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Skià – Un solo corpo. Un 1984 ancora più raccapricciante

di Rita Cappelli

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Copertina Skià Un solo corpoLo scorso mese Shockdom ha pubblicato Un solo corpo, il primo volume di Skià, una nuova serie che vede la distopica creazione di Marco Rincione prendere vita attraverso i disegni di Marco Fontanili.

Skià una lettura che lascia più domande a ogni pagina che si scorre, inducendo una sete di risposte che costringe a continuare trattenendo il fiato. Lo stesso Marco Fontanili scrive in un’enigmatica introduzione: «la storia che ho scritto non chiede di essere capita, infatti di umano è rimasto poco o niente, e anche il modo di comunicare e di comprendere è destinato a mutare».

Cosa? Perché? In che senso? Si chiederà il comune mortale che, nonostante l’ammonizione dell’autore, vuole capire, vuole sapere, vuole far quadrare tutto nei suoi schemi. Ogni tanto può avere l’impressione di riuscirci, ma è un’impressione, appunto, che probabilmente svanirà alla pagina successiva. Destabilizzante è l’aggettivo che userei se dovessi descrivere questo primo volume di Skià (e, a intuito, l’intera serie) con una sola parola.

Ci troviamo, infatti, in un futuro in cui non esiste quasi più non solo l’umanità, ma tutto ciò che è umano. Non c’è arte, non ci sono emozioni. Molti personaggi non hanno neanche una faccia. C’è Dio, però. Dunque dovrebbe esistere una morale, una giustizia. Ci sono, peccato Interno Skià Un solo corpoche siano orribili. Questo Dio è una sorta di Grande Fratello che vede tutto (o forse no?) e controlla che sia distrutta ogni personalità, ogni unicità, in favore di una totale assimilazione al Nuovo Ordine, in cui tutti sono uguali, tutti sono un solo corpo.

La cosa più disturbante di questa divinità è che non si tratta del Demonio, non si tratta di un dio del male: è proprio l’unico Dio, con tanto di frequenti riferimenti presi dal cristianesimo (si vede addirittura una sorta di comunione) e buttati in questo mondo lugubre facendoli suonare agghiaccianti. Dunque, se questo essere terrificante non è il corrispettivo malvagio di nessuno, ma è l’unica entità superiore esistente, significa che è l’unica via possibile, che non c’è nient’altro a cui rivolgersi, e che la vita può essere solo questo.

Interno Skià Un solo corpoL’ambientazione di Skià è cupa, inospitale. Tutti gli ambienti, chiusi o aperti che siano, sono sempre nudi e anonimi. Come i personaggi, del resto, sia nell’aspetto che nell’animo. Un lato negativo riguarda proprio l’aspetto dei due protagonisti, un padre e un figlio che non riescono a trovare pace in questo Nuovo Ordine perseguito da Dio. Essendo identici e diversificandosi solo per le dimensioni, a volte quando è presente solo uno dei due, non si capisce facilmente di chi si tratta. Un aspetto del tutto riuscito invece, è quello della colorazione: toni cupi e freddi rendono benissimo l’atmosfera desolata, mentre le luci che brillano in questo grigiume hanno un effetto quasi ammaliatore.

Skià è una serie che promette davvero bene. Forse non è una storia da capire, ma certamente è una storia da leggere. Lancia molte provocazioni attuali ora come non mai, riguardo all’essere umani, all’omologazione e al valore e alla vanità della nostra storia. Ma anche leggendola in modo disimpegnato è un’opera avvincente che cattura ugualmente il lettore più superficiale e quello più filosofo… che potranno comprare il fumetto qui

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