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ISTRUZIONI PER DIVENTARE FASCISTI di Michela Murgia

di Eleonora Cecchini

Pubblicato il

 ‘Scrivo contro la democrazia perché è un sistema di governo irrimediabilmente difettoso sin dall’origine.’

 

Hai mai pensato che il cittadino medio sia come un bambino di 12 anni non troppo intelligente? Ti sei mai chiesto come possa uno fare il ministro se non è neanche laureato? Ritieni che le quote rosa siano offensive per le donne?

Istruzioni per diventare fascisti è adatto al fascista che è in te! Lo so, il termine fascista è impegnativo. Ma ragiona! Ormai essere democratici fa acqua da tutte le parti. Questa pretesa di ascoltare tutti, di accogliere tutti, la pretesa di equità che elimina di fatto il merito.. Insomma, la democrazia non ce la fa più a governare uno Stato. Ecco che allora il fascismo si pone come la più ovvia alternativa.

Non ti basta ancora, vero? Vuoi qualcosa di concreto. Ecco alcune delle istruzioni per diventare fascisti.

  • Cominciare dal lessico: sostituire alcuni termini di uso comune con sinonimi che abbiano un significato leggermente diverso (es.: Leader con capo. Mi ricorda una storia…)                                                              ————>
  • Semplificare è complicato, perché vuol dire esprimere l’essenziale. Molto meglio banalizzare.
  • Proteggere i deboli, ma non gli immigrati, solo i deboli italiani. Gli anziani. I bambini. Le mamme (non le ‘donne’).
  • Nel dubbio, menare e far capire che la violenza è necessaria. Non solo quella fisica ma anche quella verbale

Ti ho incuriosito? Leggi le istruzioni con attenzione e, terminate, sottoponiti al test del fascistometro riportato in appendice: a seconda del punteggio, potrai verificare quale grado di fascista tu abbia raggiunto, se aspirante o patriota.

 

Pamphlet irriverente che si legge con avidità, Istruzioni per diventare fascisti fa uso dell’assurdo per sottolineare alcuni elementi discutibili della società contemporanea.

Ho letto molti commenti negativi sul libro. Ritengo tuttavia che questo testo sia nato da un’urgenza narrativa del tutto simile a quella del Neorealismo: non si sta parlando del Fascismo in sé ma di alcuni aspetti preoccupanti del mondo di oggi che vanno arginati per tempo. Che ci sono sempre stati ma che oggi spaventano più di ieri perché il mondo di oggi non è quello di ieri.

Non credo sia un testo banale né che abbia lo scopo di banalizzare il problema. E soprattutto, non vuole insegnare niente a nessuno né offrire soluzioni (è una satira, e la satira non insegna niente ma evidenzia storture).

Siamo il Paese del dopo. Dopo-i-terremoti. Dopo-le-alluvioni. Dopo-gli-incendi. Tra poco, Dopo-i-Ponti-Morandi. Quando cominceremo ad operare con onestà intellettuale per costruire la democrazia del domani? 

 

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