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Recensione – Spiderman Far From Home

di Paola Cecchini

Pubblicato il

Spiderman Far From Home era uno dei film più attesi di quest’anno perché, essendo il capitolo conclusivo della Fase 3 della Marvel e il primo dopo End Game, avrebbe dovuto mostrare le conseguenze degli avvenimenti (e soprattutto delle perdite) che abbiamo subito per poter sconfiggere Thanos una volta per tutte. Tanta era l’attesa, che solo nei primi giorni di uscita ha già raggiunto i 600 milioni di dollari di incasso. E siamo ancora prima del week end.
Il banner orizzontale di Sèiderman Far From Home mostra Peter Parker vestito da Spiderman ma senza la maschera e con lo sguardo serioTuttavia si vede che il film è stato in realtà realizzato per la maggior parte in anticipo e all’oscuro della trama di Endgame.

Spiegazioni un po’ troppo rapide poco ponderate per il “Blip” (i cinque anni in cui metà del genere umano era sparito dalla faccia della Terra dopo lo schiocco di Thanos) fanno storcere il naso allo spettatore, compensate, tuttavia, da molti richiami emotivi a Tony Stark che, mai come adesso, viene a mancarci.
Laddove la sua presenza aveva arricchito, senza togliere spazio, il primo Spiderman, il peso della sua assenza schiaccia il personaggio di Peter al punto da renderlo quasi irrilevante.

 

Spiderman non è uno di noi.

Lasciando un attimo da parte la trama di Spiderman Far From Home, che è in effetti abbastanza interessante se la si separa dall’aura teenager che aleggia per tutto il film, la cosa che risulta chiara da film è che Peter non è uno di noi.

Chiaro appartenente alla generazione Z, Peter rappresenta volontariamente la sua generazione e il film si direziona in modo sostanziale verso quel pubblico, pur con qualche strizzata d’occhio verso noi Millennials. Se infatti già in Civil War aveva citato “quel vecchissimo film” questa volta, creando dal nulla una nuova armatura a tempo di Back in Black (così simile a Tony da farci mancare il fiato) Peter dichiara contento di apprezzare i Led Zeppelin.

Anche tutto il contorno da storia d’amore al liceo (che più che contorno occupa la maggior parte del film) ci indispettisce un po’ perché in un momento così catartico ci sembra assurdo che la prima preoccupazione di Peter possa essere quella di dichiararsi alla ragazza che gli piace.

Ma di nuovo dimentichiamo la giovane età del supereroe e il fatto che la nuova direzione della Marvel, per la Fase 4, debba essere sicuramente di mantenere il pubblico attuale, ma anche conquistare quello più giovane, per continuare a prosperare.

Passando invece al personaggio di Mysterio, che Jake Gyllenhal porta in vita magistralmente in tutte le sue sfaccettature, è un personaggio interessante e

ATT.ZIONE SPOILER,

dopo l’Avvoltoio e Loki, uno degli antagonisti meglio riusciti della Marvel.

FINE SPOILER.

Irrilevante il ruolo di Fury in questo film, che sembra aver perso il suo smalto nei cinque anni di blip. Dettaglio che però, dopo aver visto la seconda scena post titoli di coda, assume tutto un altro significato.

 

Spiderman Far From Home è quasi una riflessione Marvel su se stessa.

Tra le due cose più interessanti del film, la prima è sicuramente la trama al di là della storia di Peter ed è l’utilizzo degli effetti speciali e digitali che, in Spiderman Far From Home, sono usati in modo massiccio al punto da sembrare, in alcuni punti, più un videogames che un film.

Da qui parità una considerazione che non può essere fatta interamente Spoiler Free perciò, per quanto cercheremo di dare meno informazioni possibili, se siete dei puristi e non volete assolutamente alcuno spoiler sul film passate direttamente in fondo al prossimo paragrafo.

Viviamo in un’epoca in cui il cinema è sempre più dipendente dagli effetti speciali, soprattutto un tipo di cinema come è quello della Marvel Stessa, che a partire dalla carta stampata fino alla sala, ci cattura e ci intrattiene con elementi immaginari e fittizi.

Chiusi in una sala buia, seduti sulle nostre poltrone, a volte potremmo quasi giurare di essere lì in mezzo all’azione, provare le stesse emozioni che provano i personaggi sullo schermo e illuderci di far parte del loro mondo.

E’ facile illudere la gente che già si illude da sola“.

Dice ad un certo punto Mysterio. Lo sanno bene alla Marvel e, con questa frase, sembrano quasi rispondere alle critiche che sono state mosse negli anni verso di loro sul fatto che prima o poi il pubblico si stuferà dei supereroi.

 

Le due scene mid e post titoli di coda.

La seconda cosa più interessante del film sono le due scene mid e post titoli di coda.

Mentre la seconda scena ci spiega come mai Fury ci sembrava così sottotono durante il film, e lancia un milione di domande e di possibilità per il futuro della Marvel, quella che sconvolgerà di più il pubblico è la scena nei mid-credit.

L’ingresso nell’MCU di J.K.Simmons, che aveva già fatto parte della trilogia di Raimi, è un ingresso davvero pesante che porterà Peter verso l’età più matura un lo Spiderman che tutti conosciamo. Allo stesso tempo, però, le ultime frasi della scena, stravolgono quello che abbiamo sempre saputo di Spiderman e ci lasciano basiti e in preda al panico per la sua sorte.

 

ATTENZIONE SPOILER: Cosa accadrà dopo Spiderman Far From Home?

Sono milioni le storyline possibili per Peter e gli altri Supereroi dopo Spiderman Far From Home. Ve ne elenchiamo qualcuna.

  1. Dopo l’attacco di Venezia ascoltiamo le notizie riguardo agli Elementali e, in particolare, la storia di un certo Morris Bench che ha acquisito i suoi poteri dopo un incidente in un generatore subacqueo sperimentale. Visto che noi sappiamo che Hydro-Man era in realtà un’illusione di Mysterio questo può voler dire che vedremo in futuro il vero Hydro-Man?
  2. Dalla post credit sappiamo che Fury è in realtà uno Skrull e che, quello vero, è in viaggio sulla nave spaziale degli Skrull diretto chissà dove. Da un paio di interviste a Kevin Faige degli ultimi anni sappiamo che la Fase 4 della Marvel sarà molto più spaziale rispetto alle precedenti. Dove sta andando Fury? E soprattutto: quando i due si sono scambiati di posto? Prima o dopo il blip?
  3. Mysterio si era presentato come proveniente da un’altra Terra, andando a confermare la teoria dei Multiversi che ormai conosciamo bene. Nonostante in questo contesto fosse tutta un’illusione noi sappiamo che esistono altre realtà alternative, perché Cap ha vissuto in una di loro. Ne vedremo mai altre oppure è stato il modo in cui la Marvel ci ha gentilmente detto che questa è l’unica realtà che conosceremo?
  4. Dopo i titoli mid credit abbiamo visto che l’ultima beffa di Mysterio è stata quella di rivelare l’identità di Peter Parker come Spiderman.
  5. Secondo alcuni fan speranzosi questo potrebbe portare all’ingresso nel MCU del personaggio di Daredevil. Già nei fumetti i due hanno collaborato e, al contrario di quanto accadrebbe questa volta, lì Spiderman aveva aiutato Matt Murdock a dimostrare di non essere Daredavil. Inoltre
    e Charlie Cox ha espresso in più di un’occasione il suo desiderio di collaborare con Tom Holland a un duo tra Spiderman e Daredevil. Non è così semplice, ma nemmeno impossibile. Kevin Feige ha dichiarato che per l’utilizzo dei personaggi realizzati con Netflix deve passare del tempo per ragioni contrattuali e, per Dredevil, questo è di due anni. Essendo la serie stata cancellata nel 2018 questo vuol dire dover aspettare almeno fino al 2020. Non è poi così lontano visto che prima di rivedere il nostro Spiderman di quartiere abbiamo ancora un bel po’ di film in cantiere.

 

Vi lasciamo con il Trailer di Spiderman Far From Home

Riassumendo Spiderman Far From Home è un film d’intrattenimento con ottimi spunti, ma che a livello emotivo non ci coinvolge in prima persona perché non riusciamo a rivederci nei drammi d’amore da adolescenti e che si posiziona in netto contrasto con la maturità dei personaggi e lo sconvolgimento emotivo di End Game.

Dove in End Game personaggi come Tony, Steve e Natasha hanno toccato il culmine della loro evoluzione, il personaggio di Parker dimostra, ancora una volta (o forse molto più che nel primo film), di non essere affatto pronto per far parte del tavolo dei grandi e di aver perso il suo mentore molto prima aver raggiunto la maturità necessaria per evolversi senza di lui.

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