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In Italia sono tutti maschi: la storia dimenticata degli omosessuali italiani durante il Fascismo

di Caterina Cappelli

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Quando Luca de Santis e Sara Colaone, sfogliando una vecchia rivista del Babilonia (n.50 del 1987), si sono trovati davanti all’intervista di Giuseppe B. qualcosa è scattato.Copertina- in italia sono tutti maschi

Giuseppe B. è uno degli omosessuali che, durante il periodo Fascista, ha subito il confino sull’isola di San Domino delle Tremiti. Sebbene dalle sue parole traspaia la nostalgia degli anni della giovinezza, la sua riluttanza nel rispondere alle domande svela una storia dolorosa che non ha trovato pace né riscatto, e che i suoi stessi protagonisti vorrebbero solo dimenticare. Ma è proprio questa reticenza che suscita nei due autori una reazione opposta, una profonda necessità di raccontare l’ingiusta e particolarissima sorte che è toccata agli omosessuali italiani degli anni ‘30.

Se infatti sono numerose le fonti che riportano i soprusi subiti dalla comunità LGBT, ora come nel passato (nella Germania nazista, per esempio, i gay venivano mandati nei campi di concentramento), cala un velo di mistero sulla situazione italiana durante il Fascismo, dove non c’è traccia di una legislazione contro l’omosessualità.

Nel Bel Paese eravamo forse più tolleranti? Purtroppo no.
Nella dottrina fascista, basata sulla famiglia tradizionale e sulla virilità dell’uomo italico, non era semplicemente previsto che potesse esistere qualcuno di diverso.
Noi non abbiamo bisogno di questa legge: in Italia sono tutti maschi!” dichiara Mussolini.
E per gli omosessuali è la cancellazione sociale, oltre che il confino fisico.

Luca, autore teatrale e radiofonico e sceneggiatore, e Sara, docente di fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna, illustratrice e fumettista affermata, decidono di unire le forze per fare riemergere questo pezzo di storia dimenticata con un graphic novel in cui il linguaggio del fumetto e quello del video si fondono in un continuo rimpallo tra passato e presente, tra realtà e ricordo.

in italia sono tutti maschiIl libro è una lunga e difficoltosa intervista ad Antonio Angelicola detto “Ninella” (personaggio di fantasia ispirato a Giovanni B.) da parte di due giovani documentaristi, Rocco e Nico.
Proprio come Giovanni B., Ninella è restio a portare alla luce vecchi e dolorosi ricordi, che gli autori ritraggono dal punto di vista storico con estrema cura.
Ci sono le feste animate dall’irascibile Don Nicola e da Cincillà il travestito, alle quali anche i carabinieri partecipavano volentieri, ma anche l’avvilimento di chi viene strappato dalla propria casa, lasciando la famiglia nel disonore e costretto a vivere in condizioni di assoluta miseria, senza soldi, coperte per l’inverno o medicine. E c’è la disperazione, profonda, che fa uscire mostri anche dall’animo più innocente.

Non si tratta però solamente di un documentario ben narrato.
Le scene al presente, infatti, non sono un semplice escamotage per unire stralci di ricordi tra loro.
Mentre per le parti ambientate negli anni ‘30 gli autori, per rendere il fumetto il più realistico e oggettivo possibile, si sono allontanati dai testimoni dando più spazio alle fonti bibliografiche, in queste scene hanno recuperato tutta l’emotività che si annida in coloro che non sono semplici narratori degli eventi, ma che li hanno vissuti e ne sono rimasti segnati, per sempre.

A dieci anni dalla sua prima edizione, In Italia sono tutti maschi non ha perso minimamente la sua efficacia e rimane un volume che merita di tornare nelle librerie in una nuova edizione ampliata a cura di Oblomov Edizioni.

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