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Wimbledon che spettacolo: Djokovic e Federer, ode al tennis

di Eugenio Petrillo

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Che bello, che spettacolo, che emozioni. Che Wimbledon! Il torneo più seguito e, forse, più prestigioso al mondo ha – purtroppo – la sua conclusione nella serata di domenica. L’epilogo è stato dei più epici della storia del torneo e, secondo alcuni, dell’intera epica del tennis. Novak Djokovic dopo cinque ore vissute col fiato in gola ha sconfitto il leggendario Roger Federer. 7-6, 1-6, 7-6, 4-6, 13-12: ebbene si per la prima volta nella storia il match conclusivo si decide al tiebreak sul 12 pari. È il serbo a trionfare, tra un roller coaster di emozioni. Fino all’ultimo punto è stato tutto sospeso. In certi momenti sembrava poter dominare Nole, mentre in altri il Re. Lo svizzero addirittura non ha sfruttato i due match point avuti con il proprio servizio.
Giocate irreali e straordinarie in continuazione, insomma un epilogo che finirà sicuramente tra i libri di storie. Alla fine ha trionfato il numero 1 del mondo, nel giardino di casa di Roger nonostante i meno punti segnati nell’intero match.
Ode a Djokovic e ode a Federer. Lo svizzero a 38 anni ha voluto dire a tutto il mondo che lui c’è ancora giocando cinque ore con intensità e prestanza: è il suo record di sempre nel torneo londinese.
Novak Djokovic solleva al cielo il suo quinto Wimbledon eguagliando una leggenda come Bjorn Borg e lo ha fatto con Federer che a Wimbledon ha trionfato 8 volte e sarebbe andato per la nona. Si può dunque dire: Djokovic numero uno del tennis, contro il tennis stesso.

Foto: Yahoo sport

La finale maschile ce la ricorderemo a lungo, forse per sempre. È giusto così. Quella femminile invece un po’ meno. Serena Williams non è riuscita a vincere l’ennesimo Slam e ha trionfato Simona Halep in un match senza storia durato solamente 56 minuti. La tennista romena ha letteralmente distrutto l’americana che dunque non ha eguagliato il record dell’australiana Margareth Smith Court a quota 24 totali.
Insomma si può dire che è stato un Wimbledon che si è concluso male per i “ragazzi” del 81: Roger Federer e Serena Williams.
Sul green londinese non è stato solo Djokovic e Halep, ma anche altro. Per esempio per quanto ci riguarda da vicino l’exploit del nostro Matteo Berrettini.
Il “Beretto” ha confermato di essere quadrato sull’erba arrivando a giocare anche nella seconda settimana. Si è fermato solo agli ottavi contro Roger Federer. Per il tennista romano questo è solo l’inizio. Ora spetterà lui dare seguito a tutto ciò che di buono ha mostrato in questo 2019.
Da questa sera tutti in vacanza per una breve sosta e poi sotto con la preparazione per gli US Open che si avvierà con degli importanti Master 1000 americani.

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