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Melvina, il magico mondo di Rachele Aragno

di Erika Biggio

Pubblicato il

Rachele Aragno è una delle new entry 2019 in casa BAO Publishing, e porta a Lucca Comics 2019 Melvina, il suo primo fumetto, uscito a maggio di quest’anno. Incontro Rachele proprio allo Stand BAO, in mezzo a tutta la caotica energia che travolge Piazza Napoleone in questi giorni. Lei è solare, sorridente e un po’ stravolta.

Melvina è un volume bellissimo e l’acquerello non è una scelta usuale, come mai hai scelto questa tecnica?
Fin da subito, alla Scuola di Fumetto di Roma, non riuscivo a sentire miei Ecoline (inchiostri brillanti e trasparenti che restano solubili anche dopo essere asciugati, ndr) e acrilici: l’acquerello è stato un’esigenza istintiva, che mi consentiva di essere molto rapida. Negli anni l’esperienza, e anche le porte in faccia ricevute, mi hanno portata ad abbandonare l’inchiostro nero “pieno” a favore dell’acquerello. Moltissima influenza ha avuto anche il fumetto francese, che amo, nelle linee chiare
ed acquerellate.

Melvina e Rachele sono la stessa persona?
Sì e infatti vedrete un’evoluzione del personaggio, oggi è una preadolescente mentre in futuro apparirà sia come adolescente che come giovane donna; ovviamente cambierà anche il suo rapporto con il mondo e con l’Aldiqua.

La tua è quindi un’opera molto intima, soprattutto nel rapporto coi nonni.
Il volume è nato proprio per questo ed è quello che vorrei mantenere anche nei prossimi libri.
Melvina è parte di me e vorrei darle ancor altro di me stessa, a lei e ai lettori.

Qual è il significato dell’Ape?
Melvina e Malcape hanno entrambi un animale guida, per lui è il serpente mentre per lei è l’ape.
L’Ape è foriera di vita, come diceva Einstein il mondo finirebbe senza di loro, sono così piccole e facili da ferire ma sono alla base di tutta la vita: mi piaceva che Melvina, in quanto Prescelta, fosse legata ad un essere così piccolo e così fondamentale.
Il serpente, invece, l’ho scelto nella sua accezione classica di “male”: non volevo che Malcape fosse il classico cattivo col tragico passato che potesse renderlo in qualche modo oggetto di comprensione, volevo che fosse il Male assoluto, quindi ho scelto di simboleggiarlo così.

Malcape nasce molto dopo Melvina, nel tuo mondo.
Melvina ero io, da piccola, che vivevo fantastiche avventure nel mondo che avevo creato, ma quando nella vita reale hanno iniziato a verificarsi cose tristi, ho avuto bisogno che anche lei, come me, combattesse le sue battaglie. Le ho quindi messo contro un cattivo, che era necessario anche per farla crescere.

Come ti ritrovi all’interno delle Linee Guida Bao, soprattutto per quanto riguarda le tematiche ambientali?
Bao per me è stata la Casa Editrice dei sogni, fanno tutto con estrema professionalità e passione, con rispetto per l’ambiente e per le tematiche che ormai affrontiamo ogni giorno. Inoltre i volumi che producono sono una gioia da toccare, da vedere, ognuno è un oggetto bellissimo e curato.
Anche le copertine, coi contrasti di lucido e opaco, sono un punto di forza.

Qual è stato lo scambio con la casa editrice nella costruzione del tuo volume?
Per me è stata la prima copertina in assoluto e ne avevo una paura folle, loro mi hanno tranquillizzata, mi hanno consigliato di fare tante prove e piano piano abbiamo trovato un equilibrio. Mi sono ovviamente affidata molto all’esperienza di Lorenzo (Bolzoni, capo grafico di Bao, ndr), sulla scelta di font e impaginazione.

A quando il prossimo volume?
Considerando che per questo ci sono voluti circa due anni, credo che i tempi saranno gli stessi, essendo tutto a pennino e china, proprio per le tempistiche tecniche di asciugatura dei materiali che uso. Di solito la china deve asciugare tutta la notte, quindi ne preparo sempre parecchie da inchiostrare il giorno dopo. Sotto scadenza riesco a fare anche dieci pagine al giorno, altrimenti circa 2 o 3.

Quanto pesano le pagine “doppio splash”, molto presenti, nell’economia del volume?
Le doppie splash mi piacciono tantissimo, mi permettono sia di dare respiro al lettore che di rendere l’idea degli ambienti fantastici in cui si svolge l’azione: mi aiutano anche a connettere situazioni diverse tra loro e permettono di inserire dettagli, di far scoprire il mondo dell’Aldiqua a chi legge.

In conclusione, com’è andato quest’anno?
Melvina è stata la mia prima “grande” esperienza, quando ho mandato il progetto a BAO ero un po’ demotivata, non essendo più una ragazzina iniziavo a dubitare di potercela fare. Invece BAO mi ha portata a fare un viaggio che non mi aspettavo, ancora più bello di quanto potessi immaginare. Non credevo di poter passare davvero dall’altra parte del bancone, invece è successo.

Melvina è un’opera che ci parla di crescita, di dolore e di famiglia. Aspettatevi avventura, amicizia e tanto, bellissimo, colore.

 

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