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La Mia Vita Con John F. Donovan – Il travagliato debutto americano dell’enfant prodige Xavier Dolan

di Alessio Ottonello

Pubblicato il

Un film di Xavier Dolan, con Kit Harington, Jacob Tremblay, Natalie Portman, Thandie Newton, Ben Schnetzer, Susan Sarandon, Chris Zylka, Kathy Bates.

«Cosa dovremmo sapere di un artista, cosa dovrebbe rivelare lui di sé stesso? E perché è importante per noi?»

Alla maggior parte di voi il nome Xavier Dolan potrà suonare del tutto sconosciuto, eppure questo regista canadese neo-trentenne in dieci anni di attività ha già scritto, diretto e montato ben otto lungometraggi, quasi tutti di culto, di cui La Mia Vita Con John F. Donovan rappresenta il debutto in lingua inglese.

Xavier Dolan è l'enfant prodige del cinema canadese

Xavier Dolan è l’enfant prodige del cinema canadese

Per chi ne ama lo stile, Dolan è un vero e proprio fenomeno d’incontenibile e controverso carisma, dai tratti fortemente autobiografici fin dal primo film J’ai Tué Ma Mère (Ho Ucciso Mia Madre) del 2009, passando per il più complesso Lawrence Anyways, sul tema della transessualità, e poi l’acclamato Mommy, vincitore del premio della giuria a Cannes nel 2014.

The Death and Life of John F. Donovan, questo il titolo internazionale, doveva essere la sua opera più ambiziosa nonché la prima in lingua inglese, ma è stato funestato da numerosi problemi produttivi che ne hanno ritardato all’infinito l’uscita in sala e segnato prematuramente il destino al botteghino.

La trama si gioca su due piani temporali: nel 2006 l’undicenne Rupert, solitario e bullizzato, intrattiene da anni una corrispondenza epistolare col proprio idolo televisivo senza che nemmeno la madre lo sappia, nel frattempo però il suo amico di penna famoso è intrappolato in una spirale autodistruttiva di falsità e negazione che lo porterà ad una morte prematura.

Jacob Tremblay, co-protagonista del film, è un talentuosissimo attore-bimbo prodigio

Jacob Tremblay, co-protagonista del film, è un talentuosissimo attore-bimbo prodigio

Nel 2017 un Rupert cresciuto, che nel frattempo ha intrapreso a sua volta la carriera d’attore, racconta ad una giornalista la singolare storia di come la sua vita e quella dello sfortunato John Donovan si siano incrociate sulla carta delle lettere che si sono scambiati a lungo, e da cui il giovane ha poi tratto un libro.

La sostanza della pellicola risiede nelle affinità tra i due personaggi, nelle diverse età del protagonista Rupert, che vengono sottolineate o ne vengono rimarcate le differenze, il tutto filtrato dai fortissimi canoni biografici del Dolan autore, i cui fan possono trovare le tematiche fondamentali della sua cinematografia: l’omosessualità nascosta o esplicitata, il rapporto turbolento con la madre, la difficoltà a rapportarsi emotivamente con gli altri.

Il regista stesso ha rivelato che l’idea per questa storia è nata dal fatto che da bambino aveva scritto una lettera a Leonardo DiCaprio, alla quale il divo non ha certo mai risposto, ma da lì in poi ha immaginato tutto un flusso di coscienza che, nel montaggio iniziale, si diramava in ben quattro ore di sviluppi narrativi.

Da sinistra, Xavier Dolan analizza il girato insieme a Jessica Chastain, il cui ruolo è stato tagliato dalla pellicola, e a Kit Harington

Da sinistra, Xavier Dolan analizza il girato insieme a Jessica Chastain, il cui ruolo è stato tagliato dalla pellicola, e a Kit Harington

In La Mia Vita Con John F. Donovan il tratto registico di Xavier Dolan, amatissimo dal pubblico nonostante i suoi film siano lontani dal gusto mainstream, è presente e riconoscibile nei primissimi piani agli attori e nelle elaborate inquadrature e dissolvenze del direttore della fotografia André Turpin, ma a livello d’intreccio è insolitamente trattenuto, un po’ come se fosse intimidito dal salto di qualità: dal passaggio alla lingua inglese e dall’avere a disposizione un nutrito cast di star.

Già, perché oltre al Donovan del titolo, tormentato dentro e legnoso fuori, a cui forse non a caso presta il volto Kit Harington, quel John Snow de Il Trono di Spade che sembra aver sempre l’aria di non saper niente, lo spettatore trova sullo schermo una parata di star che raramente si concede al progetto di un giovane filmmaker: le madri difficoltose, e ce ne sono ben due, sono una Susan Sarandon un po’ troppo attaccata alla bottiglia e una Natalie Portman la cui intensità è stranamente compromessa da una pettinatura improponibile!

Nel film Susan Sarandon è la mamma di John Donovan (Kit Harington), mentre Natalie Portman lo è di Rupert Turner (Jacob Tremblay)

Nel film Susan Sarandon è la mamma di John Donovan (Kit Harington), mentre Natalie Portman lo è di Rupert Turner (Jacob Tremblay)

A far preoccupare questa seconda genitrice, in un rapporto di incomunicabilità e continuo rimprovero, è il figlioletto interpretato da Jacob Tremblay, oggi dodicenne bambino prodigio di film come Room e Wonder, dal talento espressivo immenso racchiuso nel corpo di un pre-adolescente: la sua esuberanza per la vita, anche se funestata dal bullo della scuola che lo porterà a mettersi nei guai, cozza con la disillusione del suo idolo del piccolo schermo, che non potendo rivelare la propria omosessualità in un’epoca in cui gli avrebbe forse ancora rovinato la carriera, si impedisce di vivere e segna tragicamente il proprio destino.

Troviamo poi Kathy Bates nel ruolo di una severa agente delle star e Michael Gambon, che tutti ricordiamo con affetto come Albus Silente nella saga di Harry Potter, nel piccolo ruolo di un vecchietto saggio e simpatico, proprio come Silente; Thandie Newton è la giornalista dapprima antipatica che intervista controvoglia il Rupert adulto, ma che poi si lascia contagiare dalla sua provocatoria vitalità ed esperienza: a rubare la scena a tutti, in questa veste di narratore, è il poco conosciuto ma magnetico Ben Schnetzer (Pride, Warcraft), quasi una controfigura dello stesso Dolan.

Ben Schnetzer e Thandie Newton sono protagonisti della cornice del film, ovvero le scene dell'intervista a Rupert adulto, girate a

Ben Schnetzer e Thandie Newton sono protagonisti della cornice del film, ovvero le scene dell’intervista a Rupert adulto, girate a Praga

E chissà invece come la pensa l’attrice Jessica Chastain, di solito a suo agio sui set di autori come Terrence Malick o Christopher Nolan, che ha visto il proprio cospicuo ruolo di co-protagonista in John F. Donovan completamente tagliato dal montaggio finale del film e il suo nome rimosso dalla locandina.. magari è a causa di questa delusione che è finita a fare l’antagonista nell’ultimo, pessimo X-Men: Dark Phoenix!

E’ in fondo un vero peccato che La Mia Vita Con John F. Donovan sia ormai bollato come un insuccesso commerciale, compromesso dapprima dall’insoddisfazione dell’autore stesso, che ne ha ritardato la presentazione nei festival internazionali, e poi della casa cinematografica che ha preferito non distribuirlo al cinema, se non nelle sole Francia e Italia.

Xavier Dolan nel frattempo sembra esser passato oltre e sta già promuovendo la sua nuova fatica Matthias & Maxime, che segna il suo ritorno in Quebec e ad un cinema più intimista, quasi che il neo-trentenne ex-enfant prodige si sia già stancato della sbornia del successo.

In definitiva questo film, che da noi passa in sala un po’ in sordina in questo torrido inizio estate, è un buon modo, per chi non conosce questo giovane autore canadese, per avvicinarsi alla sua filmografia e scoprirne l’eclettico talento.

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