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Elezioni europee 2019, analisi alternativa del voto

di Luca Rasponi

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In Italia le elezioni europee 2019 sono state raccontate come una vittoria schiacciante dei partiti sovranisti. Ma ci sono almeno due elementi che mettono in discussione questa versione dei fatti, fino a capovolgerla del tutto: il peso dell’astensione e l’esito complessivo del voto continentale.

Parlamento UE 2019-2024

Elezioni europee 2019: il fattore astensione

Il primo dato da prendere in considerazione per capire a fondo il risultato italiano delle elezioni europee è quello relativo all’astensione. Un impietoso 44% che non soltanto crea allarme per la crescente disillusione degli elettori, ma che ridimensiona nettamente i risultati di tutti i partiti.

Elezioni europee 2019: l'affluenza in ItaliaCome riportato in questa interessante analisi del collettivo Wu Ming, infatti, ricalibrati sulla totalità degli aventi diritto al voto, i risultati delle tre principali formazioni politiche italiane risultano praticamente dimezzati, con la Lega al 19%, il Partito Democratico al 12% e il Movimento 5 Stelle al 9,5%.

Con 20 milioni di elettori che scelgono di disertare le urne, la somma dei tre principali partiti non raggiunge nemmeno il 50% dei voti realmente disponibili: per SwG l’unica a guadagnare è la Lega (+3.450.000), mentre in termini assoluti il PD perde 113.000 voti e il M5S addirittura 6.180.000.

In uno scenario del genere, anche l’analisi dei flussi elettorali risulta tutto sommato marginale. Due le indicazioni degne di nota che emergono dai dati dell’Istituto Cattaneo: la Lega che cresce drenando consenso a Forza Italia e l’elettorato del Sud che si rivela decisivo per la sua mobilità di voto.

Elezioni europee 2019: l’avanzata delle destre

Meglio essere chiari: tre milioni e mezzo di voti in più, per la Lega, rappresentano indubbiamente un successo per quello che oggi è il primo partito italiano. Un dato che, sommato alla crescita di Fratelli d’Italia, legittima il racconto di un’affermazione dei partiti sovranisti, almeno nel nostro Paese.

Un consenso che parte da lontano, cresce a discapito dell’alleato di governo e viene costantemente alimentato con una campagna elettorale permanente condotta anche sui social. Dove il ministro-segretario Salvini investe più di tutti, con toni sempre più violenti e scelte molto discutibili dal punto di vista etico.

Elezioni europee 2019: i risultati in Italia

I sovranisti europei devono le loro fortune anche al progressivo consolidamento di una rete composta da soggetti para-politici legati al Congresso delle famiglie e al mondo delle associazioni “pro vita”, in grado di assicurare supporto ideologico, attività di lobbying e soprattutto sostegno finanziario.

Il tutto mentre la sinistra subisce drammaticamente le conseguenze della sua incapacità di parlare con una voce sola. Nemmeno vicino alla soglia del 4% in Italia, il gruppo Gue/Ngl perde più di dieci seggi al Parlamento, passando da 52 a 38 e confermandosi forza marginale per gli equilibri politici europei.

Elezioni europee 2019: i risultati complessivi

Questo dato ci porta ad ampliare il quadro d’analisi, prendendo in considerazione i risultati su scala continentale e la composizione del Parlamento europeo. I sovranisti hanno vinto? Nemmeno per idea: i tre raggruppamenti che li rappresentano non raggiungono neanche lontanamente la maggioranza.

Elezioni europee 2019: i risultati in EuropaE non è questo il solo aspetto di controtendenza per il voto italiano: pur attestandosi non molto sopra il 50%, infatti, l’affluenza risulta in crescita a livello continentale. Segno che, seppur lentamente, l’interesse dei cittadini europei nei confronti della politica comunitaria continua a crescere, anche grazie alla massiccia campagna di comunicazione realizzata con questo obiettivo delle istituzioni dell’UE.

Ma allora chi le ha vinte, queste elezioni? Ecco il punto: nessuno. Perdono terreno il Partito Popolare (centro-destra) e i Social-Democratici (centro-sinistra), che per la prima volta nella storia del Parlamento europeo non hanno i numeri necessari a formare una maggioranza insieme.

Oltre ai sovranisti crescono invece i Verdi e i liberali dell’Alde, che saranno probabilmente coinvolti nella formazione della nuova Commissione, per la quale sono già partite le “grandi manovre“. Chi rischia di restarne fuori è proprio l’Italia, che potrebbe pagare le posizioni euroscettiche dell’attuale governo con cinque anni di marginalità nelle scelte politiche europee. Un risultato, questo sì, che sarebbe davvero imperdonabile.

Elezioni europee 2019: l'affluenza in Europa

Info e approfondimenti sul sito del Parlamento europeo

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