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Il sogno gotico di Futura Nostalgia, emblema dello stile di Tony Sandoval

di Enrico Cantarelli

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Ammetto che l’attesa per il nuovo lavoro di Tony Sandoval è stata lunga e febbrile. Mi aspettavo l’uscita di Futura Nostalgia a inizio 2019 e invece è dovuta passare l’estate prima di poterlo leggere. Trovate da oggi 12 settembre il primo tomo in fumetteria. Non si tratta infatti di un graphic novel autoconclusivo, ma di una storia di più ampio respiro, che verrà pubblicata in 2 volumi da Tunué.

L’autore messicano ci aveva lasciato con Appuntamento a Phoenix, la sua ultima opera originale che si discosta nettamente dai suoi lavori precedenti, perché è il «racconto autobiografico di una storia clandestina.» Dopo averci parlato della sua avventurosa traversata della frontiera americana, Sandoval torna ad immergersi nelle atmosfere oniriche a lui tanto care con Futura Nostalgia.

Ho incontrato per la prima volta l’opera di Tony nel 2013, con Il Cadavere e il Sofà: già dal titolo potevo immaginare gli ingredienti dark che fanno parte di qualsiasi ricetta di Sandoval. Continuando coi capolavori Nocturno, Doomboy, Watersnakes e Mille Tempeste ho imparato ad amare profondamente la narrazione onirica e gli inserti orrorifici e fantastici dell’autore.

Futura Nostalgia riprende lo stile Sandoval dove si era momentaneamente interrotto per far spazio al racconto autobiografico. Ritorna il mondo inquieto dell’adolescenza, le relazioni complicate tra giovani, il prepotente impatto della violenza e della morte e infine il progressivo ed inevitabile ingresso del fantastico nella realtà. Ci troviamo di fronte a un Sandoval all’ennesima potenza, che condensa tutti i suoi sogni e le sue paure nella storia.

Marie è una giovane ragazza che assiste ad un fatto di sangue nelle prime pagine del libro. Col susseguirsi dei numerosi eventi successivi questo omicidio sembra quasi passare inosservato, mentre il lettore deve tenerlo bene a mente. È da questo momento infatti che Marie comincerà la sua trasformazione da ragazzina timida e insicura a giovane donna capace di affrontare le turbolenze dell’amore prima e la spirale di follia in cui cade il mondo poi.

 

Come sempre accade nei libri di Sandoval, il cambiamento è dettato, oltre che da un accadimento sconvolgente, dalla comparsa di creature fantastiche nella realtà quotidiana. Come una gotica Alice, l’intraprendente Marie si tuffa alla scoperta dei sentimenti per il misterioso e affascinante Iggy, attraversando le problematiche dell’essere innamorati. Il suo Paese delle Meraviglie è costellato di stagni magici, foreste abitate da creature mistiche e strani mostriciattoli innocui o pericolosi. Una fauna di esseri bizzarri quanto incomprensibili.

 

D’altronde in Futura Nostalgia il personale Stregatto di Marie è una rana parlante che si definisce diabolica e parla un linguaggio infarcito di innumerevoli volgarità. Il piccolo essere compare accanto a Marie fin dalle prime tavole e la segue costantemente nelle sue peripezie, dandole consigli su come affrontare le avversità, tra una parolaccia e l’altra. La rana parlante è il carburante che dona a Marie la forza di accendere il motore celato nel suo intimo. Molto curioso anche il fatto che questa creatura rozza sia in grado di attraversare l’invisibile muro della carta stampata e rivolgersi direttamente all’autore del libro.

 

Il mondo sovrannaturale in cui Marie si immerge progressivamente è legato in parallelo alle sue emozioni e ai suoi sentimenti contrastanti. Il sottile filo che lega la realtà all’immaginario è sempre presente nelle opere di Sandoval, ma non sempre è facile individuarlo. Spesso è questo il motivo che rende le sue storie così intriganti: la sensazione di leggere qualcosa di magico che non si comprende appieno, ma si lascia solo intuire, stimolando la fantasia a viaggiare per i mondi onirici che l’autore messicano crea.

I protagonisti dei libri di Sandoval sono predisposti a credere nell’irreale quando lo incontrano e Marie in Futura Nostalgia non è da meno. Dopo un iniziale momento di sorpresa i personaggi di Watersnakes, Nocturno, Mille Tempeste accettano il loro destino di iniziati e di esploratori di nuovi sentieri oscuri. Nessuno si tira indietro. Marie diventa sempre più forte ad ogni passo che compie nel fantastico, lasciandosi alle spalle le amiche che sembrano non riuscire ad interagire con le creature magiche che le circondano.

L’aumento della violenza della storia avviene in maniera inspiegabile e repentina. L’orrore e la follia che la fine del mondo si porta appresso sconvolgono i personaggi e il lettore in maniera spiazzante. Marie giunge ad incontrare anche la sua se stessa futura in un incubo, ma con lei avrà una conversazione criptica che forse si chiarirà nel secondo volume dell’opera.

L’arrivo di strani figure dedite a rivoltanti rituali di magia nera nelle tavole finali della storia non fa altro che accrescere la tensione. E nel finale la protagonista incontra pochi sopravvissuti all’Apocalisse e con loro si spinge a varcare le soglie di un mondo misterioso.

 

Dell’impianto grafico di Sandoval si potrebbe parlare per un interno articolo: le sue figure irreali, i grandi visi arrotondati a ellisse, i nasi arrossati, le creature fantastiche e i paesaggi inquietanti. Tutti ingredienti che chi segue l’autore messicano ha imparato ad apprezzare. In Futura Nostalgia mi ha colpito soprattutto l’innovazione delle tavole tridimensionali, che raffigurano la sezione, o meglio “l’anatomia” delle immagini.

A questo punto la voglia di leggere il seguito di Futura Nostalgia è altissima. Riuscirà Marie a guarire dall’infezione provocata dalla puntura dello strano mostriciattolo rosso? Ritroverà il suo amato Iggy? Troverà una spiegazione alla pazzia che colpisce le persone che la circondano? Non vedo l’ora di riprendere il sogno gotico di Tony Sandoval e so già che le sue splendide immagini mi mancheranno quando quest’avventura sarà terminata. Ma come dice Marie all’inizio del suo percorso:«Meglio pensare ad altro invece che a questa Futura Nostalgia.»

 

 

 

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