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Chatwin, da gatto domestico a randagio per scelta – L’intervista a Tuono Pettinato

di Enrico Cantarelli

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Chatwin Incontrare Tuono Pettinato, al secolo Andrea Paggiaro, è sempre un piacere. Il suo ultimo romanzo a fumetti, uscito per Rizzoli Lizard in concomitanza con LuccaComics and Games è intitolato Chatwin e parla di un gatto domestico che sceglie di esplorare il mondo dei randagi, per rispondere a una chiamata che sente nel profondo. Come in Corpicino la storia è ricca di momenti comici, ma anche di elementi crudi e violenti, come del resto è la vita di tutti i giorni. Gli abbiamo fatto alcune domande proprio a Lucca, senza entrare troppo nello specifico, per non svelare troppo della trama.

 

Chatwin, il protagonista del fumetto, è un gatto domestico che sceglie di abbandonare la sua casa e suoi padroni umani. Tu hai mai avuto un gatto?

Sì ho avuto un gatto quando ero piccolo, si chiamava Tom. Era strano perché aveva le zampe anteriori più basse delle posteriori, quindi camminava con una leggera pendenza in avanti. Stava imparando ad usare l’ascensore, per cui quando usciva di casa ritornava e bussava alla porta, pare con la complicità dei vicini…Il mio rapporto coi gatti nasce in quel periodo.

Come mai scegliere un animale come il gatto per raccontare quello che in realtà è il mondo degli uomini, le sfaccettature della società e gli strati sociali con i loro caratteri e difetti?

L’idea era proprio quella di riflettere sui gatti una serie di aspetti che sono propri della natura umana. Tutto è partito da una mia ossessione, come per Corpicino: ho sentito il bisogno di raccontare qualcosa che mi aveva colpito. Per questa storia si trattava dei volantini appesi per cercare i gatti scomparsi. Sono cose che spesso passano inosservate, li notano solo le persone che sono realmente coinvolte nel problema, coloro che stanno in pena per i loro animali domestici scappati. Mi è parsa una sorta di comunicazione sotterranea e ho iniziato ad interessarmi alla cosa, per cui mi sono fatto mandare foto di locandine e volantini. Partendo da questa idea ho iniziato a costruire una storia: mi interessava raccontare cosa accade a un gatto che ha sempre vissuto in casa e di colpo viene catapultato in un mondo anche a volte crudelissimo.

Il viaggio di Chatwin nel mondo esterno rappresenta un classico viaggio di crescita interiore o viaggiare senza meta è il punto focale del libro?

ChatwinAll’interno del percorso di Chatwin vi sono due momenti in cui il protagonista può compiere scelte fondamentali. Sono due opportunità che lo porterebbero a interrompere il suo vagabondare. La prima è la possibilità di aderire alla violenta gang dei gatti dei vicoli, dove vige la legge del più forte e crudeltà e violenza la fanno da padroni. La seconda opzione si presenta quando incontra la comunità che vive nei boschi seguendo i principi della filosofia di Walt Whitman: può lasciarsi tutto alle spalle e vivere in questa comunità dove sembra che tutto sia pacifico. Ma insita nel nome Chatwin, sta la vocazione al viaggio e al vagabondaggio, per cui il nostro protagonista prosegue per la sua strada verso nuove scoperte e alla fine ottiene una maggiore consapevolezza di chi è veramente. Nelle ultime pagine del libro Chatwin è certamente arricchito dal suo percorso.

A cosa ti sei ispirato per i luoghi descritti e per i personaggi presentati?

Mi sono posto il problema di cosa raffigurare nel mondo esterno, al di fuori della vita domestica di Chatwin. Ho cercato l’alternanza con la metropoli, dai colori cupi, oscuri e bordò, con l’ambiente dei boschi più luminoso, dove ho reinventato la mia maniera di realizzare gli alberi, che risulta sempre diversa. Ci sono molte citazioni di film scelti per affinità con le storie di vagabondaggio. Ad esempio il punto in cui Chatwin viene avvicinato e irretito dalla “gattara” richiama fortemente una parte di Un uomo da marciapiede, infatti si vede una tavola con un gatto che calza lunghi stivali e ha un cappello con lunga piuma, mentre adesca gli umani. Altri punti ricordano scene di C’era una volta in America. Per i personaggi ho usato rimandi a scrittori e filosofi del “viaggio”, che calzavano perfettamente col contesto.

Chatwin

Anche il nome del protagonista indica il tema del viaggio della storia…

Non sapevo se intitolare il fumetto Kerouac o Chatwin. Poi ho riflettuto sul fatto che Chatwin contiene in sé la parola gatto e mi è sembrato il titolo perfetto.

Come dipingi il rapporto tra uomo e gatto nel libro?

In quarta di copertina ho voluto inserire una frase emblematica in questo senso. «Fin dall’alba dei tempi esiste un tacito accordo tra l’uomo e il gatto. L’uomo può esserne il padrone, purché si comporti da servo.» In realtà non si capisce mai chi è il reale padrone tra gatto e uomo: i gatti sono animali fondamentalmente liberi che seguono regole imposte dall’uomo per una loro sorta di comodità. La parte iniziale del libro, che mostra la vita domestica di Chatwin, mette in luce proprio questo aspetto con scene comiche molto eloquenti. Il protagonista però non ha ancora scoperto il suo vero lato felino e ne sente fortemente il bisogno, tanto da doversi allontanare dagli agi della sua casa.

Chatwin è molto legato alle poche cose che si porta con sé, soprattutto alle mappe che trova nello studio del padre di famiglia umano, un cartografo.

Chatwin sceglie le mappe da prendere totalmente a caso, senza una precisa cognizione di dove andare. Si aggrappa a queste cose materiali per affrontare con più coraggio la paura dell’ignoto. Ma dato che perderà quasi subito tutto ciò che ha con sé, imparerà che il viaggio e la scoperta sono più genuini senza essere programmati. Nel dialogo col gatto Walt si parla della filosofia di vita di grandi scrittori come Kerouac, Whitman o Thoreau: vagabondare senza una meta vera e propria, quasi per perdersi appositamente. Chatwin in un primo momento viaggerà senza una precisa direzione, poi sarà determinato a trovare la Shangri-la dei gattini ed infine comprenderà quale sia il suo vero destino di viaggiatore, compiendo anche diversi sbagli. In fondo, come afferma il gatto Walt, «sono così vicini, l’errare e l’errore.»

 

Chatwin è un libro a fumetti che inquadra perfettamente lo stile di Tuono Pettinato. Accanto ai toni umoristici coesistono scene di efferata violenza e momenti di solitudine, riflessione e tristezza. Il libro è un viaggio complesso non privo di riflessioni profonde, che intriga con momenti di irresistibile comicità. Seguite i passi di Chatwin, gatto per forza, randagio per scelta.

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