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Cheese di Zuzu, il fumetto di cui avevamo bisogno

di Ilaria Pascucci

Pubblicato il

” A Riccardo, che non ha paura della mia fragilitàCheese_Cover

A Dario con cui posso ancora giocare”

Sì apre così Cheese di Zuzu, come molti altri libri e fumetti, con una dedica, che può passare inosservata all’inizio, quando l’unica cosa che ineressa è cominciare la storia, ma accidenti,una volta arrivati alla conclusione si capisce che l’essenziale è tutto lì, in quelle prime due righe.

Cheese, edito da Coconino, è l’opera prima della sopracitata Zuzu e racconta uno spaccato della sua vita.

Un periodo difficile segnato da emozioni vive, pungenti, che mischiano dolore, malattia, piacere ed euforia. Ciò che nasce da questa unione è la normalità, la Vita, che tutti noi ben conosciamo. Le persone sono così, non sono tropes letterari definiti, la Zuzu di inchiostro che conosciamo è umana e vera tanto quanto la sua controparte in carne, ossa.

Per questo motivo di questo fumetto si potrebbe davvero parlare a lungo, sotto mille luci diverse, è davvero facile rivedersi in uno dei tre Cheese_1personaggi principali. Zuzu, Riccardo e Dario potrebbero essere nomi fittizzi e indicativi, tranquillamente scambiabili con il proprio e con quello dei propri amici. Perchè tutti siamo o siamo stati giovani, ed è un periodo strano, bello e faticoso, ma già battuto da altri che prima di noi si son gettati conto gli stessi mulini a vento.

Il personaggio che seguiamo di più durante il volume è Zuzu che, con delle grottesche e bellissime tavole, ci lascia intravedere un pezzetto dei suoi ricordi. Con lei ci immedesimiamo, a volte rischiamo di compatirla, ma la capiamo, eccome se la capiamo. Così come capiamo Riccardo e Dario pur non entrando quasi zuzu_cheese_5mai direttamente nella loro testa, leggiamo nei loro sguardi le stesse paranoiei di Zuzu, il profondo senso di sconforto e inadeguatezza che tutti proviamo/abbiamo provato. Ritroviamo in loro anche una routine fatta di risate, noia e prese in giro, il lento scorrere dei giorni. Amicizia, in tutta la sua splendida seplicità.

Questo è, a mio parere, il vero punto di forza di Cheese, il racconto di amicizia vera, nuda, priva di qualsiasi stucchevole retorica. I tre ragazzi sono profondamente umani, a volte intelligenti, altre volte completamente idioti, con i propi pesi e segreti, ma sempre insieme, vicino l’uno per l’altro.

Così un fumetto che parte pesante si riscopre tenero, divertente, con un finale estremamente puro.

Noi come Zuzu, arriviamo in fondo alla lettura alleggeriti e con un accenno di sorriso sulle labbra, felici di esserci riscoperti fragili ma di poter ancora giocare. Leggere questo fumetto vale davvero la pena e mai potrei essere più d’accordo con le parole di Gipi:

“La giovane, maledetta, con fragilissima semplicità m’aveva aperto una porta: ‘Vuoi ricordarti com’era, essere vivi?’, sembrava dire con quelle pagine. ‘Leggi, allora’.  E lessi. Era così”.

 

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