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Queste Oscure Materie – His Dark Materials di Philip Pullman è in TV

di Elisa Tomasi

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Queste Oscure Materie locandina

HBO / BBC Studios

Il periodo natalizio è pieno di sogni, desideri e aspettative con l’aggiunta che queste possono divenire elementi ansiogeni e procurare un notevole stress se messi in prospettiva delle rimpatriate familiari e l’essere “ancora” single, status che come ci racconta Luca nel suo articolo può creare innumerevoli problemi se viene affrontato come uno stigma sociale invece che vissuto come una propria libertà; questo Natale però è anche quello in cui in un’atmosfera steampunk dai vapori di una Oxford alternativa esce dal piccolo schermo con rinnovato potere mistico il capolavoro di Philip Pullman : Queste Oscure Materie.

In un periodo dell’anno in cui facciamo ribollire in pentola i nostri desideri, i nostri sogni ma anche le loro controparti come le nostre paure, gli incubi, le aspettative, Queste Oscure Materie si presenta a noi in una nuova forma nel formato televisivo come un enorme calderone che mette a fuoco il nostro sapere su come e cosa realmente conosciamo del nostro stare al mondo. La trilogia di Philip Pullman His Dark Materials uscita a cavallo degli Anni Zero è effettivamente un trattato gnoseologico e teologico che attinge a piene mani da Paradiso Perduto di John Milton, come ricordo bene dalla mia lettura preadolescente di La Bussola d’Oro, La Lama Sottile e Il Cannocchiale d’Ambra in ognuno dei tre libri che compongono Queste Oscure Materie è citato quasi sempre un passaggio a inizio del racconto dell’opera miltoniana. Sebbene nell’opera di Philp Pullman vi sia anche una prospettiva atea che in Milton difficilmente è possibile riscontrare, sicuramente al centro di Queste Oscure Materie viene profusamente trattato il tema del libero arbitrio e sviluppata l’idea di eresia attingendo dal suo significato più profondo ed etimologico di scelta.

Qui la scelta coraggiosa è stata quella di Jack Thorne che ha deciso di trasporre il discorso di Queste Oscure Materie in materiale televisivo supportato nella creazione di questo progetto dalla mastodontica presenza e statura di HBO e BBC. La necessità di ricorrere ad una produzione di tale portata non si configura solo nel bisogno di sopperire ai costi ingenti della realizzazione di un’opera fantasy, che incontra numerosi ostacoli anche di ordine finanziario nel suo processo di worldbuilding; ma questa produzione è stata dettata anche dalla scelta di donare a Queste Oscure Materie la giusta dimensione che potesse rendere appieno il suo potenziale, evitando di privare il suo discorso degli elementi che lo rendono accattivante e donano al suo racconto i punti di maggior interesse. Ad esempio di questa possibile disfatta di intenti vi è il problematico film del 2007 The Golden Compass (La Bussola d’Oro) quello con Daniel Craig e Nicole Kidman, che si presenta come un’americanata, nel senso in è stato privato il testo del suo significato profondo e sullo schermo rimane solo l’intreccio di una rocambolesca avventura fantasy dove non vi è spazio per il discorso filosofico sull’anima, sulla conoscenza, sulle strutture che regolano il nostro sapere , sull’esplorazione come processo fatto di eresie che portano alla scoperta di prospettive altre.

Queste Oscure Materie come risultato della coproduzione di HBO e BBC si prefigge e riesce a donare questa dimensione perduta nel film in parte anche grazie all’innata capacità del medium televisivo di porsi come un costruttore di dialoghi e dramma rispetto alla preponderanza del mezzo filmico di vertere più sul piano dell’azione. Come mi ha fatto notare qualcuno “in tv non fanno altro che parlare, se guardi True Detective o Game of Thrones la maggior parte dell’episodio non è altro che un raccontarsela”. Proprio questa tendenza al dialogo come mezzo narrativo e come strumento per la creazione di pathos alla scena e a quello che seguirà, sono l’elemento che riesce a regalare alle opere fantasy in tv la loro realtà ed esporla come credibile; il centrare la narrazione sui personaggi rende possibile entrare e godere di un mondo altro senza troppo sforzare la propria capacità di sospensione dell’incredulità.

Per quanto riguarda il caso specifico di Queste Oscure Materie per entrare nella Oxford alternativa di Lyra Belacqua, eroina della serie, l’interpretazione eccellente del cast dona un grande aiuto allo spettatore. In questa realtà alternativa dove ognuno ha la possibilità di vedersi la propria anima camminare al proprio fianco nella forma di un daimon, una sorta di animale/spirito guida, incontriamo personaggi come Lord Asriel ( James McAvoy), l’imperscrutabile nonchè brivido che ancora mi scorre per la schiena Mrs. Coulter (Ruth Wilson a mio parere spettacolare nel dare vita ad uno dei personaggi più controversi che abbia mai letto) e come comic relif troviamo sua eccellenza Lin – Manuel Miranda che qui veste i panni di un aeronauta ( è un mondo fatto di cieli zeppi di mongolfiere e zeppelin), il cui nome è quello di Lee e il suo daimon è la saggia e voce della regione mai ascoltata lepre Hester. In questo contesto vediamo delinearsi la storia di Lyra ( anche qui una formidabile Dafne Keen) che in quanto predestinata deve vedersela con il potere autoritario del Magisterum che governa il suo mondo e con le conseguenze che questa organizzazione clericale ha sulla popolazione, in particolare modo come la leggenda degli Ingoiatori che rapiscono i bambini sia ricollegabile ad essi. Lyra inizierà così il suo viaggio verso la scoperta di un mondo adulto ancora indecifrabile e sempre più vicino a lei nel suo divenire adolescente , sarà accompagnata in questa sua esplorazione da innumerevoli personaggi a partire dal suo daimon Pantalaimon e dalle sue conoscenze tra i gyziani, una popolazione nomade che vive e si muove sui fiumi.

Un aspetto fondamentale che non ha fatto affossare la narrazione è la scelta calibrata di non limitare il racconto della prima stagione unicamente ad intrecciare elementi del primo libro della trilogia di Pullman, La Bussola d’Ora, ma d’iniziare fin da subito ad aprire la trama al multiuniverso della saga, riportando fin nei primi episodi aspetti e personaggi del secondo libro: La Lama Sottile. Così si dona alla serie ritmo e differenti linee narrative, tra cui il fatto che l’esploratore scomparso durante le ricerche nell’Artico riguardanti la Polvere di cui si parla nei primi minuti e di cui Lord Asriel se n’è preso carico, è Moriarty di Sherlock quantomeno ne è la faccia nella persona dell’attore Andrew Scott. L’inserimento nella serie di personaggi che portano allo sviluppo di una macrotrama non conducibile al suo esaurimento alla fine della prima stagione, è dovuto alla conferma di aver già in programmazione la seconda stagione di His Dark Materials.

Gli otto episodi che compongono la serie di Queste Oscure Materie hanno iniziato ad andare in onda da novembre e la domenica appena passata è stato trasmesso il sesto episodio The Daemon-Cages. Se vi incuriosisce sapere perché l’orso corazzato Iorek Byrnison è la drama queen per eccellenza della serie, o cos’è un orso corazzato, oppure avete sempre sognato di poter vedervi l’anima e scoprire qual è il vostro spirito guida, o semplicemente volete dare una spiegazione plausibile a tutta la polvere che avete in casa e dare alle pulizie una prospettiva di sinistra blasfemia nel dover sbarazzarvi de La Polvere; Queste Oscure Materie fa per voi e può anche darsi vi dia qualche dilemma in più oltreché una marea di sogni, desideri, paure su cui fantasticare a Natale.

Ecco per voi il trailer della serie:

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