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Graphic novel is back: il ritorno di Davide Toffolo all’autobiografia

di Enrico Cantarelli

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Graphic novel is backGraphic novel is back! Il fumetto di Davide Toffolo è tornato per dichiarare che è ancora vivo! Conosco Davide Toffolo di persona da circa 6 anni. Ha conosciuto mia figlia Vittoria quando ancora era nella pancia della mamma. Occhi bassi è la canzone preferita di Vittoria e mia moglie le cantava Alle anime perse per farla addormentare da piccola. È dunque inevitabile che vi parli del suo ultimo libro a fumetti, ideale continuazione di quel Graphic novel is dead, uscito nel 2013, di cui ho avuto il piacere di organizzare lo spettacolo a Santarcangelo di Romagna.

Come avrete capito sono molto legato alla musica e ai fumetti di Davide perché fanno parte di momenti importanti e intensi della mia vita. Risulta quindi affascinante poter esplorare sprazzi della vita dell’artista di Pordenone, che ci presenta una autobiografia sui generis fatta di brevi racconti di esperienze, di immagini e di tante riflessioni. Non mi sarei aspettato una biografia lineare da un autore capace di sorprendere in ogni occasione e sono stato accontentato sia con la prima parte di 6 anni fa, che con Graphic novel is back.

Graphic novel is backToffolo parla della sua vita rappresentando i suoi ricordi, i suoi pensieri e alcune vicende che lo coinvolgono direttamente sulle tavole, senza filtri o spiegazioni. C’è una comunicazione diretta col lettore, che si sente parte di un dialogo intimo col personaggio del libro. Davide è l’assoluto protagonista di Graphic novel is back, è presente in ogni argomento anche quando non è fisicamente rappresentato nella vignetta. Le luci del palcoscenico sono puntate su di lui: è il suo momento di mettersi a nudo.

Per Davide «Ogni vita è un’opera d’arte. Puoi metterti in mostra, lasciarti appendere al muro o farti vendere all’asta. In ogni caso, non sarà una passeggiata.» Lo si legge in quarta di copertina ed è a ragione l’emblema del libro. Un’opera d’arte si fa ammirare, può provocare sensazioni ed emozioni contrastanti ed ha un carattere di unicità che ben si assimila ad un essere umano.

Graphic novel is backAnche noi siamo messi in mostra, la nostra immagine in particolare, come pure quello che facciamo e diciamo, soprattutto nell’epoca dei social network. Toffolo gioca con la sua immagine in maniera sapiente, diventando all’occasione un tennista, un wrestler o indossando i panni dello yeti o la maschera da teschio dei Tre Allegri Ragazzi Morti. La rappresentazione della sua vita come opera d’arte riesce benissimo in Graphic novel is back.

Ci si può chiedere, almeno io l’ho fatto, come mai nella prima parte di queste due autobiografie Davide abbia voluto “uccidere” il graphic novel, per poi farlo tornare. In questo libro c’è una suddivisione in capitoli che nel precedente non era presente: nella sezione dedicata ai TARM leggiamo che «Tutto è cambiato. Noi siamo cambiati. E ancora mutati. Per vedere tutto tornare com’era. Restando Tre Allegri Ragazzi…Morti.» Forse il mutamento fa parte di un cambiamento esteriore ed interiore che in parte riporta all’inizio e dunque abbiamo Graphic novel is back.

Graphic novel is backToffolo si interroga anche sul passare degli anni, sull’arte non semplice di invecchiare e continuare a stupirsi e a stupire. Con la delicata ironia che lo caratterizza afferma che «Basta un po’ di vento…per trasformare…una rock star…in un clown.» Ma è imparando l’arte di ridere che si affronta l’avanzare inesorabile del tempo e sono tante le tavole del libro in cui l’autore mette a nudo le sue debolezze e sa prendersi in giro con una leggerezza tale da entrarti dentro e colpirti forte.

Un capitolo appassionante è quello dedicato a Pordenone, luogo di nascita di Toffolo, nel quale ritorna spesso nonostante la sua vita on the road, perché «la provincia crea dipendenza» come afferma Andrea Appino degli Zen Circus. A Pordenone Davide ritrova gli amici storici, i luoghi dell’infanzia e si sente a casa, protetto dall’indifferenza che la città gli regala. Leggiamo anche che la provincia è un luogo che soffre perché tutto è facile da controllare. «Meglio la città. Meglio perdersi nell’anonimato dei quartieri, osservare la diversità sulle facce dei tuoi condomini, sentirsi uomini, dentro la città inumana.» È una frase che mi ha colpito molto. La necessità di immergersi in un mondo distaccato e impalpabile per sentirsi umani, confortandosi con la percezione di essere uguale tra i diversi.

Graphic novel is backGraphic novel is back contiene anche riferimenti a fatti attuali, come le stragi di Cherlie Hebdo e del Bataclan a Parigi, o la scomparsa del poeta friulano Federico Tavan. Inframezzate da questi racconti stanno le parti colme di elementi di fantasia o sogni dell’autore, ad esempio il capitolo intitolato “Cane immaginario” o “Io e Paz”. La finzione e la realtà si mischiano perfettamente nell’opera di Toffolo, che si tratti dei suoi fumetti o delle sue canzoni.

Il capitolo finale è dedicato a Paulonia Zumo, musa e compagna di Davide, protagonista insieme allo stesso Toffolo e a Nahuel Martinez del viaggio in Sudamerica raccontato ne Il cammino della Cumbia. Le pagine che descrivo il rapporto tra Toffolo e Paulonia sono probabilmente le più intense e suggestive di tutto il libro e mostrano con delicatezza la sensibilità del protagonista.

L’esaltante fascino di Graphic novel is back comprende anche le magiche tavole a pagina intera, i colori intensi e contrastanti che completano le vignette e soprattutto la costante dose di nonsense e le riflessioni del protagonista, estranee ad una vera e propria narrazione ma cariche di significato per comprendere la figura di Toffolo. Il mio consiglio è di acquistare entrambi i libri che compongono la biografia di Davide Toffolo e se ne avete l’occasione, gustarvi uno spettacolo live di presentazione di Graphic novel is back, dove l’istrionico cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti racconterà con parole e musica la sua vita rock ‘n’ roll.

 

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