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Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati

di Ambra Oberti

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Questo mese è stato il novembre dei gialli per me, e quelli storici sono un genere che mi affascina: “Pietra è il mio nome” di Pietra è il mio nome di Lorenzo BeccatiLorenzo Beccati (Editrice Nord) è stato un’ottima lettura, soprattutto perché parla della città dove vivo e di una donna forte e indipendente che per certi versi mi ha ricordato le protagoniste indomite di Bianca Pitzorno – con tutti i dovuti se del caso-.

Lei è Pietra, o meglio Petra, ma per tutti è “La tunisina”, la rabdomante che tutti a Genova temono e isolano per il suo grande potere ma che riveriscono quando perdono qualcosa. Perché lei non trova solo l’acqua, ma tutto ciò che è perduto. A lei si rivolgono perfino le autorità, quando le vie ufficiali falliscono.

Schiva e di enorme intelligenza, non ha alcuna affinità con l’arte della rabdomanzia, ma è una buona copertura per una spiccata capacità di osservazione. In un mondo dove essere donna è già difficile ella maschera le sue capacità dietro un bastoncino di legno, per sopravvivere dopo un’infanzia tragica.

Tutto sembra nella norma nei giorni frenetici del Carnevale del 1601, quando una serie di omicidi scuotono la routine della Genova in festa. Una morte non è cosa rara in una città di quest’epoca e di questa grandezza ma quello che fa differire il tutto è che ora ad essere coinvolta direttamente è Pietra: accanto al corpo martoriato è stata ritrovata una bacchetta da rabdomante. L’assassino non ha la minima intenzione di fermarsi. Tutto punta a lei, soprattutto perché le giovani donne assassinate provengono direttamente dal suo passato di orfana presso il convento delle Piccole Sventurate del Signore.

Muovendosi fra i vicoli stretti e le creuse del centro, starà a Pietra indagare su questi fatti delittuosi e scovare chiunque cerchi di trascinarla a fondo. Anche a costo della vita.

Lorenzo Beccati, già famoso per romanzi storici ambientati a Genova, dipinge un altro spaccato della Superba, ricco di dettagli affascinanti e di personaggi caratterizzati e verosimili. La protagonista, Pietra, spicca per accuratezza, magari non del tutto storica ma sicuramente umana; ci si ritrova a camminare con lei per le vie e a sbirciare nei cortili, tesi nella ricerca della verità dei fatti, quasi guardandosi le spalle per schivare il pericolo.

La trama è certamente accattivante e il romanzo rivela una scrittura brillante e scorrevole, che non annoia ma che, per chi come me ama i gialli e apprezza l’ambientazione storica, si trova un po’ orfano della tensione dell’investigazione e dello stupore di scoprire gli indizi fra i particolari di una città nel tempo antico. Un libro appassionante che farà venire voglia di visitare il cuore di Genova, alla ricerca degli angoli descritti, e perché no, in attesa di scorgere Pietra con la coda dell’occhio.

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