Rubriche

Blinded by the Light – walkman e millennials

di Celeste Satta

Pubblicato il

blinded by the light

He was just blinded by the light
Cut loose like a deuce, another runner in the night
Blinded by the light
Mama always told me not to look into the sights of the sun
Oh, but Mama, that’s where the fun is

 

Questa è una rece-lebrazione di Blinded by the Light come la simbolo di una generazione con il walkman alle orecchie e una canzone in testa. Non ci saranno immagini, ma mettetevi le cuffiette.

Quando il walkman è arrivato sul mercato, il suo claim pubblicitario annunciava “sarà la colonna sonora della vostra vita”. E quanto è vero!

Blinded by the Light è un film in cui la colonna sonora è pienamente protagonista: è uscito nelle sale a fine agosto e mi ha fatta diventare impaziente per l’arrivo dell’autunno…e delle giacche di jeans! Forse perché la regista, Gurinder Chadha ha capito come raccontare sempre lo stesso pattern utilizzando espedienti originali – vedi Sognando Beckham e Matrimoni e Pregiudizi. O forse perché si basa sulla storia di Sarfraz Manzoor, giornalista del Guardian, e sulle sue memorie “Greetings from Asbury Park“. O, magari, perché la colonna sonora è interamente nelle mani di Bruce Springsteen, a.k.a. il Boss.

Vi potrei dire che la storia parla di un ragazzo degli anni 80 che vuole fare lo scrittore ma la sua famiglia non glielo permette per ristrettezza di vedute ma sarebbe come citarvi qualsiasi teen drama in cui il protagonista è asiatico. Ciò che rende questo film unico – e realmente meritevole di un articolo così sentimentale – è il modo con cui questo teenager affronta la vita: come facciamo tutti, con una canzone in testa!

Siamo una generazione profondamente segnata dall’arrivo del walkman, siamo la generazione associata troppo facilmente con il “burnout“. In questo articolo di BuzzFeed, l’autrice scrive una frase molto particolare:

“Non è una sofferenza temporanea: è la condizione dei millennials. La nostra temperatura basale. La nostra musica di sottofondo.”

Come il protagonista del film, anche noi spesso troviamo la forza per affrontare le sabbie mobili oppure le montagne insormontabili della nostra vita semplicemente cambiando la musica di sottofondo.

Quando la vita di Javed gli si stringe addosso in una morsa claustrofobica e ineludibile, trova la soluzione in una musicassetta di Bruce Springsteen e quelle canzoni iniziano a parlargli. Gli parlano, lo ascoltano, lo confortano e lo capiscono. E proprio quella passione, iniziata con Dancing in the Dark, lo aiuta a ritrovare se stesso e il suo coraggio di buttare giù il muro che lo allontana dal suo sogno di diventare uno scrittore, nonostante tutto e nonostante tutti.

Non è necessario che sia super attuale o di un genere piuttosto che di un altro: ciò che conta è che quelle parole e quelle note siano in grado di farci vedere la realtà sotto un’altra prospettiva, che diano energia quando abbiamo bisogno e che piangano con noi tutte le lacrime del mondo.

Bruce Springsteen riesce a catalizzare tutta l’energia di chi lo ascolta, perché nelle sue parole ci sono messaggi che trascendono il gap generazionale.  Nel soundtrack di Blinded by the Light non ha solo incluso i suoi classici – registrati tra il 1975 e il 1984 (per questo il Boy George del liceo di Javed lo considera “passato”) ma include anche una vera chicca! Springsteen ha donato ai produttori anche “I’ll stand by you”, un inedito composto nel 2001 per il film “Harry Potter e la Pietra Filosofale” che però non è stato accettato da J.K.Rowling.

Buon ascolto, voi Millennials, nati per correre! Vi auguro di trovare sempre la canzone giusta al momento giusto perché la vita è più facile con la colonna sonora giusta!

Hey, prima di chiudere! A Novembre uscirà il nuovo speciale di Discorsivo! Recupera quello degli anni scorsi e stay tuned!!!

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: