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Berrettini, eccellenza italiana negli Stati Uniti

di Eugenio Petrillo

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Gli ultimi sono stati giorni di grande risalto per le eccellenze dello sport italiano. La Nazionale di calcio, sconfiggendo Armenia e Finlandia ha praticamente strappato in anticipo il pass per Euro2020, quella di pallacanestro purtroppo ai Mondiali (dove mancava da ben 13 anni) non è riuscita ad andare oltre la seconda fase a gironi, quella di pallavolo femminile invece ha ottenuto un grandissimo bronzo agli europei e la vittoria esaltante di Charles Leclerc con la Ferrari nel GP di Monza.
Però, in questo approfondimento di DiSportivo vorremmo focalizzarci su ciò che ha fatto Matteo Berrettini allo Us Open. Si, parliamo di tennis!

Foto: livetennis.it

Il giocatore romano infatti nello Slam americano (assieme a Roland Garros, Wimbledon e Australian Open è il torneo più importante) ha stupito il mondo intero del tennis arrivando a giocarsi addirittura le semifinali.
In terra americana questo non succedeva ad un tennista italiano dal lontano 1977 con Corrado Barazzuti, ma in quell’epoca si giocava un tennis completamente diverso da quello attuale e per di più la superficie dello Us Open era differente.
Matteo Berrettini dunque, classe 1996, ha fatto qualcosa di incredibile. Da numero 27 al mondo è riuscito turno dopo turno ad avanzare mostrando a tutti un tennis meraviglioso: servizio e dritto i suoi punti forti, ma ci ha fatto vedere anche giocate più elaborate e studiate. È stato proprio questo che lo ha differenziato e fatto emergere dal classico gioco moderno. Alla pesantezza dei suoi colpi ha saputo abbinare raffinatezza.
Il tennista romano ha inoltre saputo sfruttare una parte di tabellone non certo irresistibile fino a quando però in semifinale non ha trovato Rafa Nadal, vincitore finale dello Slam.

Berrettini con questo percorso raggiunge la posizione numero 13 mondiale, un grande salto in avanti in classifica che lo proietta tra i più grandi.
Non solo questo però. “Berretto” infatti ora è al nono posto di quella che in gergo si chiama “race” per il Master di Londra dove a fine anno si affronteranno i migliori 8. Berrettini al nono posto è ad una virgola dal giapponese Kei Nishikori e raggiungere la O2 Arena londinese per il romano sarebbe un risultato incredibile, nonché inaspettato fino poche settimane fa. È inutile dire che d’ora in poi Berrettini dovrà capitalizzare al meglio ogni torneo che andrà a disputare per ottenere quanti più punti possibile in classifica.

Dopo il quarto turno a Wimbledon (conclusosi con una netta sconfitta contro Roger Federer), arriva dunque un’altra prova di spessore in uno Slam. La vittoria ai quarti contro il francese Gael Monfils dopo cinque combattuti set è stata la dimostrazione che il ragazzo italiano – allenato magistralmente da Vincenzo Santopadre e Umberto Rianna sempre presenti nel box – oltre ad avere doti tecniche e fisiche, possiede una forza mentale che i soli grandi hanno. Scherzando e facendo gossip spicciolo si potrebbe dire che la nuova fidanzata/giocatrice australiana Ajla Tomljanovic (ex storica di Nick Kyrgios) lo abbia aiutato in questo suo percorso di crescita.

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