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Anteprima – C’ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD

di Alessio Ottonello

Pubblicato il

Il nono film di Quentin Tarantino, con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Al Pacino, Margaret Qualley, Timothy Olyphant, Emile Hirsch, Kurt Russell

« Era la miglior recitazione che io abbia mai visto in vita mia! »

9 agosto 1969: all’interno della propria villa sulle colline di Los Angeles, l’attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski e incinta di otto mesi e mezzo, viene brutalmente assassinata, insieme ad altri amici presenti, da tre membri della setta di fanatici guidata da Charles Manson.

Quel giorno finiscono in anticipo gli Anni ’60 e insieme ad essi l’era più spensierata della vecchia Hollywood..

Ma questa è un’altra storia, perché stiamo parlando del nuovo film di Quentin Tarantino e si sa che con lui tutto può succedere, egli infatti in C’era Una Volta a Hollywood ci racconta gli ultimi giorni di quest’epoca colorata, concentrandosi sulla commedia piuttosto che sulla tragedia.

Brad Pitt e Leo DiCaprio sono il duo d'attori da sogno che solo un mito come Tarantino poteva mettere insieme!

Brad Pitt e Leo DiCaprio sono il duo d’attori da sogno che solo un mito come Tarantino poteva mettere insieme!

Il tutto è filtrato attraverso le disavventure di Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), attore televisivo in declino, e del suo stuntman personale nonché migliore amico Cliff Booth (Brad Pitt), entrambi gli uomini sono alle prese con l’avanzare dell’età e cercano di stare a galla come possono in un mondo, quello dello spettacolo, che dimentica in fretta nomi e volti.

Tarantino ha messo insieme i due protagonisti maschili più sognati degli anni ’90 e non solo, sex symbol incontrastati, e dà loro l’occasione di brillare grazie alla loro bravura, con due ruoli solo apparentemente leggeri, ma entrambi divertentissimi.

I loro personaggi sono a volte ridicoli, specialmente l’ex divo Rick Dalton che sogna la svolta mentre si ritrova a fare soltanto brevi ruoli in TV, ma mai patetici e lo spettatore si ritrova subito a simpatizzare con loro e a seguirli in una serie di momenti della loro vita che si intrecciano con una storia vera particolarmente oscura e sanguinosa, per il fatto che nella villa a fianco di quella di Dalton vengono un giorno ad abitare il giovane regista polacco e la sua bellissima moglie Sharon.

E intorno a quest’idea Tarantino costruisce una trama leggera, con infinite citazioni e digressioni sui set cinematografici, feste esclusive alla Playboy Mansion e conversazioni su divi, film e programmi televisivi che i più non hanno la fortuna di conoscere.

Margot Robbie impiega senza sforzo il suo fascino per far rivivere Sharon Tate

Margot Robbie impiega senza sforzo il suo fascino per far rivivere Sharon Tate

Il regista di culto, infatti, come di consueto ci porta tutti a spasso come vuole e per tutto il tempo che vuole, facendoci smarrire tra dialoghi irresistibili e cazzeggio vario, finché la tensione narrativa sale a livelli insopportabili per lo spettatore che sa che sta per arrivare la resa dei conti.

Svelare di più equivarrebbe a rovinare la visione del terzo atto, quello in cui di solito si scatena il rilascio di adrenalina dopo tanto accumulo.. però state tranquilli, nemmeno stavolta l’autore deluderà per mancanza di originalità!

Ma stavolta c’è qualcosa che fa percepire più maturità, una padronanza di stile che a mio parere rende C’Era Una Volta a Hollywood un classico istantaneo: sarà la ricostruzione dell’atmosfera dell’epoca, i set o i personaggi, alcuni dei quali ricalcati alla perfezione sulle fisionomie e sui vezzi di divi realmente esistiti come Steve McQueen e Bruce Lee.

Quentin si riconferma ancora una volta un regista innamorato dei film, un’enciclopedia vivente di nozioni e vicissitudini del grande e piccolo schermo, nonché di canzoni e musiche di un tempo in cui lui era già al mondo, seppur bambino: è divertentissimo cercare di riconoscere le numerose scene di film o telefilm di allora, ricostruite attentamente o nelle quali è stata inserita digitalmente la presenza di DiCaprio.

La locandina di uno dei numerosi falsi d'autore interpretati da Dalton/DiCaprio durante la pellicola

La locandina di uno dei numerosi falsi d’autore interpretati da Dalton/DiCaprio durante la pellicola

Tutto ciò concorre a rendere C’Era Una Volta a Hollywood una pellicola d’epoca realizzata oggi, che come un film degli anni ’60 non ha una struttura chiara e nemmeno una trama precisa, infatti tanti non lo capiranno perché vi cercheranno un senso, un ordine che semplicemente non ha; non segue alcuna regola della narrazione cinematografica, né somiglia a niente di ciò che avete visto al cinema quest’anno, anzi non assomiglia a nulla che avete visto finora!

I protagonisti conversano a lungo parlando di tutto, anche se principalmente di cinema, pronunciano battute formidabili e si divertono a guardare la TV, passano lunghissimi momenti sui set oppure alla guida di auto, tutte attività che stemperano l’azione ma a cui i veri fan non rinuncerebbero.

Chi conosce e ama i lavori di Tarantino non si annoierà mai di fronte ad una sua creazione, anche se non si tratta di un’opera spiazzante come Pulp Fiction, implacabile come Kill Bill o epica come Inglorious Basterds: C’Era Una Volta a Hollywood è un’operazione ancora diversa, l’omaggio ad un mondo perduto, girato meravigliosamente da un patito patologico divenuto ormai maestro della sua personale arte cinematografica.

Un divertissement che osa rimescolare ancora una volta le carte in tavola, popolato di tanti volti leggendari che hanno già lavorato col regista, come appunto Pitt e DiCaprio ma anche Michael Madsen e Kurt Russell, e alcune new entry prestigiose come Robbie e Al Pacino: il tutto va a formare una tessera che si incastra perfettamente in un ideale Tarantinoverse, un universo parallelo molto cool!

Rick Dalton in azione!

Rick Dalton in azione!

In qualche modo è tutto collegabile agli altri suoi film: ci sono le immancabili sigarette Red Apple, la marca fittizia che esiste soltanto nelle pellicole di Tarantino, e anche una scena in cui di DiCaprio interpreta un soldato che con un lanciafiamme stermina un manipolo di nazisti, un richiamo nemmeno troppo sottile al modo in cui Inglorious Basterds cambiava la Storia della Seconda Guerra Mondiale; ad un certo punto il protagonista Rick Dalton, in preda alla crisi di mezza età, accetta di andare in Italia a girare i Spaghetti Western che tanto detesta e finisce a lavorare col regista Sergio Corbucci, il quale nella realtà ha diretto un certo film intitolato Django!

Magari non vincerà il secondo Oscar, però in questo film Leonardo DiCaprio dà sfoggio di tutte le sue doti comiche nell’interpretare un ruolo talmente sopra le righe che è impossibile non amare.

Cliff Booth, lo stuntman/autista/confidente più cool di L.A.

Cliff Booth, lo stuntman/autista/confidente più cool di L.A.

A ricordarci che si tratta di una commedia concorre, in misura diversa, anche il coprotagonista Brad Pitt, il suo Cliff Booth incarna però l’inarrestabile eroe (o antieroe) tarantiniano, come la Sposa o Django, e potremmo considerarlo una sorta di cowboy della seconda metà del Novecento.

Alla splendida Margot Robbie nei panni di Sharon Tate invece, pur comparendo in molte scene, viene dato poco da fare, penso sia un qualcosa di voluto, la sua presenza è il modo di Tarantino di celebrare l’attrice il cui truculento omicidio ha posto fine ad una carriera in ascesa oltre che alla vita sua e del figlio che portava in grembo.. vederla felice e sorridente, seppure con poche battute a tratteggiarne il carattere, è il modo del regista di renderle un malinconico omaggio: Robbie deve averlo capito, perché nonostante i limiti imposti al suo ruolo emana una luce positiva che illumina la pellicola, oltre ad incarnare l’ideale di donna/dea che per il regista è una personalissima forma di femminismo.

Vedere Once Upon a Time in Hollywood sullo schermo IMAX è stato come essere dentro il film!


Vedere Once Upon a Time in Hollywood sullo schermo IMAX è stato come essere dentro il film!

Chissà che ne pensa Roman Polanski.

La nostalgia e la malinconia entrano di diritto nel registro di un cineasta ormai maturo e meno provocatorio del solito: sono sicuro che, dandogli il giusto tempo per essere metabolizzato dal grande pubblico, anche C’Era Una Volta a Hollywood acquisirà lo status di cult come gli altri film di Quentin Tarantino.

Per il sottoscritto la visione in anteprima di questo film, durante una breve vacanza a Berlino, ha coinciso con la prima volta davanti allo schermo in formato Imax, presso lo spettacolare Sony Center di Potsdamer Platz: un’esperienza cinematografica doppiamente soddisfacente!

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