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Le ragazze del Pillar, il ritorno a Plymouth di Teresa Radice e Stefano Turconi

di Enrico Cantarelli

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Le ragazze del PillarEbbene sì, a volte ritornano. E per fortuna si potrebbe aggiungere! Le ragazze del Pillar in uscita il 7 novembre per Bao Publishing è un piacevole rientro alla placida cittadina di Plymouth di inizio ‘800. Una nuova immersione nelle atmosfere marinare del porto che ospita il Pillar to Post, la casa di tolleranza conosciuta nel precedente capolavoro Il porto proibito.

Teresa Radice e Stefano Turconi ci hanno incantato con l’epopea avventurosa di Abel Stevenson e delle sorelle Helen, Heather e Harriet, ci hanno commosso con lo splendido Non stancarti di andare (di cui abbiamo parlato in precedenza) e intrattenuto con le scorribande di Tosca dei Boschi. Con Le ragazze del Pillar tornato sul luogo del misfatto de Il Porto proibito, il loro primo vero successo come graphic novel, dopo il delizioso esordio di Viola Giramondo.

Le ragazze del PillarLa decisione di riprendere in mano i personaggi che si muovono tra le strade ciottolate di Plymouth si rivela da subito vincente. Questo perché si intuisce che Le ragazze del Pillar non è una mera operazione commerciale che punta sul revival di chi ha amato Il porto proibito, ma un vero e proprio atto di amore degli autori nei confronti delle fanciulle del Pillar to Post e delle figure che intersecano le loro vicende.

Il libro racconta la storia delle ragazze che lavorano al raffinato postribolo di Plymouth, che dopo la conclusione de Il Porto proibito, si trovano a dover fare a meno di Rebecca Riordan che gestiva il locale. Conosciamo meglio quindi l’attuale gestrice Amy, la vulcanica Cinnamon e la smorfiosa Beatrix, mentre a June e a Lizzie sono dedicati i due capitoli di quello che si annuncia essere solo il primo di una serie di volumi dedicati a queste donne.

Le ragazze del PillarSi aggiungono poi alle protagoniste femminili alcuni dei personaggi che abbiamo incontrato nel precedente romanzo grafico, come il capitano Yasser Allali, l’armatore della Compagnia delle Indie Nathan McLeod e le sorelle Stevenson. Ma la loro presenza è quasi un contorno necessario per immergere in maniera logica la vicenda nel contesto che le attornia e dare continuità all’ambientazione. L’ingresso in scena di figure nuove come il mastodontico maori Tane o il riservato ed impacciato ornitologo Jeremy Gray hanno invece profonda valenza. I due episodi del volume si sviluppano sull’intreccio sentimentale tra di loro e le protagoniste dei capitoli.

Le ragazze del Pillar smorza certamente i toni marinareschi ed avventurosi de Il porto proibito e per ora non è presente la vena fantastica che contraddistingue il precedente lavoro. Le storie delle prostitute del Pillar to Post trasmettono calore e passione al lettore, grazie anche alla scelta vincente di utilizzare una moltitudine di colori accesi in contrasto col bianco e nero dell’opera del 2015. Anche June, Lizzie e le loro compagne si imbarcano in avventure ricche di tensione, sebbene non si trovino al largo di coste esotiche su mercantili o navi militari.

Le ragazze del PillarChe si tratti di intrufolarsi di nascosto in imbarcazioni ormeggiate o di conquistare il cuore di qualcuno, le loro peripezie appassionano il lettore. Esse mantengono una costante dose di credibilità, il ritmo della narrazione non rallenta in nessun caso e la sospensione dell’incredulità ci fa immergere tra le strade di Plymouth. Le tavole si susseguono in un tripudio di colori, tra momenti di comicità leggera e situazioni decisamente drammatiche.

Ci troviamo dunque in presenza, con Le ragazze del Pillar, di uno spin-off molto variegato, intriso dei sentimenti di personaggi che erano rimaste nell’ombra della scena conquistata da Rebecca, Abel e Nathan ne Il porto proibito. Una scelta ardita e certamente ponderata dai due autori, che non solo hanno voluto ampliare l’universo narrativo costruito nella Plymouth del 1810, ma hanno dato un’anima e una voce forte e chiara a figure così affascinanti e diverse tra loro.

L’enfasi con cui Radice e Turconi raccontano le storie di June e Lizzie mi ha convinto inequivocabilmente. Provo empatia per i sentimenti di queste giovani, costrette a un lavoro opprimente, che di fronte alle avversità sanno unirsi come una famiglia, supportandosi l’un l’altra. L’alchimia che scaturisce dall’unione dei due autori è papabile in ogni pagina e regala sempre delle storie che nascono dal cuore, prima che dalla mente. Bao Publishing fa bene a coccolarli e a non lasciarseli scappare!

Lasciatevi trascinare dalle parole di Teresa Radice e dalle immagini di Stefano Turconi tra le vie di Plymouth, dentro le stanze del Pillar to Post, negli spazi aperti della costa inglese, nei vetusti ambienti di Gray Manor o sotto coperta nei bastimenti ormeggiati. Nonostante questi luoghi si trovino lontani nello spazio e nel tempo, con Le ragazze del Pillar vi sentirete subito vicini ad essi, come foste a casa vostra.

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