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His Dark Materials – Il ritorno di Lyra

di Erika Biggio

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La bussola d’oro. Queste oscure materie. Vol. 1

His Dark Materials è stata, negli anni novanta, una grande serie fantasy per bambini e giovani adulti, una trilogia che sembrava essersi conclusa in maniera dolceamara, senza  possibilità di redenzione. La Bussola D’Oro, il film del 2007 intendo, è stato un goffo tentativo di prendere solo le parti più superficiali del primo romanzo, l’avventura ed i personaggi accattivanti, per cercare di rendere appetibile al grande pubblico quello che fino ad allora era stato un fenomeno letterario abbastanza di nicchia, certo con milioni di lettori in tutto il mondo, ma pur sempre meno famoso di saghe come Harry Potter o Il Signore degli Anelli. Eppure, a modo suo, questa saga non merita minori riconoscimenti: Lyra Belacqua è una ragazzina di dodici anni, cresciuta nell’immaginario Jordan College nella Oxford di un mondo parallelo, che ama correre col suo daimon, Pantalaimon, per le strade della città. Quando i bambini iniziano a venire rapiti, le solite vecchie storie raccontano che siano i Gitziani, ma quando anche i piccoli zingari vengono presi di mira, il mondo degli adulti è in subbuglio. Il piccolo mondo di Lyra, invece, crolla quando sparisce Roger, il suo migliore amico, e la ragazza intraprenderà una ricerca destinata a cambiare tutti gli universi.

Questo breve riassunto non rivela in alcun modo la profondità di questo racconto: come tutti i romanzi veramente ben scritti, la trilogia di Queste Oscure Materie ha moltissimi livelli di lettura, a partire dal semplice fantasy per ragazzi fino a raggiungere la critica metafisica ed il dibattito filosofico sulla religione. Perchè la questione che Philip Pullman introduce ad un certo punto è proprio questa: se il mio Dio è un crudele dittatore, è mio diritto ucciderlo? E come siamo arrivati dal film del 2007 al rogo per eresia? La dicitura “young adult” non indica necessariamente il livello di qualità del libro, ma semplicemente il target di lettori a cui esso parla. Attraverso il filtro degli occhi di Lyra, sempre più disincantata man mano che avanza nella sua avventura, scopriamo mondi steampunk dove orsi polari indossano corazze per andare in battaglia e l’umanità ha inventato uno strumento per porre domande alla sostanza stessa di cui è composto l’Universo, mondi identici al nostro e mondi in cui l’evoluzione ha preso una piega totalmente differente. Lyra è una predestinata, ma non è colei che metterà fine al dominio di un’Autorità crudele, la protagonista non è altro che il catalizzatore di eventi ben più grandi di sè stessa, è il granellino di sabbia nell’ingranaggio che cambia il corso della storia. His Dark Materials ci parla di tre oggetti, uno per libro, che possono mettere l’umanità nella condizione di capire il funzionamento del mondo stesso: un Aletiometro, dal greco aletheia-verità, che risponde ad ogni domanda, un Coltello dalla lama sottile che apre porte tra gli universi e un Cannocchiale d’ambra in grado di vedere la sostanza di cui è composta la vita. La Polvere.

 

Nel 2017, dopo ani di annunci, ritrattazioni, false speranze e disperazione vera da parte dei suoi lettori, Philip Pullman pubblica il primo romanzo della nuova trilogia incentrata su Lyra: Il Libro della Polvere – La Belle Sauvage, prima parte di una nuova trilogia che inizierà e finirà con la nostra protagonista. La serie non è nè sequel nè prequel, bensì entrambi. Il primo romanzo ci presenta infatti una Lyra neonata, che affronta inconsapevolmente tutti gli ostacoli legati ad una nascita  illegittima e soprattutto alla figura di Lord Asriel, suo padre, nobile, ricco bello e sovversivo fino al midollo. Il secondo romanzo, uscito pochi giorni fa nei paesi anglosassoni, si intitola The Secret Commonwealth e segue le avventure di una Lyra ormai ventenne.

Il 3 Novembre uscirà la nuova serie tv tratta da Queste Oscure Materie, iniziando ovviamente da La Bussola D’Oro: la speranza degli affezionati lettori è che venga rispettato lo spirito dei romanzi, la controversa spiritualità che li attraversa è una chiave di lettura fondamentale, come lo è la consapevolezza che tutti, ma proprio tutti, avremmo tanto voluto un daimon.

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