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La seconda stagione di Big Little Lies: “Otter Bay, Otter Bay…

di Elisa Tomasi

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… It’s the best place of them all!”

La seconda stagione di Big Little Lies si arricchisce con la presenza di Meryl Steep

HBO Studios

 

La seconda stagione di Big Little Lies si è fatta attendere, prendendosi una pausa tra un’estate e l’altra ma finalmente è ritornata ad alleviare la calura stagionale intrattenendoci con il personale inferno che le madri della Otter Bay Elementary School sottopongono le une alle altre.

Questa serie targata HBO era inizialmente stata concepita come un unicum di sette episodi che una volta svelato il suo mistero: il come e il chi dell’uccisione di uno dei suoi personaggi, avrebbe dovuto trovare la sua naturale conclusione di miniserie ma dato il successo di quei primi sette episodi del 2017, eccone altri sette comparire nel 2019 a formare la seconda stagione di Big Little Lies. I primi due sono già andati in onda, “What Have They Done?”e “Tell-Tale Hearts”, il terzo “The End Of The World” è stato trasmesso da HBO la domenica appena passata e sarà disponibile su Sky Atlantic questa sera; l’inizio di questa seconda stagione di Big Little Lies prende l’avvio con il cominciare del secondo anno scolastico dei figli delle Monterey Five che frequentano tutti la Otter Bay School, la scuola punto nevralgico degli accadimenti drammatici delle cinque protagoniste della serie.

Quest’anno ad aggiungersi al cast già stellare che compone il nucleo dei personaggi centrali di Big Little Lies : la mamma in carriera Renata (Laura Dern), la mamma single Jane (Shailene Woodley), la mamma insoddisfatta e nevrotica Madeline (Reese Witherspoon), la mamma che ha rinunciato alla carriera per stare a casa Celeste (Nicole Kidman) e la mamma alternativa Bonnie (Zoë Kravitz), ecco che a questo insieme di eccellenze si accoda il mostro di bravura per eccellenza :Meryl Streep nel ruolo della suocera o per dirla con le parole di Madeline : “the fucking weirdo!”. In quello che finora si è visto della seconda stagione di Big Little Lies non si può che riaffermare che Meryl Streep rimane sempre Sua Maestà nel regno della recitazione e che le sue interpretazioni vivono della cura quasi maniacale del dettaglio e del piccolo gesto come segno rivelatore di uno studio in profondità della psiche del personaggio da svelare a piccoli apparentemente insignificanti passi.

L’arrivo di Mary Loiuse (Meryl Streep), madre del dipartito Perry (Alexander Skarsgård), vittima carnefice del matrimonio con Celeste, mette scompiglio nella piccola comunità di Monterey e soprattutto nelle vite delle sue cinque esponenti di punta, con l’arrivo della suocera di Celeste le cinque donne si trovano ancor più compatte a tenere le fila per proteggere il loro piccolo grande segreto su quello che è avvenuto nella serata di Gala in costume che ha portato l’Elvis–Perry a spezzarsi l’osso del collo giù per una scalinata circondato da cinque Audrey Hepburn.

Se la prima stagione era incentrata a scoprire le cause e le motivazioni di quel tragico incidente la seconda stagione di Big Little Lies affronta, sempre attraverso la figura materna ( di Perry come anche di Bonnie reale esecutrice della caduta mortale di quest’ultimo), il passato dei suoi protagonisti e come questo li abbia portati al momento delle loro storie dal quale noi dall’altra parte dello schermo li stiamo osservando.

David E. Kelly, creatore della serie nonché anche di Ally McBeal, è un veterano della scrittura per la televisione e in questa sua creatura è riuscito a trasformare tutti i luoghi comuni e gli stereotipi di cui si nutrono le serie per creare i loro personaggi, in punti di partenza da cui far riemergere una psiche molto più complessa di quella che siamo abituati a vedere sui nostri piccoli schermi.

Già dalla sua prima stagione si era intuito che l’idea alla base di Big Little Lies non era quella di un giallo ambientato sulle spiagge esclusive della California benestante in cui col passare degli episodi si arrivava alla soluzione del delitto mostrato nelle sue immagini di apertura ma era piuttosto il racconto dell’intuizione di andare a vedere più in profondità cosa si cela dietro gli ipotetici e inquietanti al solo pensiero gruppi WhatsApp delle madri dei bambini che iniziano il loro percorso scolastico. L’irriverenza e la scrittura caricaturale di certi personaggi non ha però compromesso la penna di Kelly quando questo è andato oltre la superficie di quei giochi di potere tra mamme per andare a descriverne il loro vissuto, le loro frustrazioni e i loro desideri e il senso di comunità che queste hanno creato per poter sopraffare i loro traumi.

La seconda stagione di Big Little Lies si prefigge ancora una volta di descrivere le turbolente acque che si infrangono sulla battigia di Monterey e come nell’intro di ogni episodio della serie queste vengono associate ai primi piani dei volti delle protagoniste, che immerse nei loro pensieri con gli occhiali da sole ad oscurarne lo sguardo percorrono chilometri in macchina senza alcuna parvente destinazione. Immagini queste che sono accompagnate dalle note e parole di Michael Kiwanuka e la sua “Cold Little Heart”, l’imponente “struttura audiovisiva” di Big Little Lies è dovuta alla maestria di Jean-Marc Vallée, regista di Dallas Buyer Club e Wild, che ha prestato la sua capacità di intingere visioni con suadenti sonorità anche a un altro grande successo estivo di HBO, Sharp Objects, di cui abbiamo già parlato qui.

L’importanza della colonna sonora per accrescere il pathos di alcune scene significative è un elemento costante di Big Little Lies come non ricordare nella prima stagione il viaggio in macchina di Madeline con la figlia piccola nel sedile posteriore e “This Feeling “ degli Alabama Shakes che esce dalle casse dell’impianto stereo, o la straziante scena di jogging di Jane, che con un montaggio in divenire di immagini e musica ci regalava una apoteosi al contrario del “Bloody Motherfucking Asshole” strillato nella voce di Martha Wainwright.

La seconda stagione di Big Little Lies sembra promettere questo e altro, non ci resta che piazzarci sul divano e goderci lo spettacolo.

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