuove alleanze.

Se The Morning Show ha tutte le carte in regola per diventare una serie interessante, bisogna subito premettere che, tuttavia, non afferra davvero il coraggio di trattare degnamente tematiche delicate e importanti come il #metoo, ma si perde (almeno nelle puntate centrali fino ad arrivare all’ultima) nel cercare di raccontare le dinamiche di potere e di rivalità all’interno dello show business.

Cosa c’è dietro al giornalismo di oggi? Se da un lato siamo molto romantici e crediamo ancora che il giornalismo debba raccontare grandi storie ma anche, e soprattutto la verità (pensiamo a Spotlight o The Post), dall’altra tendiamo spesso a pensare che i giornalisti troppo spesso cerchino di adattare i fatti alla storia e non la storia ai fatti. Dietro ci sono infatti troppi soldi, troppi interessi, troppe questioni di audience.

In un mondo come quello moderno dove possiamo scrivere qualunque cosa e trovare informazioni ovunque, di qualunque tipo e scritte da qualunque persona, a cosa serve ancora il giornalismo?

Come è possibile che siamo passati da “lo dice la tv quindi è vero” a “non ci facciamo influenzare dai poteri forti che vogliono convincerci che la Terra è tonda?”. Due estremi che, oltre ad essere dannosi, dimostrano quanto l’analfabetismo dovrebbe essere ai minimi storici, visto l’accesso nazionale alla scolarizzazione, ma l’analfabetismo culturale è a un livello non solo mai raggiunto, ma nemmeno mai immaginato.

E allora a cosa serve ancora il giornalismo? Anche davanti a uno scandalo, dove una collega dichiara “siamo costernati da quello che è successo, nessuno di noi poteva immaginarlo“, ci viene da pensare “ma come facevi a non saperlo? E’ impossibile che tu non avessi idea di quello che stava succedendo“.

Non solo. Uno degli aspetti interessanti di The Morning Show è quello di portarci dietro al sipario e di mostrarci come da un evento scatenante tutti coloro che ci sono attorno si diano da fare per trarne vantaggio o, almeno, non crollare insieme ad esso.

The Morning Show è perciò una serie tv che potrebbe puntare davvero in alto (soprattutto per merito di un ottimo cast e di un livello tecnico eccellente) se solo osasse un po’ di più nell’approfondire non solo i protagonisti ma anche i temi delicati.

Vedremo se sapranno farlo nella seconda stagione già confermata e, nel frattempo, per chi è interessato all’argomento, aspettiamo anche l’uscita del film di Charlize Theron Bombshell che, a differenza dell’immaginario programma televisivo The Morning Show, racconta gli scandali sessuali realmente avvenuti all’interno della Fox.

Vi lasciamo intanto con il trailer della prima stagione.

 

 

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