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Ossa, nessuno qui riposa in pace

di Erika Biggio

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Ossa, Hone Ga Kusaru Made nell’edizione originale, è il nuovo manga edito da Panini Comics il cui titolo inglese letteralmente si traduce con “finchè le tue ossa non marciscano”, tanto per dare un’idea della leggerezza del titolo di cui andremo a parlare oggi. Ossa è uno dei titoli che Planet Manga aveva annunciato all’annuale conferenza di Lucca Comics and Games 2018 e che più aveva suscitato l’attenzione del pubblico, dato le tematiche non banali e il tratto davvero bellissimo, nonostante l’autore sia una faccia nuova nel panorama, Yae Utsumi.

Andiamo con ordine: nell’estate dei loro undici anni cinque amici, Shintaro, Tsubaki, Akira, Haruka e Ryu, uccidono un uomo, ne nascondono il cadavere, giurano solennemente di non svelare mai la verità a nessuno e di proteggersi sempre a vicenda. Nei quattro anni successivi, la notte in cui cade la ricorrenza dell’assassinio, si riuniscono segretamente, dissotterrano il corpo e pronunciano nuovamente il voto che li lega. Il quinto anno però, quando ormai del cadavere non restano che le ossa, qualcosa va storto: forse per una disattenzione, forse per una casualità, qualcun altro trova il corpo e, invece di chiamare la polizia come una persona normale, lo trafuga e lo usa per ricattare i nostri giovani protagonisti, ormai sedicenni, e per far compiere loro atti terribili.

Ossa è un’opera davvero ben studiata, con numerosi punti di forza ed una narrazione che non smette mai di lasciare il lettore col fiato sospeso e, perché no, anche con un po’ di tremarella. Bisogna innanzi tutto sottolineare la bravura dell’autore nel creare personaggi a tutto tondo che, seppur sembrino ricalcare a grandi linee i topos tipici del manga scolastico, li stravolgono più volte, mettendoci sempre davanti a scelte inaspettate: nei cinque ragazzi possiamo vedere chiaramente come il trauma dell’accaduto abbia segnato la loro crescita e come ognuno di loro abbia reagito in maniera totalmente diversa dall’altro, pur mantenendo ben saldo il legame che li unisce; sono le loro rispettive differenze ad essere la loro vera forza, e permetteranno loro di superare prove sempre più dure.

A metà tra il thriller e l’horror, Ossa ha il dono di essere disgustoso quanto basta grazie ai dettagli, anche quando sono appena suggeriti, che donano realismo alle scene più splatter, ma è nella tensione che sa creare che raggiunge davvero l’apice: non sono le scene più raccapriccianti a colpire maggiormente, bensì l’incertezza che causa ai malcapitati ragazzini che, pur non essendo assolutamente spettatori innocenti restano comunque vittime di circostanze spesso al di là del loro controllo. Le cose non sono mai quelle che sembrano, anche tra gli amici più fidati paura e sospetti si insinuano subdoli, fino a rendere sempre più torbide le acque in cui i nostri cinque si ritrovano a navigare.

Se volete un solo motivo in più per mettere le mani su Ossa, sappiate che c’è anche la componente romantica (ed è deviata pure quella) senza scendere mai nel sentimentalismo, che effettivamente  in questa serie poco avrebbe a che fare, è ben studiata e non stona affatto col resto della narrazione: davvero una delle letture più intriganti e divertenti degli ultimi mesi.

 

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