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Mercy – La neve non conosce rimorso

di Erika Biggio

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MercyMercy è il titolo della nuova fatica di Mirka Andolfo, e solo questo nome dovrebbe essere per tutti i lettori italiani sinonimo di garanzia. Comincia fin da giovanissima a collaborare, come colorista, con i grandi nomi dell’editoria, a fumetti e non. Lavora anche per DC Comics su titoli importanti come Harley Quinn, Catwoman e Bombshells, ma sono le sue storie a portarla davvero al successo internazionale, prima con Sacro/Profano e poi con l’incredibile ControNatura, che sono stati tradotti e pubblicati in tutto il mondo, Usa compresi.

Mercy, un titolo molto atteso sul mercato nostrano, edito da Panini Comics, non delude le aspettative. Ambientato a Woodsburgh (che tecnicamente esiste ma è sul mare), la classica cittadina mineraria del Far West, dove ovviamente non tutto è come sembra, Mercy ci porta subito nel bel mezzo dell’azione. Qualcosa, dieci anni prima, ha fatto strage tra i minatori e per sterminarlo è stata fatta esplodere la miniera, fonte di sostentamento per l’intera cittadina.

MercyIl primo volume è una sorta di introduzione alla narrazione principale, in quanto aggiunge mistero su mistero e presenta al lettore i personaggi principali di una vicenda che sembrerebbe, a prima vista, parecchio intricata. Incubi tormentano ancora chi precedentemente aveva assistito coi propri occhi all’avvento del Diavolo di Woodsburgh, mentre nuovi arrivi in città fanno riemergere un passato terrificante e doloroso, che non è mai stato totalmente dimenticato. Nel bel mezzo c’è una bambina abbandonata a sé stessa, alla disperata ricerca della propria mamma, pronta ad aggrapparsi a tutto pur di essere salvata dalla propria orribile esistenza.

Mercy si differenzia molto dai precedenti lavori di Mirka Andolfo, regalandoci atmosfere cupe dove i colori freddi la fanno da padrone, prive di quel pizzico di umorismo ed ironia che hanno sempre caratterizzato i suoi fumetti, ad esempio ControNatura, in misura minore rispetto a Sacro/Profano, ma pur sempre ricco di spunti comici. Mercy invece è buio, spaventoso e privo di pietà, gli innocenti vengono sfruttati e fanno morti orribili, le donne devono prostituirsi per dare da mangiare alla famiglia e anche le signore dall’aspetto più gentile nascondono cuori di ghiaccio.

MercyMercy è, per ora, un’opera molto femminile: i personaggi a cui l’autrice dà più spazio e che più restano impressi nella memoria del lettore sono tutte donne, mentre gli uomini acquistano un aspetto secondario, da comprimari della scena e mai da protagonisti. Mentre nei fumetti precedenti di Mirka Andolfo abbiamo sì sempre avuto protagoniste donne, ma o co-protagoniste o perlomeno contrapposte ad una figura maschile quasi altrettanto forte, in Mercy (nel primo volume, quantomeno) è presente una sola figura maschile che emerge tra le altre, ma la sua esistenza è comunque dipendente da quella di una donna.

La scelta di un western horror, ovvero di un horror ambientato nel Far West non è qualcosa di nuovissimo, ma nemmeno così usato: vedremo come e se l’autrice saprà gestire l’ambientazione a favore della storia. Per concludere, non possiamo non citare le splendide versioni brossurate, normale e variant, che fanno di questo volume non solo l’inizio di una nuova serie che si preannuncia davvero molto interessante, ma anche un bellissimo oggetto da collezione. Attendiamo quindi con ansia l’uscita del secondo volume di Mercy!

Mercy

 

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